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I destini (non) incrociati di Venus e Camila

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Camila non aveva nemmeno tre anni quando Venus partecipò al suo primo torneo da professionista, ad Oakland sulla Baia di San Francisco, nell'autunno del 1994. Al secondo turno la più grande delle sorelle Williams affrontò Arantxa Sanchez Vicario. Raccontano che fu a tutti subito chiaro che quella ragazzina classe 1980 avrebbe avuto un grande futuro: non si va avanti di un set e un break con la numero 2 al mondo senza essere una fuoriclasse in erba. Alla fine perse, naturalmente, ma fu un esordio clamoroso.

Quando nel 2006 la piccola Giorgi partecipò al suo primo torneo junior importante in Italia  - quello primaverile di Santa Croce sull'Arno, tradizionale passerella di talenti - Venus aveva già vinto tre volte a Wimbledon e due a Flushing Meadows, oltre a essersi presa un Championships WTA (il torneo di fine stagione con le otto prime del ranking mondiale) e un'Olimpiade. Dal 2010, mentre Williams entrava nel periodo meno brillante con due anni - 2011 e 2013 - senza alcun titolo in singolare, Camila prima si faceva le ossa e i muscoli girando per mezzo mondo, poi tentava la sfida degli Slam, con la clamorosa sequenza di vittorie a Wimbledon 2012: qualificazioni, Pennetta, Tatisvili, Petrova. La fermò solo Agnieszka Radwanska, testa di serie numero 3, negli ottavi di finale. A metà luglio entrò tra le Top 100.

Venus riemerse dal lungo oblìo l'anno scorso con una serie di ottimi risultati, dalla finale di Auckland persa contro Ana Ivanovic alla vittoria a Doha su Alizé Cornet. Il percorso più entusiasmante dell'anno fu a Montreal, il "Masters 1000 femminile" canadese, dove in semifinale sconfisse Serena e in finale s'arrese alla polacca snodabile Radwanska. La sua stagione 2015 è iniziata come meglio non si sarebbe potuto, con il successo finale a Auckland su Caroline Wozniacki (2-6 6-3 6-3). Nella cosiddetta Live Ranking WTA (la classifica aggiornata giorno dopo giorno), Venus è oggi la numero 13, davanti a Flavia Pennetta e due gradini sotto Sara Errani.

Dopo la clamorosa estate 2012, la carriera Camila ebbe alti e bassi ma con un evidente trend di crescita. L'anno scorso disputò due finali WTA, a Katowice e Linz, perdendole entrambe. Ma nei grandi tornei si tolse parecchie soddisfazioni battendo Top Ten come Maria Sharapova a Indian Wells, Dominika Cibulkova a Roma, Viki Azarenka (acciaccata) a Eastbourne. L'attuale stagione l'ha vista partire con il freno tirato nei tornei agli antipodi per un banale problema fisico. Nel Live Ranking WTA è la numero 32.

Oggi a Melbourne, secondo turno, Venus ha sconfitto sulla Margaret Court Arena la giovane americana Lauren Davis, 21 anni, ATP 53. Match mai in bilico, durato appena più di un'ora e un quarto, durante il quale ho ammirato Williams prima faticare a carburare e poi dimostrare di essere al massimo della forma possibile a quasi 35 anni. Implacabile sugli errori dell'avversaria, quand'è riuscita a mettere i piedi in campo ha fiondato incrociati imprendibili per chiunque. Figurarsi per Davis, sempre più confusa sul da farsi. È finita 6-2 6-3.

Appena più sofferta la vittoria di Camila con Tereza Smitkova, WTA 68, classe 1994. Il primo set (6-1) è stata una esibizione di forza, con cinque game game consecutivi che hanno tramortito la ceca. Un festival di palle forzate e un incontrastato dominio psicotattico. Determinante la riduzione dei doppi falli, il cui eccesso aveva fatto accendere un segnale d'allarme nel match d'esordio con Flavia Pennetta. Efficace al servizio, spesso oltre i 180 all'ora, non ha mai dato la chance a Smitkova di riprendersi. Stessa storia nel secondo set (6-4) nonostante un calo di tensione che ha comportato lo spreco di tre match point prima del giusto applauso finale del folto pubblico della Court 6.

Due storie tanto diverse, quelle di Venus e Camila, da non essersi mai incrociate. Il loro confronto per accedere al quarto turno degli Open rappresenterà un inedito. Tutti i maggiori bookmaker danno la grande americana strafavorita. Ma la piccola italiana (è alta 1.68, la tv e gli abitini confezionati dalla mamma stilista ingannano...) è capace di notevoli imprese.
Twitter @claudiogiua