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Davis, Roger non è in forma
Stan tiene in corsa gli svizzeri

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Alla fine di maggio del 1815 Napoleone piazzò a Lilla il primo corpo dell'Armata del Nord, guidato da Jean-Baptiste Drouet, conte d'Erlon, sul quale contava molto per fare la differenza contro gli eserciti britannico e prussiano che lo attendevano tra Bruxelles e Namur. Non fu così, perse la battaglia di Waterloo e finì i suoi giorni a Sant'Elena. Avesse vinto, la storia d'Europa dei due secoli successivi sarebbe stata diversa.

La piana tra Francia e Belgio è luogo di confini mobili, di guerre e massacri, di lavoro duro e pioggia fine. Ai tempi di Napoleone non bastava una giornata di carrozza per andare da Lilla a Waterloo, oggi in auto ci si mette meno di un'ora e mezza. Senza alcun Napoleone a portata di mano, la Francia tennistica del novembre 2014 sceglie tuttavia ancora Lilla per dislocare sul terreno rosso la sua armata, stavolta del Sud poiché i generali sono un filiforme parigino di genitori caraibici, Gael Monfils, e un ragazzone di Le Mans di padre congolese, Jo-Wilfried Tsonga. La battaglia per la Davis durerà altri due giorni, ma i primi durissimi scontri danno segnali inequivocabili. Non scontato trascinatore della Svizzera è Stan Wawrinka, vincitore dell'ultimo Australian Open, anch'egli con una famiglia venuta da lontano, dalla mitteleuropa ceco-tedesca. L'uomo forte della Francia è invece Monfils. I loro match contro Tsonga e Roger Federer - che ha madre sudafricana, tanto per confermare che fa bene mischiare DNA molto lontani - sono stati a senso unico, nel senso che non sono mai stati in dubbio i risultati finali.

Wawrinka è trasformato rispetto al giocatore di prima dell'exploit di Melbourne in gennaio e al successo al Masters 1000 di Monte Carlo in aprile. Sicuro dell'efficacia dei suoi colpi migliori, il servizio e il rovescio, Stan domina il primo set, con qualche ingenuità lascia il secondo all'avversario ma non regala nemmeno un punto nel terzo e nel quarto. Tsonga tenta di reggere il confronto sul piano fisico e chiede a grandi gesti l'appoggio del pubblico di casa, assiepato nello stupefacente Stade Pierre Mauroy trasformato in un catino ribollente per 28 mila. Per dare il primo punto alla sua nazionale Stan non sembra avere bisogno neppure del folto e rumoroso gruppo di svizzeri in trasferta che credono nell'impresa, fornisce l'ennesima dimostrazione di meritare il quarto posto nel ranking ATP e chiude sul 6-1 3-6 6-3 6-2.

Monfils, numero 19 ATP, è tornato in questo finale di stagione ai livelli dei suoi anni migliori, tra il 2008 e il 2011, quelli della semifinale al Roland Garros, del quarto turno agli Australian Open, dei successi da Metz a Stoccolma. Opposto alla versione minore di Federer al suo primo match in una finale di Davis (domenica scorsa lo svizzero aveva rinunciato alla partita di chiusura delle Finals ATP a Londra a causa di una lesione ai muscoli della schiena, consegnando titolo e sterline a Novak Djokovic), il parigino sta attento a non avere cali di tensione dopo aver condotto senza pause né errori i primi due set e ottiene il quarto break del match al momento giusto del terzo set. Il suo 6-1 6-4 6-3 rimette subito in gara i francesi.

Il pareggio rende già decisivo il doppio di domani, che difficilmente vedrà in campo Chiudinelli e Lammer, i giocatori annunciati dal commissario rossocrociato Severin Luthi. Non è immaginabile che al fianco di Wawrinka scenda in campo Federer, perché comprometterebbe le residue possibilità di contrastare con qualche chance domenica Tsonga, anch'egli non in perfetta forma. E anche perché non si sono sopite le polemiche successive alla semifinale londinese di sabato scorso vinta da Federer con l'aiuto determinante della moglie (almeno secondo Wawrinka). Solo l'altro ieri il Daily Mail titolava così un paginone di analisi e pettegolezzi: "One person wears the trousers chez Federer, and it's not Roger!", ossia "Uno solo porta i pantaloni in casa Federer, e non è Roger".

Invece il coach francese Arnaud Clement punterà quasi di certo su Benneteau e Gasquet, in grado di reggere qualsiasi confronto. Quasi esattamente duecento anni dopo, potrebbe anche accadere che un nemico diviso e incerto favorisca l'Armata, come allora acquartierata a Lilla.
Twitter @claudiogiua