Monday's Net

Solo chi è umile e intelligente ha sempre un piano B

2 minuti di lettura
(Questo commento è dedicato a Fabio Fognini, perché ci ragioni sopra). Nella vita serve spesso un piano B. In politica, guerra, economia e sport, poi, i piani B diventano obbligatori, altrimenti ti ritrovi spiazzato: sono attività interattive che dipendono da quanto fanno i tuoi alleati ed avversari oltre che da quello che tu costruisci o distruggi. Il tennis non fa eccezione. Nella tarda serata australiana il numero 3 al mondo Rafael Nadal, in condizioni fisiche deplorevoli forse a causa delle terapie per il mal di schiena, ha mostrato al pubblico della Rod Laver Arena come di fronte a un giocatore impegnato nella partita della vita - l'americano Tim Smyczek, 27 anni, attualmente numero 112 del ranking ATP ma mai sceso sotto quota 70 - si debba fare professione di umiltà, lottare, rinunciare al proprio gioco scintillante per adeguarsi alla pressione, evitare a lungo colpi al limite per provarci solo quando le probabilità di ottenere il punto sono alte. Tanta pazienza, intelligenza e sapienza lo hanno premiato, come dimostrano la sequenza di punteggi (6-2 3-6 7-6 6-3 7-5) e la durata del match (4 ore e 11 minuti). Poiché Rafa ha prevalso nonostante il minor numero di vincenti (43 contro 64) e la sostanziale parità degli errori (53 contro 50), è evidente che è nei momenti decisivi che si è vista la differenza tra lui e il pur sorprendente Smyczek.

Anche Roger Federer ha sempre pronto un piano B. Quando nel pomeriggio, ovviamente sul veloce della Rod Laver Arena, tempio principale degli Australian Open, s'è reso conto che Simone Bolelli stava giocando un tennis di alto livello fatto di prevalenza da fondo campo, angoli strettissimi, potenza nel servizio e nel diritto a tutto braccio, ha cambiato registro aumentando la velocità di esecuzione e soprattutto la mobilità sulle gambe. Il bolognese di Budrio ha continuato invece a fare quanto eseguito perfettamente nel primo set, vinto per 6-3, ma con minore convinzione e senza capire che il piano B di Roger avrebbe avuto bisogno di qualcosa di diverso. Il seguito è stato una sorta di déjà vu per l'azzurro (con i Top Ten ha perso 34 volte su 34) in grado di esprimere un tennis tanto spettacolare quanto, alla fine, poco redditizio. Dedicando a ogni set una mezz'oretta, Federer ha chiuso sul 3-6 6-3 6-2 6-2 senza mai minimamente rischiare di veder compromesso il passaggio al terzo turno.

Un'altra che, con l'esperienza, adotta più frequentemente piani B è Sara Errani. Che è atterrata a Melbourne con la serenità di chi sa, avendo di fatto dovuto rinunciare alla preparazione invernale a causa di un malanno, di aver poco da perdere. Opposta alla poco fantasiosa ma coriacea spagnola Silvia Soler Espinosa, 27 anni, WTA 69, ha pagato sia nel primo che nel secondo set il ritardo di forma, perdendo prima il vantaggio già accumulato e poi trovandosi a rincorrere. Allora il piano B di Sara è stato quello che le riconosciamo come A: inutile puntare sugli errori dell'avversaria, massima concentrazione, meglio rischiare qualcosa sulla risposta al proprio servizio. Eccellente nell'ottenere sette punti consecutivi al tie-break (s'era trovata sotto 0-3), ha gestito con massima accuratezza il secondo set. Il risultato finale 7-6 6-3 la incoraggia, dato che la condizione fisica appare in ripresa e l'avversaria nei sedicesimi sarà la belga Yanina Wyckmayer, alla sua portata nonostante con lei abbia perso tre volte su cinque match.

Nulla posso dire del piano B, se mai oggi l'ha adottato, di Andreas Seppi, di cui non ho seguito il rotondo e confortante successo in quattro set (7-5 2-6 6-2 6-1) sul francese Jeremy Chardy, numero 29 del seeding degli Australian Open. Il sudtirolese sta ritrovando gli stimoli di esattamente due anni fa, quando s'installò sul diciottesimo gradino della classifica mondiale. Peccato che sulla strada si trovi ora Roger Federer.
Una che ancora non sa cosa sia un "piano B" è Camila Giorgi, che nella notte italiana affronterà Tereza Smitkova, di cui si dice un gran bene. La maceratese e il babbo coach non prevedono alternative al gioco sparato ed estremo. Speriamo che la ceca non lo sappia.
Twitter @claudiogiua