Monday's Net

Lo spettacolo con Djokovic
comincia alle 5 sul Centrale

2 minuti di lettura
Alle cinque della sera mi dicono che la folla si sta assiepando sugli spalti del Centrale, dove so che oggi - sabato di qualificazioni agli Internazionali BNL d'Italia - non sono previsti match. Non ci credo ma poi, mentre guardo la giovane Gioia Barbieri tener testa alla espertissima Virginie Razzano sotto le statue bianche del Nicola Pietrangeli, vedo centinaia di spettatori che s'alzano contemporaneamente, scossi da un inarrestabile passaparola, e si fiondano verso il grande stadio lì accanto, che d'improvviso ribolle. Decido d'abbandonare al loro destino Barbieri e Razzano e corro anch'io al Centrale, dov'è appena sceso in campo Novak Djokovic, accompagnato da un boato. Al suo fianco, evidentemente per allenarsi con lui, compare il numero 2 d'Italia Andreas Seppi. Dei novemila paganti del Foro Italico alla vigilia del via ai match del tabellone principale, almeno duemila sono qui, in attesa che il Grande Serbo cominci a scambiare colpi con il sudtirolese di Bordighera. I rispettivi coach, Massimo Sartori e Boris Becker, chiacchierano tra loro e con il direttore del torneo, Sergio Palmieri.

Seppi è già pronto a palleggiare, giochicchia con la racchetta e una pallina e, di tanto in tanto, alza lo sguardo verso il numero 2 del mondo impegnato in una sessione di riscaldamento, allungamento, rilassamento, velocizzazione, fluidificazione articolare. Impressionante. Nole ne ha per quasi venti minuti, durante i quali fa ripetuti scatti, si piega, s'allunga, rotea le braccia e i piedi, fa spaccate che nemmeno Roberto Bolle, si torce e si ricompone, salta e si siede a terra, aiutato dal preparatore atletico tira e rilascia un elastico gigante da ogni posizione immaginabile. Andreas aspetta paziente. È auspicabile e persino probabile che abbia fatto in precedenza, altrove, l'analoga lunga, meticolosa, rituale preparazione di Nole al palleggio. Un anziano appassionato seduto accanto a me ne dubita. Per carità di patria, lo rassicuro: "Seppi è un metodico, figuriamoci se non s'è già scaldato adeguatamente, mica vuol fare figuracce con Djokovic!". In verità penso: se vuoi essere un numero 1, devi fare come lui, darci dentro più di tutti gli altri, altrimenti non ci arrivi. Ma lo tengo per me.

Nole dà spettacolo, come sempre. Dà spettacolo quando fa quattro palle con un amico, quando s'allena, quando gioca, quando fa le imitazioni (sempre meno, purtroppo), quando parla di cose serie. Come dicono i televisivi e i pubblicitari, Nole "buca". Sono in molti a prevedere per lui un futuro da leader del suo paese, una volta finita la carriera tennistica. Se deciderà di fare qualcos'altro, sarà comunque da protagonista.

Il Masters 1000 del Foro è un passaggio importante della stagione di Djokovic. Agli Australian Open era stato eliminato nei quarti da Stanislas Wawrinka, poi vincitore del torneo. A Dubai s'era fermato in semifinale contro Roger Federer. In marzo a Indian Wells s'era però vendicato con lo svizzero battendolo in finale e, dopo due settimane, faceva lo stesso con Rafael Nadal all'ultimo atto di Miami. Poi il calvario della semifinale a Monte Carlo persa con lo svizzero e il forfait della scorsa settimana a Madrid. Se Nole nel fine inverno in California e in Florida aveva dato la sensazione d'aver ritrovato il tennis scintillante del 2011, e secondo me era una sensazione veritiera, a Roma ha la chance per confermarla. Diventando la lepre della tarda primavera.

Mentre rimugino statistiche e previsioni, il lungo palleggio di Nole con Andreas Seppi è agli sgoccioli. Il numero 2 al mondo sembra recuperato dai guai palesati quasi un mese fa nel Principato. È evidentemente soddisfatto. All'esordio romano troverà il vincente del match tra Pablo Andujar e Radek Stepanek. Entrambi perfetti per metterlo in forma, semmai ne avesse ancora bisogno.

Per la cronaca, la romagnola Barbieri ha dato molto filo da torcere alla francese Razzano ma alla fine ha dovuto cedere per 5-7 6-1 3-6. Peccato, la rivedremo altrove battersi con grinta come ha dimostrato di saper fare.
Mail [email protected]
Twitter @claudiogiua