Migranti, la via d’uscita
di Luigi ManconiQualche settimana fa la Fondazione Leone Moressa ha pubblicato l’edizione del 2023 del suo studio annuale sugli effetti economici dell’immigrazione nel nostro paese. Emergono dati che confermano l’importanza della presenza degli stranieri sul territorio nazionale e l’entità del loro contributo al sistema economico-sociale italiano. È utile partire da un dato complessivo: il lavoro dei migranti rappresenta il 9% del Pil, ovvero una quota di 154,3 miliardi di euro all’anno.
Gli occupati stranieri in Italia sono 2,4 milioni e svolgono attività in genere complementari, e non concorrenziali, rispetto a quelle degli italiani. Si tratta dunque di un decimo della forza lavoro in Italia concentrata principalmente nei settori di agricoltura, edilizia e ristorazione, ma anche in quelli della manifattura e dei servizi.
I migranti regolari pagano le tasse, beneficiano di servizi, contribuiscono al sistema fiscale e previdenziale, partecipano al finanziamento della spesa pubblica. Sono a tutti gli e…
Qualche settimana fa la Fondazione Leone Moressa ha pubblicato l’edizione del 2023 del suo studio annuale sugli effetti economici dell’immigrazione nel nostro paese. Emergono dati che confermano l’importanza della presenza degli stranieri sul territorio nazionale e l’entità del loro contributo al sistema economico-sociale italiano. È utile partire da un dato complessivo: il lavoro dei migranti rappresenta il 9% del Pil, ovvero una quota di 154,3 miliardi di euro all’anno.
Gli occupati stranieri in Italia sono 2,4 milioni e svolgono attività in genere complementari, e non concorrenziali, rispetto a quelle degli italiani. Si tratta dunque di un decimo della forza lavoro in Italia concentrata principalmente nei settori di agricoltura, edilizia e ristorazione, ma anche in quelli della manifattura e dei servizi.
I migranti regolari pagano le tasse, beneficiano di servizi, contribuiscono al sistema fiscale e previdenziale, partecipano al finanziamento della spesa pubblica. Sono a tutti gli effetti cittadini inseriti nel tessuto produttivo, che non solo hanno un impatto positivo sul sistema economico ma assumono un ruolo significativo nell’articolazione della nostra struttura sociale: gli stranieri diventati cittadini italiani sono fondamentali al fine di contrastare il calo demografico (11 nati e 2 decessi su 1.000 individui contro i 6,3 nati e i 13 decessi tra 1.000 italiani nati in Italia).
Quello della Fondazione Leone Moressa è un Rapporto assai prezioso, che dimostra ancora una volta come senza stranieri l’Italia non ha futuro. E che le questioni, pure molto serie, relative all’immigrazione illegale dovrebbero essere affrontate con razionalità e intelligenza, permettendo ai lavoratori irregolari presenti in Italia di essere censiti e inseriti nel sistema dei diritti di cittadinanza. Il calo demografico e la mancanza di manodopera vengono integrate da decenni in tutti i paesi europei dalle risorse rappresentate dagli stranieri. Un esempio, insieme a tanti altri spunti, si trova nel nuovo libro di Gabriele Del Grande, Il secolo mobile. Storia dell’immigrazione illegale in Europa (Mondadori, 2023). Qui l’autore racconta dettagliatamente la vicenda dello sbarco in Gran Bretagna nel 1948 della nave Windrush, con a bordo centinaia di profughi provenienti dalla Giamaica in cerca di una vita più dignitosa. Si tratta, secondo Del Grande, del «primo sbarco in Europa di centinaia di immigrati neri delle colonie. Quantomeno il primo in tempi di pace».
Tornando allo studio della Fondazione Moressa c’è da dire che ancora una volta i dati dimostrano come i migranti costituiscano una via d’uscita dallo stato di immobilismo e di inerzia in cui si trova il nostro paese. E finché sarà necessario, si dovrà ribadire che accogliere i migranti e includerli non è altro che un’opportunità offerta a tutti: nuovi arrivati e vecchi residenti.