Serena, Maria e Grigor
il triangolo fa bene a tutti
Tradunt, narrant: così al liceo G. Pascoli - perché nessuno l'ha mai chiamato "Giovanni Pascoli"? - la professoressa Ebe Piccoli soleva ripeterci per renderci meno ostico - più friendly, si direbbe oggi - il latino. Dunque: tradunt che un anno fa Serena Williams, 30 anni, in un momento difficile di vita e carriera, si fosse presa una cotta per il giovane Grigor Dimitrov, dieci anni di meno. Tradunt che la storia fosse cosa da poco, visto che già prima dell'estate Serena cominciò una relazione con il suo coach, il francese Patrick Mouratoglou, che dura tuttora e che sarebbe tra i motivi della sua straordinaria stagione da numero 1 e da dominatrice dei tornei WTA. Narrant che il fascinoso bulgaro, nel frattempo diventato anche il giocatore Top 30 che tutti temono (a cominciare dal numero 1 Novak Djokovic, steso al secondo turno del Masters 1000 madrileno con un bugiardo 7-6 6-7 6-3), sia l'attuale boyfriend di Maria Sharapova, com…
Tradunt, narrant: così al liceo G. Pascoli - perché nessuno l'ha mai chiamato "Giovanni Pascoli"? - la professoressa Ebe Piccoli soleva ripeterci per renderci meno ostico - più friendly, si direbbe oggi - il latino. Dunque: tradunt che un anno fa Serena Williams, 30 anni, in un momento difficile di vita e carriera, si fosse presa una cotta per il giovane Grigor Dimitrov, dieci anni di meno. Tradunt che la storia fosse cosa da poco, visto che già prima dell'estate Serena cominciò una relazione con il suo coach, il francese Patrick Mouratoglou, che dura tuttora e che sarebbe tra i motivi della sua straordinaria stagione da numero 1 e da dominatrice dei tornei WTA. Narrant che il fascinoso bulgaro, nel frattempo diventato anche il giocatore Top 30 che tutti temono (a cominciare dal numero 1 Novak Djokovic, steso al secondo turno del Masters 1000 madrileno con un bugiardo 7-6 6-7 6-3), sia l'attuale boyfriend di Maria Sharapova, come testimoniano alcune foto scattate in dicembre a Milano e nella capitale spagnola giorni fa. Narrant che dunque tra Serena e Maria ci sarebbe qualcosa di più di una semplice rivalità sportiva, come dimostrano le quattro finali (sulle cinque perse in totale) che nell'ultimo anno la russa-americana di Bradenton, Florida, ha lasciato all'americana-americana di Palm Beach West, Florida. Che sono: in agosto le Olimpiadi a Londra (0-6 1-6), in ottobre i WTA Championships a Istanbul (4-6 3-6), in marzo gli Open a Miami (6-4 3-6 0-6), ieri gli Open a Madrid (1-6 4-6). Erba, hard indoor, hard all'aperto, terra rossa: su qualsiasi superficie la numero 1 è più forte della numero 2. Almeno in questo momento.
Vedremo cosa accadrà agli Internazionali BNL d'Italia, che oggi entrano a pieno regime dopo gli antipasti del week end. Tra i quali l'esordio vittorioso (6-3 6-4 ) del contesissimo, si direbbe, Grigor sul cipriota Marcos Baghdatis, buon lottatore immortalato più dal primo fulminante capitolo di "Open" di Andre Agassi che dalla finale persa contro Roger Federer agli Australian Open del 2006.
Torniamo a Roma. Per la prima volta da molti anni non accadeva che all'appuntamento del Foro si presentassero tre donne, Serena, Maria e Viktoria Azarenka, così palesemente superiori alle altre giocatrici del lotto. Il trio s'è preso otto tornei da inizio stagione, anche se all'unico Open, a Melbourne, ha trionfato Viki, la bielorussa WTA 3. Tra le poche in grado d'infastidirle c'è Sara Errani, WTA 6, davvero brava a Madrid, fermata solo in semifinale da Serena (7-5 6-2).
Tra gli uomini, invece, il 2013 è segnato dalle plurimi conferme di Nole Djokovic, con la notevole eccezione dello scivolone della scorsa settimana contro Dimitrov, e dal prepotente ritorno sulla scena, dopo otto mesi di stop, di Rafa Nadal, ieri facile vincitore al Masters 1000 spagnolo contro lo svizzero Stanislas Wawrinka (6-2 6-4). Il live race, ossia il ranking che tiene conto dei risultati nell'anno solare, parla chiaro: Nole ha racimolato 4130 punti, Rafa 4010 (senza nessun torneo giocato in gennaio), Murray 2910, Ferrer 2710, Berdych 2055. Per trovare Roger Federer bisogna scendere oltre i Top Ten, a quota 1270.
Si può ipotizzare che è finita per sempre la stagione dei Fab Four, dei quattro che con rare eccezioni arrivavano in massa alle semifinali dei tornei maggiori? Sono propenso a credere che sia così. Anche perché gli outsider si stanno facendo più aggressivi e solo il serbo e il maiorchino riescono ancora a tener loro testa. Oltre a Murray, anche Ferrer, Wawrinka, Del Potro, Tsonga, i giovani Raonic, Nishikori e Dimitrov, persino Fognini e Seppi sembrano soffrire meno quella sudditanza psicologica che ha funzionato nel Grande Tennis come il Muro per quasi trent'anni nei confronti dei berlinesi orientali: insuperabile.
Con queste premesse, gli Internazionali promettono storie e sorprese. Tante. Ci divertiremo.
Mail c. giua@kataweb. it
Twitter @claudiogiua
Vedremo cosa accadrà agli Internazionali BNL d'Italia, che oggi entrano a pieno regime dopo gli antipasti del week end. Tra i quali l'esordio vittorioso (6-3 6-4 ) del contesissimo, si direbbe, Grigor sul cipriota Marcos Baghdatis, buon lottatore immortalato più dal primo fulminante capitolo di "Open" di Andre Agassi che dalla finale persa contro Roger Federer agli Australian Open del 2006.
Torniamo a Roma. Per la prima volta da molti anni non accadeva che all'appuntamento del Foro si presentassero tre donne, Serena, Maria e Viktoria Azarenka, così palesemente superiori alle altre giocatrici del lotto. Il trio s'è preso otto tornei da inizio stagione, anche se all'unico Open, a Melbourne, ha trionfato Viki, la bielorussa WTA 3. Tra le poche in grado d'infastidirle c'è Sara Errani, WTA 6, davvero brava a Madrid, fermata solo in semifinale da Serena (7-5 6-2).
Tra gli uomini, invece, il 2013 è segnato dalle plurimi conferme di Nole Djokovic, con la notevole eccezione dello scivolone della scorsa settimana contro Dimitrov, e dal prepotente ritorno sulla scena, dopo otto mesi di stop, di Rafa Nadal, ieri facile vincitore al Masters 1000 spagnolo contro lo svizzero Stanislas Wawrinka (6-2 6-4). Il live race, ossia il ranking che tiene conto dei risultati nell'anno solare, parla chiaro: Nole ha racimolato 4130 punti, Rafa 4010 (senza nessun torneo giocato in gennaio), Murray 2910, Ferrer 2710, Berdych 2055. Per trovare Roger Federer bisogna scendere oltre i Top Ten, a quota 1270.
Si può ipotizzare che è finita per sempre la stagione dei Fab Four, dei quattro che con rare eccezioni arrivavano in massa alle semifinali dei tornei maggiori? Sono propenso a credere che sia così. Anche perché gli outsider si stanno facendo più aggressivi e solo il serbo e il maiorchino riescono ancora a tener loro testa. Oltre a Murray, anche Ferrer, Wawrinka, Del Potro, Tsonga, i giovani Raonic, Nishikori e Dimitrov, persino Fognini e Seppi sembrano soffrire meno quella sudditanza psicologica che ha funzionato nel Grande Tennis come il Muro per quasi trent'anni nei confronti dei berlinesi orientali: insuperabile.
Con queste premesse, gli Internazionali promettono storie e sorprese. Tante. Ci divertiremo.
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Twitter @claudiogiua