Forse oggi il tennis è cambiato
è il primo giorno dell'era di Nick
Rod Laver l'aveva previsto, con tutte le cautele semantiche del caso: "Mi chiedete se se Kyrgios può battere Nadal? Rispondo così: portasse a casa anche un solo set sarebbe un successo, ma non mi stupirei vincesse". Io stesso - che tennisticamente parlando sono un organismo monocellulare rispetto a Laver - l'avevo scritto e riscritto nei giorni scorsi: non perdetevi il match di martedì tra il numero 1 e l'attuale numero 144, potrebbe essere di quelli che entrano nella storia. È accaduto: Nadal torna a pescare con gli amici nel braccio di mare tra Barcellona e le Baleari mentre il ragazzino di Canberra approda ai quarti di finale di Wimbledon a 19 anni e 66 giorni.
La cronaca scritta del match, finito 7-6 5-7 7-6 6-3, non vi direbbe granché. I 47 game vanno visti e rivisti, se si vuole capire cos'è accaduto oggi nel tempio massimo del tennis. Mi limito a segnalare che Nick ha imposto le sue regole fin dal primo game: prime di servizio …
La cronaca scritta del match, finito 7-6 5-7 7-6 6-3, non vi direbbe granché. I 47 game vanno visti e rivisti, se si vuole capire cos'è accaduto oggi nel tempio massimo del tennis. Mi limito a segnalare che Nick ha imposto le sue regole fin dal primo game: prime di servizio …
Rod Laver l'aveva previsto, con tutte le cautele semantiche del caso: "Mi chiedete se se Kyrgios può battere Nadal? Rispondo così: portasse a casa anche un solo set sarebbe un successo, ma non mi stupirei vincesse". Io stesso - che tennisticamente parlando sono un organismo monocellulare rispetto a Laver - l'avevo scritto e riscritto nei giorni scorsi: non perdetevi il match di martedì tra il numero 1 e l'attuale numero 144, potrebbe essere di quelli che entrano nella storia. È accaduto: Nadal torna a pescare con gli amici nel braccio di mare tra Barcellona e le Baleari mentre il ragazzino di Canberra approda ai quarti di finale di Wimbledon a 19 anni e 66 giorni.
La cronaca scritta del match, finito 7-6 5-7 7-6 6-3, non vi direbbe granché. I 47 game vanno visti e rivisti, se si vuole capire cos'è accaduto oggi nel tempio massimo del tennis. Mi limito a segnalare che Nick ha imposto le sue regole fin dal primo game: prime di servizio devastanti, formidabili botte piatte di dritto e di rovescio a spostare continuamente a destra e a sinistra il povero Rafa, spaventato dal dover combattere con il clone di se stesso otto anni più giovane. Lo spagnolo ha dovuto remare senza pause, con il frequente risultato di mettere dall'altra parte del campo palle centrali poco efficaci che l'australiano restituiva sempre più potenti. Nei momenti decisivi dei due tie break, ad aver paura era lo spagnolo, mentre Nick non ha mai avuto un momento d'incertezza.
Per avere elementi per valutare le potenziali dimensioni del fenomeno Nick Kyrgios per il tennis globale - i cui poco fantasiosi resocontatori sono ansiosi di segnalare per tempo chi detronizzerà i padroni dell'ultimo decennio Federer e Nadal, Djokovic e Murray - ho interpellato una fonte ben informata sui fatti, il quotidiano Sydney Morning Herald, che a propria volta aveva sentito il già citato campionissimo per definizione, Rod Laver. Il giornale edito da Fairfax è il più antico (1831) tuttora diffuso in Australia, vende 130mila copie nei giorni feriali e 230mila la domenica, ha un sito seguito e autorevole. Rod è l'unico umano titolare di due Grandi Slam, avendo conquistato nel 1962 da dilettante e nel 1969 da professionista tutti e quattro i supertrofei: di fatto, l'aussie più celebre della storia. Infastidito dai media in asfissiante pressing sul ragazzo di padre greco e madre malese, è sbottato ieri con il Morning Herald: "(Per colpa vostra) va a finire che Nick penserà d'essere arrivato e di non aver più bisogno di lavorare. Invece è proprio adesso che deve darci dentro di più". Diciotto mesi fa Kyrgios doveva ancora compiere 18 anni ed era intorno alla posizione 800 del ranking ATP, adesso è già - in tempo reale - quota 66: una crescita record, quasi senza precedenti recenti. Nick dà l'idea di avere testa fredda e spalle forti. Sotto di due set, mercoledì scorso ha salvato nove match point di Richard Gasquet e l'ha battuto per 3-6 6-7 6-4 7-5 10-8. Oggi ha umiliato Nadal. È talmente sicuro di sé da aver già deciso di cambiare coach alla fine degli Championships, quando darà il benservito a Simon Rea per cercare qualcuno che lo consigli su come diventare un Top Ten entro un anno. Potrebbe metterci anche meno.
La partita è stata tra le più difficili e dolorose mai combattute dallo spagnolo sull'erba londinese, che pure non gli ha dato mai grandi soddisfazioni in passato. Secondo Laver, il margine di crescita di Kyrgios è notevole: "L'esperienza di questi giorni è decisiva. Nick sta capendo quanto deve fare per arrivare al livello più alto. Prima era solo un ragazzo di talento, ora sta imparando a giocare bene sotto pressione". Nadal non era altrettanto consapevole della forza anche nervosa del suo avversario. Il prossimo a sfidare Nick sarà il canadese-montenegrino Milos Raonic. Prevedo buche sul prato.
Il match clou nella Centre Court ha messo in ombra i successi dei due svizzeri Top Five, che hanno eliminato gli altri spagnoli ancora in tabellone. Se Federer continua a macinare gioco e a chiudere i match in tre set (6-1 6-4 6-4 a Tommy Robredo), Stanislas Wawrinka non è da meno (7-6 7-6 6-3 a Feliciano Lopez). La differenza nel numero di game giocati oggi a parità di set - 27 l'ex numero 1 ATP contro i 35 dell'attuale numero 3 - potrebbe dare un leggerissimo vantaggio a Roger nel derby rossocrociato in programma domani sulla Centre Court. Gli altri quarti sono Djokovic-Cilic e Murray-Dimitrov. Da oggi, però, tutti temono di trovare sulla propria strada, di traverso, l'australiano che fa tremare il mondo a pallate.
Twitter @claudiogiua
La cronaca scritta del match, finito 7-6 5-7 7-6 6-3, non vi direbbe granché. I 47 game vanno visti e rivisti, se si vuole capire cos'è accaduto oggi nel tempio massimo del tennis. Mi limito a segnalare che Nick ha imposto le sue regole fin dal primo game: prime di servizio devastanti, formidabili botte piatte di dritto e di rovescio a spostare continuamente a destra e a sinistra il povero Rafa, spaventato dal dover combattere con il clone di se stesso otto anni più giovane. Lo spagnolo ha dovuto remare senza pause, con il frequente risultato di mettere dall'altra parte del campo palle centrali poco efficaci che l'australiano restituiva sempre più potenti. Nei momenti decisivi dei due tie break, ad aver paura era lo spagnolo, mentre Nick non ha mai avuto un momento d'incertezza.
Per avere elementi per valutare le potenziali dimensioni del fenomeno Nick Kyrgios per il tennis globale - i cui poco fantasiosi resocontatori sono ansiosi di segnalare per tempo chi detronizzerà i padroni dell'ultimo decennio Federer e Nadal, Djokovic e Murray - ho interpellato una fonte ben informata sui fatti, il quotidiano Sydney Morning Herald, che a propria volta aveva sentito il già citato campionissimo per definizione, Rod Laver. Il giornale edito da Fairfax è il più antico (1831) tuttora diffuso in Australia, vende 130mila copie nei giorni feriali e 230mila la domenica, ha un sito seguito e autorevole. Rod è l'unico umano titolare di due Grandi Slam, avendo conquistato nel 1962 da dilettante e nel 1969 da professionista tutti e quattro i supertrofei: di fatto, l'aussie più celebre della storia. Infastidito dai media in asfissiante pressing sul ragazzo di padre greco e madre malese, è sbottato ieri con il Morning Herald: "(Per colpa vostra) va a finire che Nick penserà d'essere arrivato e di non aver più bisogno di lavorare. Invece è proprio adesso che deve darci dentro di più". Diciotto mesi fa Kyrgios doveva ancora compiere 18 anni ed era intorno alla posizione 800 del ranking ATP, adesso è già - in tempo reale - quota 66: una crescita record, quasi senza precedenti recenti. Nick dà l'idea di avere testa fredda e spalle forti. Sotto di due set, mercoledì scorso ha salvato nove match point di Richard Gasquet e l'ha battuto per 3-6 6-7 6-4 7-5 10-8. Oggi ha umiliato Nadal. È talmente sicuro di sé da aver già deciso di cambiare coach alla fine degli Championships, quando darà il benservito a Simon Rea per cercare qualcuno che lo consigli su come diventare un Top Ten entro un anno. Potrebbe metterci anche meno.
La partita è stata tra le più difficili e dolorose mai combattute dallo spagnolo sull'erba londinese, che pure non gli ha dato mai grandi soddisfazioni in passato. Secondo Laver, il margine di crescita di Kyrgios è notevole: "L'esperienza di questi giorni è decisiva. Nick sta capendo quanto deve fare per arrivare al livello più alto. Prima era solo un ragazzo di talento, ora sta imparando a giocare bene sotto pressione". Nadal non era altrettanto consapevole della forza anche nervosa del suo avversario. Il prossimo a sfidare Nick sarà il canadese-montenegrino Milos Raonic. Prevedo buche sul prato.
Il match clou nella Centre Court ha messo in ombra i successi dei due svizzeri Top Five, che hanno eliminato gli altri spagnoli ancora in tabellone. Se Federer continua a macinare gioco e a chiudere i match in tre set (6-1 6-4 6-4 a Tommy Robredo), Stanislas Wawrinka non è da meno (7-6 7-6 6-3 a Feliciano Lopez). La differenza nel numero di game giocati oggi a parità di set - 27 l'ex numero 1 ATP contro i 35 dell'attuale numero 3 - potrebbe dare un leggerissimo vantaggio a Roger nel derby rossocrociato in programma domani sulla Centre Court. Gli altri quarti sono Djokovic-Cilic e Murray-Dimitrov. Da oggi, però, tutti temono di trovare sulla propria strada, di traverso, l'australiano che fa tremare il mondo a pallate.
Twitter @claudiogiua