David Foster Wallace ha deciso cinque anni fa di andare altrove a vedersi e rivedersi gli Slam più belli, senza bisogno di tv a pagamento comunque imbottite di troppi spot. L'ha fatto anche prima che i social, da Twitter a Facebook e Instagram, gli infelicitassero la vita. Cosa avrebbe scritto in un tweet riguardo agli insopportabili 41 gradi di oggi a Melbourne l'autore di "Il tennis come esperienza religiosa" (Einaudi, 10 euro, ma si trova anche nell'edizione digitale per il Kindle a 6.99 euro)? Qualcosa del tipo "La calura australe, le partite notturne quasi impossibili per i moscerini e le falene attirati dalle luci creano vibrazioni nella Rod Laver Arena"? (137 battute liberamente plagiate da "Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più", Minimum Fax, 12.50 euro)? Forse. Intanto si sarebbe goduto le partite clou di oggi, terza giornata degli Australian Open. Magari non quelle dei due italiani in campo Pennetta e Fognini. Un peccato, in entrambi i casi.
Flavia ha montato le quattro ruote motrici che usa per gli Slam, quando non vuol rischiare di finire fuori per scarsa presa sul terreno smosso. Contro Monica Puig - che a Wimbledon 2013 aveva eliminato Sara Errani 6-3 6-2 al primo turno - la nostra ex numero 1 e attuale 29 del ranking WTA ha prevalso grazie all'esperienza e alla solidità, lasciando alla giovane portoricana lo stretto indispensabile (6-3 6-4). A suo agio nel grande caldo, parecchio tonica, Pennetta ha approfittato della fallosità dell'avversaria, dotata di colpi potenti ma piatti e dunque spesso in difficoltà sulle palle alte e sulle rotazioni impresse alla palla ben lavorata. Primo set senza storia con break sul 4-3. Secondo set ancora più in sicurezza, chiuso in 38 minuti senza rischiare mai di cedere il servizio.
Al terzo turno la brindisina troverà la tedesca Mona Barthel, 23 anni, WTA 39, che agli Australian è arrivata al terzo turno una sola altra volta, nel 2012 (non ci sono match precedenti fra le due). Intanto la nostra numero 3 si gode l'avvicinamento alle Top 20: ora, sulla carta, è a quota 22.
I tweet sono una risorsa anche per chi s'occupa di tennis. In particolare per capire gli umori degli appassionati. Per esempio, @MarcellPiazzano posta con l'hashtag #AusOpen: "Un po' di sano tennis. Finale AusOpen 85 Lendl-Edberg su Supertennis, poi i mazzolatori da fondo di oggi". Della serie: caro signore, quando c'era lui i treni arrivavano in orario. E leggete questo tweet di @chalkflewup: "Next Tomic chapter? Bernie lets Dad go. Hewitt retires. Bernie hires Hewitt. Bernie gets tough. Bernie wins". Traduco per chi a scuola avesse fatto il francese: "Il prossimo capitolo (della storia) di Tomic? Bernie lascia che suo padre se ne vada per i fatti suoi. Intanto Hewitt si ritira. Poi Bernie assume Hewitt come coach, diventa finalmente competitivo e comincia a vincere". Utile suggerimento agli australiani soprattutto dopo aver visto in campo ieri il mai domo vecchio campione Lleyton sconfitto da Seppi solo al quinto set e la giovane arrogante mammoletta Bernard arrendersi a Nadal per un dolorino alla coscia. Come disse De Gaulle: vasto programma, quello di @chalkflewup. Nel senso che non se ne farà nulla.
Meno utili, i tweet, per capire il mood dei giocatori. Per esempio, Fabio Fognini ha postato prima del suo match di oggi: "It cools in Australia with 42 degrees! It always makes me feel good!" (traduzione pleonastica). E invece sulla Show Court 3, non particolarmente affollata, il taggiasco sembra subito a disagio, finendo sotto 0-3 in pochi minuti e cominciando la solita litania di lamentele (chiede inutilmente l'intervento medico, forse per i postumi per cui l'ha curato nei giorni scorsi il dottor Parra a Montecatini ). Il suo avversario, Jarkko Nieminem, finlandese classe 1981, mancino di notevole efficacia, è stato sei anni fa numero 13 al mondo, ma adesso è stabilmente piazzato intorno a quota 40, contro il ranking da Top 20 di Fognini. Il quale, ritrovata un po' di serenità, recupera, va sul 3 pari e ha la prima occasione, malamente sprecata, di fare il break. Sul 4-4 ha altre quattro chance per andare a servire per il set e, incredibilmente, non riesce a trasformarle. Fa il break all'occasione successiva e poi, nonostante una serie di ingenuità, chiude a proprio favore con una smorzata quasi irridente: 7-5.
Secondo set equilibrato fino al break sul 2 pari ottenuto con un diritto ad uscire di altissima scuola. Poi Fabio fatica a mantenere la qualità del gioco costante e deve ringraziare Nieminem che non riesce a capitalizzare le chance che via via gli vengono concesse. Gli servono 41 minuti per mettere in saccoccia un prezioso 6-4.
Nessuno si aspettava una passeggiata al terzo set, perché Fognini non ha mai la tenuta nervosa e la continuità che gli consentirebbero di faticare lo stretto necessario quando ha di fronte avversari non di primissima fascia. E poi Nieminem ha un gioco - lungo e potente - che può dare fastidio al nostro numero 1. Non a caso l'unico precedente testa-a-testa risultava essere un "negativo" ai danni del ligure, sconfitto 5-7 6-7-6 4-6 a Flushing Meadows nel 2009 al primo turno. Fabio perde il turno di battuta (troppi i doppi falli) concedendo cinque palle break e si ritrova sotto per 2-4. Non riesce più a recuperare, poi si arrende platealmente e molto fastidiosamente per chi ha pagato per vedere il match: 3-6 in per il finlandese in 34 minuti. Quarto set con Fabio che, tra una protesta e l'altra, si fa largo, si porta avanti proprio quando sembra che il nervosismo lo stia travolgendo. Perfino Nieminem, contagiato, ha un paio di scatti d'ira. Il 6-2 che chiude il match arriva dopo 40 minuti (totale 2 ore e 47 minuti). L'azzurro non dovrebbe far fatica a recuperare in 48 ore, prima cioè di scendere in campo contro il ritrovato americano Sam Querrey, oggi vincitore in tre set su un altro talento psicologicamente fragile, Ernests Gulbis.
Con la vittoria di oggi, Fognini ottiene il miglior risultato personale nello Slam agli antipodi: mai approdato al terzo turno nelle sette partecipazioni precedenti, una sola volta al secondo. Soprattutto, si assicura il posto numero 15 al mondo: che non è poco.
Mail c. giua@kataweb. it
Twitter @claudiogiua
Flavia ha montato le quattro ruote motrici che usa per gli Slam, quando non vuol rischiare di finire fuori per scarsa presa sul terreno smosso. Contro Monica Puig - che a Wimbledon 2013 aveva eliminato Sara Errani 6-3 6-2 al primo turno - la nostra ex numero 1 e attuale 29 del ranking WTA ha prevalso grazie all'esperienza e alla solidità, lasciando alla giovane portoricana lo stretto indispensabile (6-3 6-4). A suo agio nel grande caldo, parecchio tonica, Pennetta ha approfittato della fallosità dell'avversaria, dotata di colpi potenti ma piatti e dunque spesso in difficoltà sulle palle alte e sulle rotazioni impresse alla palla ben lavorata. Primo set senza storia con break sul 4-3. Secondo set ancora più in sicurezza, chiuso in 38 minuti senza rischiare mai di cedere il servizio.
Al terzo turno la brindisina troverà la tedesca Mona Barthel, 23 anni, WTA 39, che agli Australian è arrivata al terzo turno una sola altra volta, nel 2012 (non ci sono match precedenti fra le due). Intanto la nostra numero 3 si gode l'avvicinamento alle Top 20: ora, sulla carta, è a quota 22.
I tweet sono una risorsa anche per chi s'occupa di tennis. In particolare per capire gli umori degli appassionati. Per esempio, @MarcellPiazzano posta con l'hashtag #AusOpen: "Un po' di sano tennis. Finale AusOpen 85 Lendl-Edberg su Supertennis, poi i mazzolatori da fondo di oggi". Della serie: caro signore, quando c'era lui i treni arrivavano in orario. E leggete questo tweet di @chalkflewup: "Next Tomic chapter? Bernie lets Dad go. Hewitt retires. Bernie hires Hewitt. Bernie gets tough. Bernie wins". Traduco per chi a scuola avesse fatto il francese: "Il prossimo capitolo (della storia) di Tomic? Bernie lascia che suo padre se ne vada per i fatti suoi. Intanto Hewitt si ritira. Poi Bernie assume Hewitt come coach, diventa finalmente competitivo e comincia a vincere". Utile suggerimento agli australiani soprattutto dopo aver visto in campo ieri il mai domo vecchio campione Lleyton sconfitto da Seppi solo al quinto set e la giovane arrogante mammoletta Bernard arrendersi a Nadal per un dolorino alla coscia. Come disse De Gaulle: vasto programma, quello di @chalkflewup. Nel senso che non se ne farà nulla.
Meno utili, i tweet, per capire il mood dei giocatori. Per esempio, Fabio Fognini ha postato prima del suo match di oggi: "It cools in Australia with 42 degrees! It always makes me feel good!" (traduzione pleonastica). E invece sulla Show Court 3, non particolarmente affollata, il taggiasco sembra subito a disagio, finendo sotto 0-3 in pochi minuti e cominciando la solita litania di lamentele (chiede inutilmente l'intervento medico, forse per i postumi per cui l'ha curato nei giorni scorsi il dottor Parra a Montecatini ). Il suo avversario, Jarkko Nieminem, finlandese classe 1981, mancino di notevole efficacia, è stato sei anni fa numero 13 al mondo, ma adesso è stabilmente piazzato intorno a quota 40, contro il ranking da Top 20 di Fognini. Il quale, ritrovata un po' di serenità, recupera, va sul 3 pari e ha la prima occasione, malamente sprecata, di fare il break. Sul 4-4 ha altre quattro chance per andare a servire per il set e, incredibilmente, non riesce a trasformarle. Fa il break all'occasione successiva e poi, nonostante una serie di ingenuità, chiude a proprio favore con una smorzata quasi irridente: 7-5.
Secondo set equilibrato fino al break sul 2 pari ottenuto con un diritto ad uscire di altissima scuola. Poi Fabio fatica a mantenere la qualità del gioco costante e deve ringraziare Nieminem che non riesce a capitalizzare le chance che via via gli vengono concesse. Gli servono 41 minuti per mettere in saccoccia un prezioso 6-4.
Nessuno si aspettava una passeggiata al terzo set, perché Fognini non ha mai la tenuta nervosa e la continuità che gli consentirebbero di faticare lo stretto necessario quando ha di fronte avversari non di primissima fascia. E poi Nieminem ha un gioco - lungo e potente - che può dare fastidio al nostro numero 1. Non a caso l'unico precedente testa-a-testa risultava essere un "negativo" ai danni del ligure, sconfitto 5-7 6-7-6 4-6 a Flushing Meadows nel 2009 al primo turno. Fabio perde il turno di battuta (troppi i doppi falli) concedendo cinque palle break e si ritrova sotto per 2-4. Non riesce più a recuperare, poi si arrende platealmente e molto fastidiosamente per chi ha pagato per vedere il match: 3-6 in per il finlandese in 34 minuti. Quarto set con Fabio che, tra una protesta e l'altra, si fa largo, si porta avanti proprio quando sembra che il nervosismo lo stia travolgendo. Perfino Nieminem, contagiato, ha un paio di scatti d'ira. Il 6-2 che chiude il match arriva dopo 40 minuti (totale 2 ore e 47 minuti). L'azzurro non dovrebbe far fatica a recuperare in 48 ore, prima cioè di scendere in campo contro il ritrovato americano Sam Querrey, oggi vincitore in tre set su un altro talento psicologicamente fragile, Ernests Gulbis.
Con la vittoria di oggi, Fognini ottiene il miglior risultato personale nello Slam agli antipodi: mai approdato al terzo turno nelle sette partecipazioni precedenti, una sola volta al secondo. Soprattutto, si assicura il posto numero 15 al mondo: che non è poco.
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