Salviamo il Nuovo Cinema Palazzo
di Luigi ManconiIl 25 novembre del 2020, mentre i telegiornali nazionali trasmettevano le immagini della città di Napoli che piangeva la morte di Diego Armando Maradona, a Roma le cronache locali riportavano la notizia dello sgombero del Nuovo Cinema Palazzo, nel quartiere di San Lorenzo. Una ex-sala gestita da un gruppo nutrito di persone che, nel 2011, insieme ad artisti, studenti e abitanti aveva occupato gli spazi dismessi per impedire che vi fosse aperto un casinò (con quali effetti “sociali” sulla vita del quartiere era facile prevedere). Nasce così il Nuovo Cinema Palazzo che, negli anni, ha organizzato numerosi concerti dal vivo, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, momenti di incontro, assemblee, laboratori e centinaia di eventi per bambini e anziani, giovani e adulti.
A tre anni dallo sgombero, in Piazza dei Sanniti, dove si trova lo stabile del Nuovo Cinema Palazzo, nulla è cambiato: non sono stati rimossi i sigilli, né è stata aperta una nuova attività, né è stato venduto l’im…
Il 25 novembre del 2020, mentre i telegiornali nazionali trasmettevano le immagini della città di Napoli che piangeva la morte di Diego Armando Maradona, a Roma le cronache locali riportavano la notizia dello sgombero del Nuovo Cinema Palazzo, nel quartiere di San Lorenzo. Una ex-sala gestita da un gruppo nutrito di persone che, nel 2011, insieme ad artisti, studenti e abitanti aveva occupato gli spazi dismessi per impedire che vi fosse aperto un casinò (con quali effetti “sociali” sulla vita del quartiere era facile prevedere). Nasce così il Nuovo Cinema Palazzo che, negli anni, ha organizzato numerosi concerti dal vivo, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, momenti di incontro, assemblee, laboratori e centinaia di eventi per bambini e anziani, giovani e adulti.
A tre anni dallo sgombero, in Piazza dei Sanniti, dove si trova lo stabile del Nuovo Cinema Palazzo, nulla è cambiato: non sono stati rimossi i sigilli, né è stata aperta una nuova attività, né è stato venduto l’immobile. Qualcosa tuttavia sembra muoversi da qualche mese, dopo la pubblicazione online di un annuncio – del 13 giugno scorso, rilanciato ad agosto – che proponeva l’affitto dell’area di 1250 metri quadri a 10mila euro al mese. Per rendere più attrattiva l’offerta si evidenziava come circa 500 metri quadrati potessero essere riservati a esercizi di ristorazione.
Ora, non sorprende che la proprietà affidi la gestione di quegli spazi a qualche impresa intenzionata ad avviare un’attività remunerativa (altamente remunerativa), ma è deludente che nessun rappresentante dell’amministrazione locale abbia speso una parola o abbia proposto un progetto alternativo. Nonostante l’orientamento di molti che vivono e frequentano il quartiere sia piuttosto chiaro: San Lorenzo necessita di luoghi che abbiano una funzione sociale. Ciò significa che di locali ce ne sono abbastanza – se non troppi – e che meglio sarebbe stato aprire una sede destinata a un uso esclusivamente pubblico e collettivo.
Al di là delle questioni legate alle trasformazioni urbane, e al di là degli stessi progetti di speculazione, c’è un aspetto di questa storia ancora più problematico. Il Nuovo Cinema Palazzo, nel corso di tanti anni, ha costruito una vera e propria rete di legami umani e di fitte relazioni inserita in una vita sociale che cerca costantemente occasioni di coesione e di integrazione. Nonostante mille errori e mille limiti, la “ragione sociale” del Nuovo Cinema Palazzo è stata quella di proporre un ambiente di cultura diffusa e accessibile e attivare tutte quelle forme di reciprocità e di interazione che sono il cuore di una comunità locale.
Questo aspetto non è secondario: i contesti in cui la prossimità e l’incontro sono garantiti, dove i temi della solidarietà e dell’inclusione sono materia di riflessione e di azione e dove si realizzano iniziative culturali e artistiche devono essere tutelati, incoraggiati, sostenuti. In nome del benessere di tutti. Sarebbe bello che per una volta la storia di un luogo vissuto, consumato, segnato dall’esistenza di chi lo ha frequentato e amato in passato non lasci un’eredità da rimaneggiare e valorizzare come pare e piace, unicamente volta all’interesse particolare. Avanzo una ipotesi: si riprenda la trattativa di compravendita che la precedente giunta aveva intrapreso con la proprietà privata – quest’ultima ha rifiutato una offerta formale del Comune di 931mila euro – e si provi a inserire il Nuovo Cinema Palazzo in una possibile mappa di “beni comuni” che l’amministrazione attuale potrebbe gestire in maniera condivisa con la cittadinanza attiva. Nel maggio scorso è stato approvato il regolamento relativo a questo patto collaborativo, che – anche in questo caso – potrebbe rivelarsi un inedito passo in avanti per avvicinare le istituzioni locali alle numerose realtà che, a San Lorenzo e altrove, vogliano incontrare le domande dei cittadini.