Il campo non è più quello d'allora, ma il numero sì: il 5. Ne scriveva così Gianni Clerici vent'anni fa: "Un pomeriggio del 1982 me ne andavo girando per il Roland Garros. Guardavo le belle donne, guardavo le chiome dei platani, i chioschi che vendono racchette, bevande, giornali, poster. Nel mio girovagare mi ritrovai infine sui bordi del campo numero 5. Un campo costruito vicino alla casetta di legno del custode, un campo nel quale, nel lontano 1948, avevo battuto netto il campione di Francia juniores, Robert Haillet. Di quel campo avevo una viva nostalgia: in quegli stessi recinti, Haillet avrebbe poi raggiunto la semifinale del Roland Garros. Quanto a me, mi ero rassegnato a guardare la Courte Centrale dalla tribuna stampa". Bello, vero? Troverete tanti "attacchi" così in "Wimbledon", 705 pagine di gesti bianchi e colorati, ultima fatica odorosa di stampa (Mondadori) del più grande scrittore italiano di tennis, forse tra i migliori al mondo: tanto che il nome "Gianni Clerici" è inciso a caratteri d'oro nella Tennis Hall of Fame di Newport.
Torniamo al campo numero 5 del 1982: fu lì che per la prima volta il cronista di tennis e di vita del Giorno e poi di Repubblica ammirò Steffi Graf, "piedi enormi, da clown, una racchetta lunghissima come le sue braccine, un naso ancor più lungo della racchetta". L'ho fatta lunga, ma oggi sul fatidico 5 aspettavo una giovane italiana che non sarà mai come Steffi Graf coniugata Agassi ma che sta provando a diventare un'eccellente giocatrice. Una top 30, direi. E' Camila Giorgi, l'ultima degli italiani a dover scendere in campo al primo turno dello Slam sulla terra rossa. Lo farà invece domani, se la pioggia non dimezzerà, come oggi, il torneo. Non so ancora se sul 5. Sua avversaria la cinese Shuai Peng, classe 1986, WTA 32. La marchigiana, 21 anni compiuti il giorno di Sak Silvestro, sta più su, a quota 74: ma ce la può fare.
En attendant Camila, degli altri italiani sapete già. Al momento siamo 5-4, cioè cinque al secondo turno e quattro fuori. Oggi la quarta sconfitta arriva con Simone Bolelli, ATP 88, di fatto al rientro dopo una lunga sosta per l'infortunio al polso subito a Miami (aveva saltato anche gli Internazionali), che resiste onorevolmente per due set e un pezzetto a Yen-Hsu Lu, ATP 76, cinese di Taiwan. Ritiro sul'1-2 al terzo set, dopo un doppio 4-6. Il bolognese sembra comunque sulla via del pieno recupero.
Degli uomini, al secondo turno approdano solo i nostri due migliori. Fabio Fognini, ATP 29, regola per 6-3 7-5 6-3 il tedesco Andreas Beck senza patemi d'animo: e ci mancherebbe, è uno che vale il posto 557 al mondo. Andreas Seppi, 22, fatica un po' troppo per aver ragione dell'argentino Leonardo Mayer (6-7 6-4 6-3 6-7 6-4), numero 73 del ranking ATP. Ho visto un po' della partita, domenica, e mi pare che il sudtirolese di Bordighera non riesca più a trovare la forma migliore: lo sostiene il servizio, ma non convince né in fase di scambio da fondo campo, né tantomeno in attacco. La cosa migliore la fa vedere con il match point trasformato al quinto set, un pallonetto che Mayer non raggiunge. Oggi ad Andreas tocca lo sloveno Blaz Kavcic, 104, alla sua portata. Il suo obiettivo, credo, è confermare il quarto turno dello scorso anno, anche se - in caso di vittoria oggi - poi probabilmente troverà Nicolas Almagro, il primo dei non eletti della Top Ten.
Tre-parole-tre per Paolo Lorenzi, che combatte fino al quinto (6-3 6-3 3-6 0-6 6-3) contro il tedesco Tobias Kamke, che nella classifica ATP sta(va) due posti dietro di lui: 70 contro 72. Del senese m'è piaciuta anche stavolta la determinazione: sotto di due set, recupera e riesce ad annullare cinque match point al ragazzo di Lubecca, che non ha nessuna dote da mago. Peccato.
Anche tra le donne passano solo le migliori. Con dei distinguo minori, facilmente aggettivabili. Travolgente Sara Errani: lascia tre game (6-1 6-2) all'olandese Arantxa Rus, WTA 100, che con la Sanchez Vicario tre volte vincitrice di Slam a Parigi e una a New York condivide solo il nome. La prossima avversaria della numero 5 al mondo è la kazaka Yulia Putintseva, WTA 122. Routine?
Travolgente-bis Roberta Vinci: anche lei, come l'amica del cuore e del doppio, non concede nulla (6-3 6-0) alla francese Stephanie Foretz Gacon, trentaduenne numero 126 al mondo. Ora la numero 15 trova la Kazaka Galina Voskoboeva, 123, con cui ha giocato quattro volte senza perdere nemmeno un un set. Routine bis?
Convincente Francesca Schiavone: ha qualche problema solo al secondo set con l'ungherese Melinda Czink, 30 anni, WTA 110. Il 6-0 7-6 finale si giustifica con l'improvviso calo di efficacia tennistica subìto mentre conduce per 4-1: si fa raggiungere sul 4 pari e tiene fino al tie break, che controlla. Può andare avanti, anche se sul suo cammino trova ora la belga Kirsten Flipkens, WTA 21, nel momento migliore della carriera, vincitrice al primo turno al terzo set su Flavia Pennetta (2-6 6-4 6-0). L'altra italiana già fuori è Karin Knapp, che ha ben allenato Sloane Stephens (6-2 7-5). Ma l'americanina, vent'anni, è ormai lì lì punta dritta a un posto tra le Top Ten, da 17 che è ora.
Mail [email protected]
Twitter@claudiogiua
Torniamo al campo numero 5 del 1982: fu lì che per la prima volta il cronista di tennis e di vita del Giorno e poi di Repubblica ammirò Steffi Graf, "piedi enormi, da clown, una racchetta lunghissima come le sue braccine, un naso ancor più lungo della racchetta". L'ho fatta lunga, ma oggi sul fatidico 5 aspettavo una giovane italiana che non sarà mai come Steffi Graf coniugata Agassi ma che sta provando a diventare un'eccellente giocatrice. Una top 30, direi. E' Camila Giorgi, l'ultima degli italiani a dover scendere in campo al primo turno dello Slam sulla terra rossa. Lo farà invece domani, se la pioggia non dimezzerà, come oggi, il torneo. Non so ancora se sul 5. Sua avversaria la cinese Shuai Peng, classe 1986, WTA 32. La marchigiana, 21 anni compiuti il giorno di Sak Silvestro, sta più su, a quota 74: ma ce la può fare.
En attendant Camila, degli altri italiani sapete già. Al momento siamo 5-4, cioè cinque al secondo turno e quattro fuori. Oggi la quarta sconfitta arriva con Simone Bolelli, ATP 88, di fatto al rientro dopo una lunga sosta per l'infortunio al polso subito a Miami (aveva saltato anche gli Internazionali), che resiste onorevolmente per due set e un pezzetto a Yen-Hsu Lu, ATP 76, cinese di Taiwan. Ritiro sul'1-2 al terzo set, dopo un doppio 4-6. Il bolognese sembra comunque sulla via del pieno recupero.
Degli uomini, al secondo turno approdano solo i nostri due migliori. Fabio Fognini, ATP 29, regola per 6-3 7-5 6-3 il tedesco Andreas Beck senza patemi d'animo: e ci mancherebbe, è uno che vale il posto 557 al mondo. Andreas Seppi, 22, fatica un po' troppo per aver ragione dell'argentino Leonardo Mayer (6-7 6-4 6-3 6-7 6-4), numero 73 del ranking ATP. Ho visto un po' della partita, domenica, e mi pare che il sudtirolese di Bordighera non riesca più a trovare la forma migliore: lo sostiene il servizio, ma non convince né in fase di scambio da fondo campo, né tantomeno in attacco. La cosa migliore la fa vedere con il match point trasformato al quinto set, un pallonetto che Mayer non raggiunge. Oggi ad Andreas tocca lo sloveno Blaz Kavcic, 104, alla sua portata. Il suo obiettivo, credo, è confermare il quarto turno dello scorso anno, anche se - in caso di vittoria oggi - poi probabilmente troverà Nicolas Almagro, il primo dei non eletti della Top Ten.
Tre-parole-tre per Paolo Lorenzi, che combatte fino al quinto (6-3 6-3 3-6 0-6 6-3) contro il tedesco Tobias Kamke, che nella classifica ATP sta(va) due posti dietro di lui: 70 contro 72. Del senese m'è piaciuta anche stavolta la determinazione: sotto di due set, recupera e riesce ad annullare cinque match point al ragazzo di Lubecca, che non ha nessuna dote da mago. Peccato.
Anche tra le donne passano solo le migliori. Con dei distinguo minori, facilmente aggettivabili. Travolgente Sara Errani: lascia tre game (6-1 6-2) all'olandese Arantxa Rus, WTA 100, che con la Sanchez Vicario tre volte vincitrice di Slam a Parigi e una a New York condivide solo il nome. La prossima avversaria della numero 5 al mondo è la kazaka Yulia Putintseva, WTA 122. Routine?
Travolgente-bis Roberta Vinci: anche lei, come l'amica del cuore e del doppio, non concede nulla (6-3 6-0) alla francese Stephanie Foretz Gacon, trentaduenne numero 126 al mondo. Ora la numero 15 trova la Kazaka Galina Voskoboeva, 123, con cui ha giocato quattro volte senza perdere nemmeno un un set. Routine bis?
Convincente Francesca Schiavone: ha qualche problema solo al secondo set con l'ungherese Melinda Czink, 30 anni, WTA 110. Il 6-0 7-6 finale si giustifica con l'improvviso calo di efficacia tennistica subìto mentre conduce per 4-1: si fa raggiungere sul 4 pari e tiene fino al tie break, che controlla. Può andare avanti, anche se sul suo cammino trova ora la belga Kirsten Flipkens, WTA 21, nel momento migliore della carriera, vincitrice al primo turno al terzo set su Flavia Pennetta (2-6 6-4 6-0). L'altra italiana già fuori è Karin Knapp, che ha ben allenato Sloane Stephens (6-2 7-5). Ma l'americanina, vent'anni, è ormai lì lì punta dritta a un posto tra le Top Ten, da 17 che è ora.
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