Murray sta a Seppi quanto Fognini sta a Ward? Mancando la sanzione definitiva del campo (il match tra lo scozzese e il sudtirolese è stato sospeso per sopraggiunto buio), nella giornata di apertura del quarto di finale di Davis non è stata risolta l'equazione che dovrebbe descrivere - secondo i matematici del tennis - la prevalenza dei numeri uno britannico e italiano sui numeri due avversari.
L'equazione ha rischiato e rischia di non tornare a causa di interferenze sia esogene sia endogene. Più che a Chiaia, infatti, oggi sembrava di stare a Brighton in giugno, dov'è festa grande se esce il sole, cala il vento e ti puoi sfilare il pullover. Invece del rumoreggiante pubblico allevato al San Paolo, a farsi sentire sulle tribune della scenografica arena della rotonda Diaz erano i molti tifosi britannici avvolti nelle Union Jack soprattutto per ragioni di temperatura. Anziché il Fabio Fognini aggressivo e spumeggiante che siamo abituati vedere in Davis, in campo contro Ward sembrava esserci la sua versione improvvisamente matura e un po' dimessa, quasi che aprire il più importante incontro di Davis azzurro del nuovo millennio fosse per lui una responsabilità eccessiva. E al posto dell'Andreas Seppi remissivo della prima parte di stagione (4 vittorie e 8 sconfitte) c'era un atleta nuovamente pronto a dare la scalata al ranking ATP, cominciando a scaldare i motori proprio con l'ex numero 2 nato a Glasgow. La realtà rovesciata, insomma, esclusi i risultati, 6-4 2-6 6-4 6-1 in 3 ore e 9 minuti per Fabio e 6-4 5-5 in 1 ora e 39 minuti tra Andrew detto Andy e Andreas detto Andy (il match riprenderà domani alle 10.30, prima del doppio).
Mentre la pioggia monsonica della tarda mattinata metteva a dura prova Napoli, Fabio Fognini si sottoponeva all'infiltrazione indispensabile, secondo il dottor Parra, per ridurre il dolore all'ottava costola destra. Sulle ragioni del misterioso ematoma ha più tardi scherzato - sprizzando allegria innamorata - il ragazzo di Arma di Taggia: "La colpa? Un abbraccio troppo forte di Flavia (Pennetta ndr) a Miami". Un'ora dopo la terapia, cominciava il match con James Ward, numero 161 al mondo, stessa età ma metà del talento di Fabio. Alto e leggero, il londinese ha un gioco piatto e potente che il ligure ha faticato a contrastare, riuscendo raramente a spezzarne il ritmo. Ma il guaio vero per il numero 13 ATP sono evidentemente state le fitte provocate dalla botta non ancora riassorbita, che gli hanno impedito di variare gli schemi a suo piacimento. Sotto per 0-3 sia nel set d'apertura sia nel secondo, solo nella prima occasione è riuscito a rimontare. Il terzo set è stato altrettanto tormentato, mentre il quarto è finalmente filato via liscio. Se il dolore non s'attenuerà naturalmente nella notte, non è improbabile che Fabio debba saltare il doppio di domani pomeriggio.
Di certo, se dopo la felice esperienza oltreoceano degli ultimi due mesi Fognini sembra essere un altro, anche Andreas Seppi appare in trasformazione. Perso per un nonnulla il primo set, oggi nel secondo ha avuto quattro palle per chiudere sul 6-4 sul servizio di Murray. Aveva raccontato ieri a Vincenzo Martucci della Gazzetta dello Sport: "Non lo so neanch'io come sto. Sicuramente sono carico di lavoro, magari un po' imballato, ma nello stesso tempo mi sento meglio in campo". Verissimo, oggi s'è visto chiaramente che il numero 34 ATP sta lentamente ritrovando la forma del 2012 e della prima parte del 2013. Murray, invece, è ancora in condizioni di forma precarie, dopo i guai fisici degli ultimi mesi, la recente separazione dal coach Ivan Lendl e la leggera influenza dei giorni scorsi. Comunque sia, domattina Seppi avrà la chance per dimostrare che non è detto che l'equazione anglo-italiana che vede soccombenti i numeri due nazionali sia sempre e comunque risolvibile allo stesso modo.
Twitter@claudiogiua
Mail [email protected]
L'equazione ha rischiato e rischia di non tornare a causa di interferenze sia esogene sia endogene. Più che a Chiaia, infatti, oggi sembrava di stare a Brighton in giugno, dov'è festa grande se esce il sole, cala il vento e ti puoi sfilare il pullover. Invece del rumoreggiante pubblico allevato al San Paolo, a farsi sentire sulle tribune della scenografica arena della rotonda Diaz erano i molti tifosi britannici avvolti nelle Union Jack soprattutto per ragioni di temperatura. Anziché il Fabio Fognini aggressivo e spumeggiante che siamo abituati vedere in Davis, in campo contro Ward sembrava esserci la sua versione improvvisamente matura e un po' dimessa, quasi che aprire il più importante incontro di Davis azzurro del nuovo millennio fosse per lui una responsabilità eccessiva. E al posto dell'Andreas Seppi remissivo della prima parte di stagione (4 vittorie e 8 sconfitte) c'era un atleta nuovamente pronto a dare la scalata al ranking ATP, cominciando a scaldare i motori proprio con l'ex numero 2 nato a Glasgow. La realtà rovesciata, insomma, esclusi i risultati, 6-4 2-6 6-4 6-1 in 3 ore e 9 minuti per Fabio e 6-4 5-5 in 1 ora e 39 minuti tra Andrew detto Andy e Andreas detto Andy (il match riprenderà domani alle 10.30, prima del doppio).
Mentre la pioggia monsonica della tarda mattinata metteva a dura prova Napoli, Fabio Fognini si sottoponeva all'infiltrazione indispensabile, secondo il dottor Parra, per ridurre il dolore all'ottava costola destra. Sulle ragioni del misterioso ematoma ha più tardi scherzato - sprizzando allegria innamorata - il ragazzo di Arma di Taggia: "La colpa? Un abbraccio troppo forte di Flavia (Pennetta ndr) a Miami". Un'ora dopo la terapia, cominciava il match con James Ward, numero 161 al mondo, stessa età ma metà del talento di Fabio. Alto e leggero, il londinese ha un gioco piatto e potente che il ligure ha faticato a contrastare, riuscendo raramente a spezzarne il ritmo. Ma il guaio vero per il numero 13 ATP sono evidentemente state le fitte provocate dalla botta non ancora riassorbita, che gli hanno impedito di variare gli schemi a suo piacimento. Sotto per 0-3 sia nel set d'apertura sia nel secondo, solo nella prima occasione è riuscito a rimontare. Il terzo set è stato altrettanto tormentato, mentre il quarto è finalmente filato via liscio. Se il dolore non s'attenuerà naturalmente nella notte, non è improbabile che Fabio debba saltare il doppio di domani pomeriggio.
Di certo, se dopo la felice esperienza oltreoceano degli ultimi due mesi Fognini sembra essere un altro, anche Andreas Seppi appare in trasformazione. Perso per un nonnulla il primo set, oggi nel secondo ha avuto quattro palle per chiudere sul 6-4 sul servizio di Murray. Aveva raccontato ieri a Vincenzo Martucci della Gazzetta dello Sport: "Non lo so neanch'io come sto. Sicuramente sono carico di lavoro, magari un po' imballato, ma nello stesso tempo mi sento meglio in campo". Verissimo, oggi s'è visto chiaramente che il numero 34 ATP sta lentamente ritrovando la forma del 2012 e della prima parte del 2013. Murray, invece, è ancora in condizioni di forma precarie, dopo i guai fisici degli ultimi mesi, la recente separazione dal coach Ivan Lendl e la leggera influenza dei giorni scorsi. Comunque sia, domattina Seppi avrà la chance per dimostrare che non è detto che l'equazione anglo-italiana che vede soccombenti i numeri due nazionali sia sempre e comunque risolvibile allo stesso modo.
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