Monday's Net

Il tennis italiano è vivo
(perfino quello maschile)

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Mancavano poco meno di tre ore al loro match palermitano, eppure - mi dicono - Roberta Vinci e Sara Errani hanno preteso di seguire in diretta su Supertennis gli ultimi game della finale di Fognini all'ATP 250 di Stoccarda: hanno brevemente e rumorosamente tifato insieme per Fabio, quasi a spingerlo a vincere il suo primo torneo d'alta fascia in carriera, quindi - mi raccontano - sono tornate a concentrarsi per la loro finale, l'una lontana dall'altra. Alle 19.30, a sole ormai basso, sono entrate in campo, ambedue consapevoli  - mi assicurano - che non sarebbe stata una replica degli scontati confronti spagnoli tra Rafael Nadal e David Ferrer, il cui parziale è 20 a 4 per il maiorchino, o svizzeri tra Roger Federer e Stanislav Wawrinka (13 a 1).

Se l'avete vista, sapete che è stata un partita senza alcun reciproco cedimento emotivo (6-3 3-6 6-3 il risultato per la tarantina). Sara e Roberta hanno combattuto quasi che nell'altra metà del campo ci fosse Bartoli o Stosur, mica la compagna di centinaia di partite di doppio. Un match ad alta tensione, ingentilito dalla scelta comune d'indossare lo stesso completo grigioblù. Roberta ha a lungo imposto il proprio gioco, che pure Sara conosce come nessun'altra. Grazie al servizio di buona e costante qualità, al rovescio in back sempre vicino alla riga di fondo, al diritto potente e preciso non s'è lasciata andare nemmeno quando nel terzo set, avanti per 4-0, ha ceduto tre game a Sara: ha riproposto la sua strategia "profonda" e ha chiuso la partita.

Con il successo di Vinci al WTA Event 40 di Palermo, il bilancio degli scontri di singolare tra le ragazze più forti del tennis italiano è vicino all'equilibrio, 5 a 3 per Sara, che s'è sì presa il quarto di finale agli UsOpen l'anno scorso ma ieri ha lasciato all'amica-avversaria l'unica finale disputata. In termini assoluti, a oltre 30 anni Roberta ha un palmares in singolare più ricco di quello di Sara, di quattro anni più giovane: nove titoli (come Flavia Pennetta) contro sette. Inoltre, da stamattina conta su 3220 punti nel ranking WTA, 440 in meno della numero 10 Caroline Wozniacki e, dopo poco più di sei mesi di stagione agonistica 2103, rincorre da vicino (210 punti) Petra Kvitova, ottava, nella classifica race, in piena gara per entrare tra le Top Eight. Errani è qui saldamente quinta: le vedremo entrambe nelle finali master autunnali di Istanbul, sempre che la capitale turca sia in grado di ospitarle?

Dunque, primo successo di Fabio Fognini in un grande torneo ATP, arrivato a 26 anni e un mese. Quel che conta per lui (e per noi che lo seguiamo) è tuttavia il contesto: ieri ha battuto un forte tedesco, Philipp Kohlschreiber, numero  22 al mondo, al termine di una battaglia senza risparmio di colpi, con un punteggio esplicito, 5-7 6-4 6-4, e per di più a Stoccarda. Altre volte avevo scritto nella Monday's Net che il talentuoso ligure era finalmente maturato, per poi essere un puntualmente smentito nel giro di giorni, se non di ore (come a Montecarlo, dove aveva buttato fuori tabellone Seppi, Berdych e Gasquet per poi non giocare, letteralmente, con Djokovic). La sua settimana a Stoccarda è stata esemplare: per arrivare ad affrontare Kohlschreiber - con il quale in passato non aveva mai vinto neppure un set - aveva dovuto eliminare nei quarti Tommy Haas, il tedesco naturalizzato americano tornato tra i migliori del circuito, quindi un test significativo. La versione 3.0 di Fabio è convincente: sicuro nel guidare la danza, in grado di contenere le sfuriate degli avversari, poco incline all'autocommiserazione e all'abbattimento quando le cose vanno storte. Basta che la prossima settimana non ricompaia la versione 1.0.

L'altra sorpresa del weekend è un mio beniamino, il francese Nicolas Mahut, che è già nella storia del tennis per i tre giorni di sfida con John Isner a Wimbledon. Entrato grazie a una wild card nel tabellone dell'Hall of Fame Tennis Championships, torneo-mito ATP 250 sull'erba a Newport nel New England, ha raggiunto la finale e conquistato il titolo contro l'ultima grande gloria australiana, Lleyton Hewitt (5-7 7-5 6-3). Meno di un mese fa Mahut - ora di nuovo tra i Top 100 - aveva trionfato al Topshelf Open, battendo a sorpresa in finale Stanislas Wawrinka: era il suo primo successo in carriera. Ieri il bis, altrettanto a sorpresa.  Riuscirà Fabio a fare altrettanto?
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