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Nadal onora il giovane Thiem
uno dei Top prossimi venturi

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Gli sussurra qualcosa all'orecchio mentre lo abbraccia. Chissà cosa, di sicuro nulla di scontato. Dominic sorride e risponde - il labiale è inequivocabile - "thank you". Poi si guarda intorno, quasi incredulo di quanto Rafa gli ha detto.

Cosí, al termine del secondo match in programma oggi sul Court Philippe Chatrier, Nadal mette il sigillo su quanto il pubblico ha già capito da sé: l'austriaco Dominic Thiem avrà un grande futuro. Il 6-2 6-2 6-3 del primo match tra l'otto volte vincitore del Roland Garros e il ventenne di Wiener Neustadt è apparentemente la descrizione numerica di un confronto impari. Invece no. Sono i sottostanti, come dicono i compilatori di Excel, a fornire il quadro esaustivo di una gara mai in bilico eppure combattuta. Il ragazzo serve con potenza (213 chilometri l'ora il suo record di oggi) e varietà nel posizionamento della palla. Ha predisposizione al gioco d'attacco, come certificano i suoi 27 vincenti contro i 16 del maiorchino. Ha un eccellente senso tattico che gli consente di costruire i punti in poche mosse. Poi, le aree grigie, segnalate dai confronti con Rafa: troppi errori, sia imposti dall'avversario (34 contro 12), sia casuali (41 contro 19), e basse quote di successo nella risposta al servizio (34 per cento al primo, 32 al secondo). La durata media dei tre set, intorno ai 40 minuti, conferma che per Rafa non è stato il solito allenamento. Anzi.

Nel tennis di questi anni, caratterizzato dal progressivo innalzamento dell'età in cui i giocatori diventano competitivi ai massimi livelli, l'esperienza risulta decisiva. Nadal vs. Thiem di oggi può essere considerata, a questo proposito, esemplare. Il numero 2 al mondo - secondo l'aggiornato ranking ufficioso dell'ATP - si è limitato a non sbagliare, a non rischiare, a lasciare che l'austriaco facesse quanto gli consentono tecnica, freschezza atletica ed entusiasmo, a sfruttare i suoi "buchi" in continuità e precisione. E alla fine ha tirato le somme, anche se nel terzo set ha forse sentito un brivido quando s'è trovato sotto di un break (3-1): ma ha raddrizzato i conti rapidamente.

Dominic Thiem ha dato l'impressione di potersi confrontare già ora con i più forti con buone chance. Quest'anno è partito dalle qualificazioni a Doha, a Melbourne, a Indian Wells, a Miami, a Barcellona, a Madrid, è entrato nei tabelloni principali e più  volte è andato avanti fino al terzo turno. Ha battuto Wawrinka, Stepanek, Simon, Nieminem. Alla fine dello Slam francese si collocherà verso la posizione 55 del ranking ATP.

Gli italiani oggi hanno fatto meglio di quanto m'aspettassi. Sara Errani ha regolato senza problemi la tedesca Dinah Pfizenmaier (6-2 6-4), che l'anno scorso aveva stupito non poco conquistando qui il terzo turno. La nostra numero 1 sembra nella stessa spettacolare forma di Roma, finale a parte. Può fare molta strada. Deludente invece Camila Giorgi, che continua a interpretare solo la Camila Giorgi tutta grinta e rischi anche quando dall'altra parte del campo c'è una ex numero 1 come Svetlana Kuznetsova, che a Parigi vinse nel 2009. Il pubblico s'è divertito, ma il risultato penalizza inevitabilmente la marchigiana: 6-7 3-6 in poco meno di un'ora e tre quarti.

In serata Fognini ha tenuto testa senza problemi al brasiliano Thomaz Bellucci, che forse per confondergli le idee aveva scelto il suo stesso completo Adidas giallo-nero. Fabio ha mostrato per 31 game l'efficacia esibita nell'estate tedesca e nell'inverno sudamericano, con in più un aplomb inconsueto per lui nelle ultime settimane. Al tie break (la partita s'è chiusa sul 6-3 6-4 7-6) è però stato lì lì per ingarellarsi con il pubblico, che si diverte a farlo infuriare. Per fortuna Bellucci non ne ha approfittato.

Andreas Seppi al Roland Garros 2014 punta davvero a stupirci: concentrazione e consapevolezza dei propri mezzi sono le armi che gli hanno consentito di tenere a distanza un giocatore di grande esperienza come Juan Monaco, che solo tre anni fa era considerato tra i terraioli migliori. Soprattutto, Andreas - vittorioso per 6-2 6-4 6-4 - sta evitando d'imbarcarsi nelle perigliose traversate dei cinque set, dove alla fine tutto può accadere. Al prossimo turno, gli tocca la prova del 9 contro David Ferrer, che oggi ha sconfitto Bolelli 6-2 6-3 6-2. Che Simone potesse dare del filo da torcere allo spagnolo numero 5 ATP potevano sperarlo solo i suoi più cari amici, e tuttavia il bolognese ha deciso di onorare l'occasione forse unica di giocare sul glorioso Court Suzanne Lenglen. Ha anche tentato d'impostare una strategia d'attacco. Ferrer - che sa meglio di chiunque cosa fare in questi casi - ha tuttavia chiuso rapidamente la pratica.

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