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Francesca e Flavia, le vecchie volpi
venderanno carissima la pelliccia

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Le vecchie volpi milanese e brindisina sono in giro, a caccia, e le pelliccerie le attenderanno ancora a lungo. Altro che Federer sconfitto all'esordio 2014 al Foro, altro che Giorgi ridimensionata da una ragazzina del New Jersey, Murray in leggero affanno contro Granollers, Errani finalmente liberata dalle paure che levano il respiro, il redivivo Gilles Simon che mette paura a Nadal: le protagoniste del quarto giorno al Foro Italico sono Francesca Schiavone, 34 anni il mese prossimo, la più titolata tennista italiana di sempre avendo vinto lo Slam francese nel 2010 e raggiunto la stessa finale l'anno successivo, e Flavia Pennetta, capace a 31 anni di risalire dalla posizione 158 al mondo a quella, probabile, di Top Ten da lunedì prossimo, grazie prima allo storico successo al Masters 1000 di Indian Wells in marzo e ora al buon percorso nel torneo romano.

Ho seguito dall'inizio con pochi aficionados (il grande pubblico s'accalcava per Camila al Pietrangeli e per Murray sul Centrale) il match di Francesca con Garbine Muguruza Blanco, venezuelana naturalizzata spagnola, 20 anni, nel 2012 già capace di arrivare al quarto turno a Miami, ora classificata 34 al mondo dalla WTA. È stato un crescendo di grinta e passione, con la più giovane sempre più intimorita e stupita dalla fame di vittoria dell'avversaria, che forse presumeva già sazia. E così, richiamati dai tabelloni multicolori che danno in diretta i risultati delle partite in corso al Foro, i più mattinieri dei trentamila paganti di oggi agli Internazionali BNL d'Italia hanno riempito poco per volta la Supertennis Arena alias Grand Stand, al terzo set gremita e urlante. Attenzione: il risultato (3-6 6-1 7-6) è stato in forse fino all'ultima palla, quella del tie break ansiogeno (7-5), ma Francesca è sempre stata convinta che ce l'avrebbe fatta. Giura che è questione di maturità e la spiega così: "Sicuramente non sono la persona di 2, 4, 8, 10 anni fa. Sono più consapevole, faccio scelte ragionate: per me, per il mio tennis, per restare a galla in una situazione che mi è favorevole. Vivo benissimo giorno per giorno e questo vale anche per la mia vita. Ora so che s'incontrano difficoltà ma anche discese". La prossima - nel tennis - non sarà una discesa: al terzo turno, Agnieszka Radwanska, ATP 3.

Con quindici anni (1982 vs. 1997) di differenza d'età, tecnicamente Flavia Pennetta potrebbe essere la madre di Belinda Bencic. La ragazzina è l'epigone di altri illustri tennisti svizzeri d'origini est-europee: Martina Hingis, Stanislas Wawrinka, Timea Bacsinszky, Mirka Vavrinec, adesso signora Federer. Ottimo diritto, rovescio preciso, servizio potente, molto mobile, matura come una trentenne, sarà sicuramente una delle più forti tenniste dei prossimi lustri. Arrivata nel main draw dalle qualificazioni, all'esordio ha sbriciolato la russa Pavlyuchenkova e oggi ha dato molto filo da torcere anche a Flavia, che ha condotto in scioltezza il primo set (6-2), ha subìto classe e freschezza nel secondo set (2-6) e ha dovuto tirare fuori dal bagaglio dell'esperienza il meglio degli strumenti di lavoro nel terzo (6-3). L'azzurra non sembra nella stessa forma strepitosa di Indian Wells, ma più va avanti nel torneo, più trova motivazioni. Sulla carta, ai quarti potrebbe trovare Francesca Schiavone e in semifinale Sara Errani. Chissà.

Due parole su Roger Federer e sulla sua comparsata romana. In un commento che uscirà domani sui giornali regionali e locali del Gruppo Espresso ho scritto: "Quasi sapesse che non ci sarebbe stata una replica, il pubblico di Roma ha preso d'assalto il Centrale del Foro, roba che nemmeno la finale. Ha fatto bene, soprattutto perché ha visto in campo un solo uomo, il suo beniamino, nel primo set finito 6-1 a suo favore, e poi ha potuto ammirare il francese numero 47 del ranking ATP prendersi con merito il secondo e terzo set per 6-2 7-6". Il francese è Jeremy Chardy, "bella faccia da attor giovine un po' gaglioffo, nato 27 anni fa in una famiglia borghese di Pau nel dipartimento dei Pirenei Atlantici, ha vinto un solo torneo importante in carriera nel 2009 a Stoccarda e si esalta quando deve affrontare i Top Ten: negli anni ha battuto Andy Murray, David Ferrer, Juan Martin Del Potro, Andy Roddick, Jo-Wilfried Tsonga". Stavolta, ahinoi, è toccato al neopadre al cubo - secondo parto gemellare - che se ne torna in Svizzera da Mirka e dai pargoli.
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