London eye

Incontri ravvicinati
da Djokovic a McCartney

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Nelle ultime 48 ore ho visto cose che voi umani... E le ho viste tutte insieme.
Ho visto il mio amico Fabrizio che ha incontrato Yao Ming al basket.

Ho visto il principe Filippo da qui a lì, è successo al luna-park del tiro a segno dove gli italiani sparano, vincono e possono scegliere il premio: una medaglia, un orsacchiotto di peluche o un pesce rosso.

Ho visto il mio amico Giuseppe che in metropolitana è stato urtato da un tizio gentile che gli ha subito chiesto scusa, due o tre volte gliel'ha chiesto, il tizio era identico all'ex nuotatore australiano Grant Hackett, Giuseppe ha letto l'accredito appeso al collo, era proprio Hackett.

Ho visto Nole Djokovic al villaggio olimpico e gli ho chiesto l'autografo.

Ho visto servire mirtilli con le pinze degli spaghetti al centro stampa della ginnastica.

Ho visto, cioè conosciuto, Antonio Caprarica al quale ho espresso tutti i sensi della mia ammirazione anche per la sua giacca, e lui mi ha detto grazie e mi ha dato il suo numero di cellulare.

Ho visto la Solar Queen, una bambola della Regina Elisabetta che fa ciao con la mano e la mano è mossa da energia solare, costa un po' cara ma giuro che non torno a casa senza.

Ho visto il mio stomaco bruciare ancor prima di avere scelto il chili con carne, sempre al centro stampa della ginnastica, quello dei mirtilli.

Ho visto Paul McCartney (non Pupo, non Gianluca Grignani: Paul McCartney) al velodromo e poi lui si è messo a cantare "Hey Jude" insieme al pubblico, magari adesso che è vecchietto ricorda solo quella, però ragazzi!

Ho visto il manoscritto originale di "Alice del paese delle meraviglie", e quello de "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde", e pagine autografe di Dickens che scriveva piccolissimo.

Ho visto un pellicano a spasso in un parco.

Ho visto persino qualche gara.