Fa già caldo e farà caldissimo, dicono le previsioni, nel corso del primo slam del 2014. Questione di estate australe, ovviamente, ma anche di intensità dei match. Peraltro, nei primi giorni di ogni grande torneo gli outsider tentano il colpaccio, i favoriti temono la cattiva sorte, gli spettatori vanno a caccia di talenti nuovi, sperando di assistere a imprese del tutto inattese. (Vale anche per gli Internazionali BNL d'Italia: ricordatevene se ancora non avete ancora comprato i biglietti). Insomma, la temperatura sale. A conferma, nei sessantaquattro singolari di oggi a Melbourne s'è visto un po' di tutto, comprese le fulminee uscite di scena delle due italiane meglio piazzate nella classifica WTA, Sara Errani, testa di serie numero 7, mai entrata in partita con la tedesca Julia Goerges, 3-6 2-6 in un'ora e 17 minuti, e Roberta Vinci, testa di serie numero 12, in evidente difficoltà con la veterana cinese Jie Zheng che l'ha regolata per 6-4 6-3 in un'ora e 25. Non ho visto le loro partite ma le statistiche sono eloquenti: Goerges ha sempre mantenuto il comando del gioco nel bene e nel male, con 39 vincenti contro 6 e 36 errori forzati contro 11; Roberta è risultata poco efficace al servizio e, soprattutto, avara in vincenti (20 contro 26 dell'avversaria).
Sono proprio Sara e Roberta, in negativo, le prime sorprese del torneo femminile, insieme alla sconfitta di Petra Kvitova, numero 6 del seed, contro la perfetta bimane Luksika Kumkhum, vent'anni, numero 1 thailandese e 88 del ranking WTA.
Eccellenti esordi agli Australian Open, invece, per il nostro miglior rappresentante, Fabio Fognini, e per la ritrovata Flavia Pennetta, molto attesa dopo la semifinale di Flushing Meadows, suo miglior risultato in uno slam. Sul campo 7 il ragazzo di Arma di Taggia ha giocato una partita altalenante contro un avversario ostico come Alex Bolgomolov Jr., russo-americano numero 88 al mondo. Condizionato dai postumi dell'infortunio di pochi giorni fa a Chennai, ha dato l'impressione più volte di essere in difficoltà, e tuttavia è riuscito a chiudere sul 6-3. Molto più agevole il suo secondo set (6-2) durante il quale Bolgomolov ha lamentato un dolore alla spalla che l'ha costretto al ritiro all'inizio del terzo set. Il secondo turno è assolutamente alla portata di Fabio: avrà di fronte il sempreverde finlandese Jakko Nieminen, osso duro ma meno fantasioso.
Brava Flavia Pennetta, attualmente 29 WTA, che sul campo 13 ha lasciato le briciole (6-0 6-2) ad Alexandra Cadantu, 8 anni più giovane (è del 1990) e 27 posizioni più indietro in classifica. Dimenticato il guaio al polso che l'aveva tormentata ad inizio anno alla Hopman Cup a Perth, la brindisina ha approfittato della difficoltà al servizio della rumena, incapace peraltro di essere minimamente aggressiva. Match a senso unico, che i dati finali (28 vincenti contro 13, 21 errori contro 36, 3 doppi falli contro 8) non descrivono compiutamente. Al secondo turno a Flavia tocca un'avversaria ostica, la portoricana Monica Puig, vent'anni, che mise fuori Sara Errani a Wimbledon il luglio scorso.
Attesa anche per l'esordio, tra i big del torneo maschile per Novak Djokovic, vincitore qui lo scorso anno ai danni di Andy Murray ma sconfitto in finale da Rafael Nadal agli UsOpen in settembre. Di fronte, oggi, s'è trovato un buon giocatore, lo slovacco Lukas Lacko, 96 ATP, tecnicamente eccellente ma fragile psicologicamente. Più che altro, c'era interesse per gli effetti delle prime cure - soprattutto in termini di resistenza nervosa - da parte di Boris Becker, entrato nello staff del serbo da poche settimane. Il numero 2 al mondo è sembrato molto sicuro di sé (ha vinto 6-3 7-6 6-1) ma sicuramente saranno necessarie ben altre prove per vedere se può tornare al livello del suo fantastico 2011. Nelle dichiarazione del dopo-match, Nole non è apparso particolarmente soddisfatto della sua prova: e questo, per lui, è un buon segno.
Twitter @claudiogiua
Mail c. giua@kataweb. it
Sono proprio Sara e Roberta, in negativo, le prime sorprese del torneo femminile, insieme alla sconfitta di Petra Kvitova, numero 6 del seed, contro la perfetta bimane Luksika Kumkhum, vent'anni, numero 1 thailandese e 88 del ranking WTA.
Eccellenti esordi agli Australian Open, invece, per il nostro miglior rappresentante, Fabio Fognini, e per la ritrovata Flavia Pennetta, molto attesa dopo la semifinale di Flushing Meadows, suo miglior risultato in uno slam. Sul campo 7 il ragazzo di Arma di Taggia ha giocato una partita altalenante contro un avversario ostico come Alex Bolgomolov Jr., russo-americano numero 88 al mondo. Condizionato dai postumi dell'infortunio di pochi giorni fa a Chennai, ha dato l'impressione più volte di essere in difficoltà, e tuttavia è riuscito a chiudere sul 6-3. Molto più agevole il suo secondo set (6-2) durante il quale Bolgomolov ha lamentato un dolore alla spalla che l'ha costretto al ritiro all'inizio del terzo set. Il secondo turno è assolutamente alla portata di Fabio: avrà di fronte il sempreverde finlandese Jakko Nieminen, osso duro ma meno fantasioso.
Brava Flavia Pennetta, attualmente 29 WTA, che sul campo 13 ha lasciato le briciole (6-0 6-2) ad Alexandra Cadantu, 8 anni più giovane (è del 1990) e 27 posizioni più indietro in classifica. Dimenticato il guaio al polso che l'aveva tormentata ad inizio anno alla Hopman Cup a Perth, la brindisina ha approfittato della difficoltà al servizio della rumena, incapace peraltro di essere minimamente aggressiva. Match a senso unico, che i dati finali (28 vincenti contro 13, 21 errori contro 36, 3 doppi falli contro 8) non descrivono compiutamente. Al secondo turno a Flavia tocca un'avversaria ostica, la portoricana Monica Puig, vent'anni, che mise fuori Sara Errani a Wimbledon il luglio scorso.
Attesa anche per l'esordio, tra i big del torneo maschile per Novak Djokovic, vincitore qui lo scorso anno ai danni di Andy Murray ma sconfitto in finale da Rafael Nadal agli UsOpen in settembre. Di fronte, oggi, s'è trovato un buon giocatore, lo slovacco Lukas Lacko, 96 ATP, tecnicamente eccellente ma fragile psicologicamente. Più che altro, c'era interesse per gli effetti delle prime cure - soprattutto in termini di resistenza nervosa - da parte di Boris Becker, entrato nello staff del serbo da poche settimane. Il numero 2 al mondo è sembrato molto sicuro di sé (ha vinto 6-3 7-6 6-1) ma sicuramente saranno necessarie ben altre prove per vedere se può tornare al livello del suo fantastico 2011. Nelle dichiarazione del dopo-match, Nole non è apparso particolarmente soddisfatto della sua prova: e questo, per lui, è un buon segno.
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