Due italiane tra le otto dei quarti di finale degli UsOpen è un eccellente risultato per il movimento tennistico italiano perché, direbbero gli statistici, se per tre anni consecutivi si ripete un episodio all'inizio apparentemente casuale si ottiene una "serie significativa". Nel 2013 fu Sara Errani a fermare la corsa di Roberta Vinci alla vigilia della sua prima semifinale in uno Slam. Fu un sofferto 6-2 6-4 che per un momento - davvero un batter di ciglio - mi fece temere potesse incrinare i rapporti tra le amiche. L'anno scorso toccò a Flavia Pennetta la parte della fratricida della povera tarantina, sconfitta 6-4 6-1.
Quest'anno le azzurre arrivate ai quarti sono proprio Pennetta ed Errani. Non se la vedranno fra di loro, però. Sara, attuale nuova numero 1 azzurra in quanto 12 nel live ranking WTA, se la giocherà con Caroline Wozniacki mentre Flavia, ad oggi numero 15 mondiale, avrà il compito più arduo: provare a mandare a casa Serena Williams. Vincessero, avremmo per la prima volta nella storia del tennis due italiane in una semifinale di Slam.
Il primo verdetto sarà pronunciato nella notte italiana con la romagnola in campo contro la danese di origini polacche, numero 1 per 67 settimane tra il 2010 e il 2012, attualmente 10 WTA. Caroline è nota anche per la pubblicità in cui la si vedeva, appena lasciato il campo da gioco, accomodarsi sudatissima su una poltrona extra-lusso di un volo della Turkish Airlines. Oppure per il fidanzamento finito in maggio con il golfista Rory McIllroy. Una rottura annunciata alla stampa quando si pensava che la coppia stesse per rivelare la data del matrimonio. Scrisse invece il giovane talento irlandese in un comunicato sorprendente: "La colpa è mia. Preparare gli inviti durante il week end mi ha fatto capire di non essere pronto per quanto sposarsi comporta". Per consolarsi, pochi giorni dopo il ragazzo vinse un torneo di prima fascia, il BMW PGA. Lei invece fu maltrattata da Yanina Wickmayer al Rokand Garros. Tipico. Da film. Un po' come accadde molti anni fa dopo la fine burrascosa del rapporto tra Flavia Pennetta e Carlos Moya.
Nel quarto turno a Flushing Meadows la danese ha affrontato Maria Sharapova, che ha a lungo dominato e alla fine battuto con un eloquente 6-4 2-6 6-2. Prima di New York aveva raggiunto la semifinale a Cincinnati (sconfitta da Serena Williams per 6-2 2-6 4-6) e il secondo turno di New Haven (sconfitta da Camila Giorgi per 4-6 2-6).
Sara sta sfoggiando a New York perfette condizioni fisiche e nervose. La sua prestazione con Venus Williams ha molto colpito gli osservatori americani, che non nascondono di puntare su di lei. Inoltre, l'uscita anticipata dal torneo di doppio potrebbe averla aiutata nelle ultime 48 ore a non disperdere energie preziose. Spero che Roberta sia tra i fedelissimi nel suo angolo a tifare per lei.
Domani, poi, il match tra Serena e Flavia. Sulla carta è un'impresa impossibile per l'azzurra. I precedenti segnalano cinque sue sconfitte (l'ultima la vigilia di Ferragosto agli ottavi di Cincinnati per 2-6 2-6 ) e un passaggio di turno per walk over, ossia senza disputa della partita, nel remoto 2005. Come già lo scorso anno proprio qui e poi in primavera a Indian Wells, la sicurezza della brindisina va però aumentando di turno in turno. Lo dimostra il successo senza alcuna sbavatura con Casey Dellacqua, numero 29 del seeding di Flushing Meadows, australiana di grande esperienza che l'anno scorso fece un clamoroso outing dichiarando di avere avuto un figlio insieme alla compagna Amanda. Ieri Pennetta ha vinto 7-5 6-2 replicando la determinazione dei turni precedenti nel secondo set dopo qualche incertezza nel primo.
Non avendo finora mostrato agli UsOpen 2014 il cento per cento del proprio potenziale, Flavia ha margini di miglioramento. Che potrebbe sfruttare contro Serena. Scrissi un anno fa dopo la sua sconfitta in semifinale agli UsOpen con Viki Azarenka (4-6 2-6): "A 31 anni Pennetta ha disputato il suo miglior Slam di sempre e non sono affatto sicuro che non saprà ripetersi al stesso livello in futuro. Non a tutti gli anni pesano in egual misura". Non mi sbagliavo.
Twitter @claudiogiua
Quest'anno le azzurre arrivate ai quarti sono proprio Pennetta ed Errani. Non se la vedranno fra di loro, però. Sara, attuale nuova numero 1 azzurra in quanto 12 nel live ranking WTA, se la giocherà con Caroline Wozniacki mentre Flavia, ad oggi numero 15 mondiale, avrà il compito più arduo: provare a mandare a casa Serena Williams. Vincessero, avremmo per la prima volta nella storia del tennis due italiane in una semifinale di Slam.
Il primo verdetto sarà pronunciato nella notte italiana con la romagnola in campo contro la danese di origini polacche, numero 1 per 67 settimane tra il 2010 e il 2012, attualmente 10 WTA. Caroline è nota anche per la pubblicità in cui la si vedeva, appena lasciato il campo da gioco, accomodarsi sudatissima su una poltrona extra-lusso di un volo della Turkish Airlines. Oppure per il fidanzamento finito in maggio con il golfista Rory McIllroy. Una rottura annunciata alla stampa quando si pensava che la coppia stesse per rivelare la data del matrimonio. Scrisse invece il giovane talento irlandese in un comunicato sorprendente: "La colpa è mia. Preparare gli inviti durante il week end mi ha fatto capire di non essere pronto per quanto sposarsi comporta". Per consolarsi, pochi giorni dopo il ragazzo vinse un torneo di prima fascia, il BMW PGA. Lei invece fu maltrattata da Yanina Wickmayer al Rokand Garros. Tipico. Da film. Un po' come accadde molti anni fa dopo la fine burrascosa del rapporto tra Flavia Pennetta e Carlos Moya.
Nel quarto turno a Flushing Meadows la danese ha affrontato Maria Sharapova, che ha a lungo dominato e alla fine battuto con un eloquente 6-4 2-6 6-2. Prima di New York aveva raggiunto la semifinale a Cincinnati (sconfitta da Serena Williams per 6-2 2-6 4-6) e il secondo turno di New Haven (sconfitta da Camila Giorgi per 4-6 2-6).
Sara sta sfoggiando a New York perfette condizioni fisiche e nervose. La sua prestazione con Venus Williams ha molto colpito gli osservatori americani, che non nascondono di puntare su di lei. Inoltre, l'uscita anticipata dal torneo di doppio potrebbe averla aiutata nelle ultime 48 ore a non disperdere energie preziose. Spero che Roberta sia tra i fedelissimi nel suo angolo a tifare per lei.
Domani, poi, il match tra Serena e Flavia. Sulla carta è un'impresa impossibile per l'azzurra. I precedenti segnalano cinque sue sconfitte (l'ultima la vigilia di Ferragosto agli ottavi di Cincinnati per 2-6 2-6 ) e un passaggio di turno per walk over, ossia senza disputa della partita, nel remoto 2005. Come già lo scorso anno proprio qui e poi in primavera a Indian Wells, la sicurezza della brindisina va però aumentando di turno in turno. Lo dimostra il successo senza alcuna sbavatura con Casey Dellacqua, numero 29 del seeding di Flushing Meadows, australiana di grande esperienza che l'anno scorso fece un clamoroso outing dichiarando di avere avuto un figlio insieme alla compagna Amanda. Ieri Pennetta ha vinto 7-5 6-2 replicando la determinazione dei turni precedenti nel secondo set dopo qualche incertezza nel primo.
Non avendo finora mostrato agli UsOpen 2014 il cento per cento del proprio potenziale, Flavia ha margini di miglioramento. Che potrebbe sfruttare contro Serena. Scrissi un anno fa dopo la sua sconfitta in semifinale agli UsOpen con Viki Azarenka (4-6 2-6): "A 31 anni Pennetta ha disputato il suo miglior Slam di sempre e non sono affatto sicuro che non saprà ripetersi al stesso livello in futuro. Non a tutti gli anni pesano in egual misura". Non mi sbagliavo.
Twitter @claudiogiua