Roger e Sara soffrono troppo
ma si guadagnano i quarti
Carlo Annovazzi, che guida la cronaca milanese di Repubblica, ha un tennis infinitamente migliore del mio e ne capisce più di me anche di tennis da raccontare. Ieri m'ha mandato una mail per farsi gioco delle tesi messe nero su bianco qui, sulla Monday's Net. Così: "Gregor Dimitrov (che finora merita solo lo Slam dei seduttori, visto che sta con Maria Sharapova...) riesce a fare pochi game con Djokovic, Fognini lotta ma le becca in tre set da Nadal, il fenomeno polacco Janowicz è già fuori dal Roland Garros per mano di Wawrinka: i giovani o i presunti tali non competono ancora con i più forti, che restano dunque i Fab Four". Forse hai ragione, Carlo: Djokovic, Federer e Nadal stanno mostrando a Parigi che tra loro e gli altri, di cinque o dieci anni più giovani, ci sono ancora una lunghezza o due di distacco. Fortuna vuole - per gli incumbent - che in questo slam manchi Murray, acciaccato. Roger Federer, a dire il vero, oggi ha dato …
Carlo Annovazzi, che guida la cronaca milanese di Repubblica, ha un tennis infinitamente migliore del mio e ne capisce più di me anche di tennis da raccontare. Ieri m'ha mandato una mail per farsi gioco delle tesi messe nero su bianco qui, sulla Monday's Net. Così: "Gregor Dimitrov (che finora merita solo lo Slam dei seduttori, visto che sta con Maria Sharapova...) riesce a fare pochi game con Djokovic, Fognini lotta ma le becca in tre set da Nadal, il fenomeno polacco Janowicz è già fuori dal Roland Garros per mano di Wawrinka: i giovani o i presunti tali non competono ancora con i più forti, che restano dunque i Fab Four". Forse hai ragione, Carlo: Djokovic, Federer e Nadal stanno mostrando a Parigi che tra loro e gli altri, di cinque o dieci anni più giovani, ci sono ancora una lunghezza o due di distacco. Fortuna vuole - per gli incumbent - che in questo slam manchi Murray, acciaccato. Roger Federer, a dire il vero, oggi ha dato i primi segni di fatica: per raggiungere i quarti di finale ha dovuto lottare cinque set contro Gilles Simon, ATP 18, e contro il pubblico ultra-partigiano del Philippe Chatrier. Il suo successo numero 900 in carriera ha numeri che testimoniano il rischio corso: 6-1, 4-6, 2-6, 6-2, 6-3.
Poi Carlo aggiunge: "Tommy Robredo passa ai quarti di finale ai danni di Nicolas Almagro: questa sì che è una sorpresa. Esattamente un anno fa Tommy vinceva il torneo all'Harbour Club. Lì m'aveva rivelato: voglio tornare tra i primi dieci al mondo. Non credevo potesse riuscirci, era precipitato per infortunio al numero 470 e, allora, arrancava intorno a quota 180. Se pensi che la sua prima volta nei quarti di un grande torneo fu nel 2003, non dai più credito a chi è venuto dopo. Lo stesso vale per le donne. Serena ha vinto a Parigi nel 2002. Poi basta. Ora, nel 2013 entra nei quarti avendo perso solo 10 game. Non bene le presunte eredi, direi".
Giusto, Carlo. Cosa dire allora del tweet di ieri notte firmato @WTA: "Four Americans in Roland Garros R16 (Serena, Sloane, Hampton & Mattek-Sands): most Americans in Grand Slam R16 since 2004 UsOpen!". Insomma, negli ultimi nove anni mai tante americane nei ottavi di finale di uno dei quattro supertornei. Tra loro due giovanissime, e la Women Tennis Association gioisce. Noi non possiamo gridare a tanto miracolo, però è già la terza volta nel millennio che l'Italia ha tre giocatrici agli ottavi di uno Slam. L'ultima fu l'anno scorso a Wimbledon con Schiavone, Vinci e Giorgi. La volta precedente fu al Roland Garros nel 2001, con Farina, Schiavone e Grande. Ora è toccato di nuovo a Francesca e Roberta, più Sara.
Con questo rincuorante viatico ho affrontato la domenica parigina di Vinci ed Errani. La tarantina, WTA 15, non aveva praticamente alcuna chance di mettere in difficoltà la numero 1 al mondo Serena Williams, forse in uno dei momenti migliori della lunga carriera (il primo Slam vinto è del 1999, a Flushing Meadows: poi se n'è presi altri quattordici). Poteva solo sperare in una giornata-no dell'americana, come talvolta le accade. Invece, con Serena rinfrancata dal pubblico francese che la vuole finalista e dal coach-fidanzato Patrick Mouratoglou, anch'egli francese, Roberta ha solo potuto opporre una cocciuta resistenza, come nel secondo game del primo set, durato otto minuti, o nel bel turno di servizio al quinto game. Sotto 1-4, s' è perfino permessa un perfido lob per scavalcare la Diva Serena, costantemente all'attacco grazie all'esposiva potenza che le ha consentito di costringere Roberta a giocare sempre corto. Nel secondo set Serena ha rallentato appena un po', consentendo all'azzurra di tenere fino al 3 pari: poi, con una accelerazione impressionante, ha chiuso il match sul 6-1 6-3.
Sara Errani ha trovato in Carla Suarez Navarro, 25 anni, WTA 20 ma numero 1 di Spagna, una contendente coriacea e intelligente. D'altra parte, dagli ottavi in poi anche per la numero 5 al mondo qualsiasi avversaria è ostica. Il risultato non occulta nulla: 5-7 6-4 6-3 per la romagnola cresciuta tennisticamente proprio in Spagna. Nelle 2 ore e 29 minuti sul Suzanne Lenglen gelido - spettatori intabarrati, data la temperatura quasi novembrina - il primo set ha visto Carla attenta ed efficace sul diritto. Sul 5 pari Sara ha chiamato il medico in campo. Ho temuto dovesse mollare. Dopo un lungo stop, il match è ripreso ma l'azzurra ha evidentemente subìto gli effetti del trauma. Nel secondo set Sara s'è trovata sotto per 2-4 ma ha saputo reagire e recuperare. Nel terzo set credo sia stata determinante la presenza di Corrado Barazzutti a bordo campo per darle la tranquillità necessaria per chiudere. Avendola vista oggi, confermo che la semifinale è alla sua portata: a quel punto, però, a decidere sul bis o meno dello straordinario Roland Garros 2012 sarà quasi certamente Serena. Ma diamo tempo al tempo.
Mail c.giua@kataweb.it
Twitter@claudiogiua
Poi Carlo aggiunge: "Tommy Robredo passa ai quarti di finale ai danni di Nicolas Almagro: questa sì che è una sorpresa. Esattamente un anno fa Tommy vinceva il torneo all'Harbour Club. Lì m'aveva rivelato: voglio tornare tra i primi dieci al mondo. Non credevo potesse riuscirci, era precipitato per infortunio al numero 470 e, allora, arrancava intorno a quota 180. Se pensi che la sua prima volta nei quarti di un grande torneo fu nel 2003, non dai più credito a chi è venuto dopo. Lo stesso vale per le donne. Serena ha vinto a Parigi nel 2002. Poi basta. Ora, nel 2013 entra nei quarti avendo perso solo 10 game. Non bene le presunte eredi, direi".
Giusto, Carlo. Cosa dire allora del tweet di ieri notte firmato @WTA: "Four Americans in Roland Garros R16 (Serena, Sloane, Hampton & Mattek-Sands): most Americans in Grand Slam R16 since 2004 UsOpen!". Insomma, negli ultimi nove anni mai tante americane nei ottavi di finale di uno dei quattro supertornei. Tra loro due giovanissime, e la Women Tennis Association gioisce. Noi non possiamo gridare a tanto miracolo, però è già la terza volta nel millennio che l'Italia ha tre giocatrici agli ottavi di uno Slam. L'ultima fu l'anno scorso a Wimbledon con Schiavone, Vinci e Giorgi. La volta precedente fu al Roland Garros nel 2001, con Farina, Schiavone e Grande. Ora è toccato di nuovo a Francesca e Roberta, più Sara.
Con questo rincuorante viatico ho affrontato la domenica parigina di Vinci ed Errani. La tarantina, WTA 15, non aveva praticamente alcuna chance di mettere in difficoltà la numero 1 al mondo Serena Williams, forse in uno dei momenti migliori della lunga carriera (il primo Slam vinto è del 1999, a Flushing Meadows: poi se n'è presi altri quattordici). Poteva solo sperare in una giornata-no dell'americana, come talvolta le accade. Invece, con Serena rinfrancata dal pubblico francese che la vuole finalista e dal coach-fidanzato Patrick Mouratoglou, anch'egli francese, Roberta ha solo potuto opporre una cocciuta resistenza, come nel secondo game del primo set, durato otto minuti, o nel bel turno di servizio al quinto game. Sotto 1-4, s' è perfino permessa un perfido lob per scavalcare la Diva Serena, costantemente all'attacco grazie all'esposiva potenza che le ha consentito di costringere Roberta a giocare sempre corto. Nel secondo set Serena ha rallentato appena un po', consentendo all'azzurra di tenere fino al 3 pari: poi, con una accelerazione impressionante, ha chiuso il match sul 6-1 6-3.
Sara Errani ha trovato in Carla Suarez Navarro, 25 anni, WTA 20 ma numero 1 di Spagna, una contendente coriacea e intelligente. D'altra parte, dagli ottavi in poi anche per la numero 5 al mondo qualsiasi avversaria è ostica. Il risultato non occulta nulla: 5-7 6-4 6-3 per la romagnola cresciuta tennisticamente proprio in Spagna. Nelle 2 ore e 29 minuti sul Suzanne Lenglen gelido - spettatori intabarrati, data la temperatura quasi novembrina - il primo set ha visto Carla attenta ed efficace sul diritto. Sul 5 pari Sara ha chiamato il medico in campo. Ho temuto dovesse mollare. Dopo un lungo stop, il match è ripreso ma l'azzurra ha evidentemente subìto gli effetti del trauma. Nel secondo set Sara s'è trovata sotto per 2-4 ma ha saputo reagire e recuperare. Nel terzo set credo sia stata determinante la presenza di Corrado Barazzutti a bordo campo per darle la tranquillità necessaria per chiudere. Avendola vista oggi, confermo che la semifinale è alla sua portata: a quel punto, però, a decidere sul bis o meno dello straordinario Roland Garros 2012 sarà quasi certamente Serena. Ma diamo tempo al tempo.
Mail c.giua@kataweb.it
Twitter@claudiogiua