Maree
Il lato nascosto delle storie. Voci, persone, diritti, umanità e disumanità oltre la cronaca. Ogni venerdì il podcast di Maria Novella De Luca su Repubblica

Se brucia la bandiera arcobaleno

E’ possibile che qualcuno voglia bruciare l’arcobaleno? Ossia il simbolo più puro della speranza? Sì, è possibile, è accaduto in Toscana, a San Giuliano Terme, dove nel silenzio di una notte un gruppo di ignoti ha bruciato una bandiera arcobaleno, emblema del movimento omosessuale. La bandiera rainbow era appesa alle finestre dell’abitazione di un coppia di papà gay, Francesco e Leonardo, padri di un bimbo di pochi mesi nato con gestazione di supporto negli Stati Uniti. Anzi, l’arcobaleno sventolava dal balconcino della camera da letto del bambino, racconto festoso di una nuova vita e soltanto l’intervento notturno dei vicini che hanno spento l’incendio ha impedito che quel gesto si trasformasse in tragedia. Ma il segnale, però, era chiaro: siete gay, dunque non vi vogliamo, anzi siete una famiglia omogenitoriale, meritate il fuoco. Una storia minore. No, purtroppo. Vuol dire che nonostante tutte le battaglie per i diritti, nonostante le unioni civili, nonostante le famiglie arcobaleno, formate da due madri e due padri siano ormai una realtà consolidata nel nostro paese, in alcune pieghe profonde dell’Italia batte un cuore omofobo, razzista, convinto della supremazia della famiglia naturale su tutte le altre e dell’amore etero come unica forma d’amore. Quel razzismo che bullizza nelle scuole i ragazzi omosessuali, e poi emargina gli immigrati, schernisce i disabili, vorrebbe che le donne tornassero ad essere subalterne ancelle del potere maschile.
 Dunque più che mai sarà importante approvare la legge contro la omo transfobia, che tra qualche settimana torna in aula dopo infiniti rinvii. Un’estensione dell’articolo 604 bis del codice penale che già oggi punisce l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, o religiosi, a cui andrà aggiunto che sarà punito anche chi incita alla discriminazione per motivi legati all’identità di genere e all’orientamento sessuale.
Ce la faremo questa volta? Le variegate truppe leghiste e dell’ultradestra che si definisce cattolica, parlano, pensate, di legge anti-democratica, ritenendo di fatto l’omofobia un sentimento legittimo. Un’asse che finora è riuscita a bloccare la legge. Adesso in Parlamento la maggioranza è diversa, e speriamo che il rogo di quella bandiera resti soltanto un brutto ricordo.
 

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/maree/2020/06/04/audio/se_brucia_la_bandiera_arcobaleno-423011468/

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