Andreas a testa alta, Kyrgios si conferma fenomeno
A quasi trentun'anni Andreas Seppi ha tentato di diventare il "vecchio uomo nuovo del tennis", quello che nel circuito chiunque deve temere per l'esperienza accoppiata alla freschezza atletica. È arrivato a un passo dallo riuscirci al dodicesimo game del quarto set quando ha avuto un match point e l'ha fallito. Ha poi perso al quinto set (5-7 4-6 6-3 7-6 8-6 in tre ore e 32 minuti) contro l'uomo nuovo tout court, l'australiano Nick Kyrgios, ma esce dallo Slam degli antipodi a testa alta, consapevole di aver raggiunto una condizione psicofisica straordinaria. E senza rimpianti. Tanto per avere un termine di paragone: nell'era Open il giovane Kyrgios è il secondo under 20 a raggiungere due quarti di finale negli Slam (la sua volta precedente fu a Wimbledon l'anno scorso). Prima di lui c'era riuscito Roger Federer.
Se il quarto turno di Melbourne non promuove l'italiano tra gli otto giocatori più forti del mondo, lo conferma però tra quanti in questa …
Se il quarto turno di Melbourne non promuove l'italiano tra gli otto giocatori più forti del mondo, lo conferma però tra quanti in questa …
A quasi trentun'anni Andreas Seppi ha tentato di diventare il "vecchio uomo nuovo del tennis", quello che nel circuito chiunque deve temere per l'esperienza accoppiata alla freschezza atletica. È arrivato a un passo dallo riuscirci al dodicesimo game del quarto set quando ha avuto un match point e l'ha fallito. Ha poi perso al quinto set (5-7 4-6 6-3 7-6 8-6 in tre ore e 32 minuti) contro l'uomo nuovo tout court, l'australiano Nick Kyrgios, ma esce dallo Slam degli antipodi a testa alta, consapevole di aver raggiunto una condizione psicofisica straordinaria. E senza rimpianti. Tanto per avere un termine di paragone: nell'era Open il giovane Kyrgios è il secondo under 20 a raggiungere due quarti di finale negli Slam (la sua volta precedente fu a Wimbledon l'anno scorso). Prima di lui c'era riuscito Roger Federer.
Se il quarto turno di Melbourne non promuove l'italiano tra gli otto giocatori più forti del mondo, lo conferma però tra quanti in questa stagione potrebbero essere più volte protagonisti. Anche oggi ha giocato con attenzione e misura, mettendo a segno più vincenti del debordante avversario. Rispetto al match di due giorni con Roger Federer non ha granché cambiato strategia, tenendo il più possibile il centro del campo e non arretrando mai dalla linea di fondo. Mi è sembrato solo un po' meno efficace sui passanti lungolinea, anche perché Kyrgios ha gambe e fiato che gli consentono di arrivare dove vuole.
Nei primi due set il sudtirolese di Bordighera mantiene tutta intera la concentrazione dei tre vittoriosi turni precedenti contro Istomin, Chardy e Federer, prendendosi il break alla prima occasione (rispettivamente sul 5 pari e sul 3 pari) per poi andare a chiudere. Nel corso della partita ma soprattuto per le prime due ore l'espressione di Corrado Barazzutti, seduto alle spalle del coach Max Sartori, la dice tutta: con questo Seppi possiamo di nuovo puntare alla semifinale di Davis. Ancora più soddisfatto appare Sergio Palmieri, gran patron degli Internazionali, che calcola quanti biglietti in prevendita possa portare un italiano così competitivo in tabellone.
A Nick Kyrgios, vent'anni da compiere in aprile e tutta la Hisense Arena a sostenerlo, basta il break ottenuto in apertura per prendere il largo nel terzo set di una partita impostata sull'altissima efficienza del servizio di entrambi. Aveva peraltro avvertito l'azzurro prima del match: "È un avversario difficile che serve benissimo anche grazie all'altezza". Quasi che i suoi 3 centimetri in meno (1,90 contro 1,93) potessero fare la differenza: resta il fatto che alla fine della partita gli ace del beniamino di casa saranno 25 e quelli di Andreas "solo" 23.
Il quarto set è equilibratissimo, con entrambi che mantengono il servizio fino al tie break. Andreas lo perde d'un niente (5-7) dopo aver avuto - come detto - la chance di chiudere il match al game precedente. Contrariamente a chi ha visto la partita con me, credo che il retropensiero di quella risposta finita fuori di centimetri lo abbia poi condizionato non poco.
Il quinto set vede per la prima volta entrati entrambi i giocatori lasciare un turno di servizio: sotto 0-3, tocca a Seppi inseguire e recuperare lo svantaggio al settimo gioco. Il break decisivo arriva sul 7-6 per Kyrgios, quando Andreas m'appare per la prima volta davvero stanco. Gli oltre undici anni di differenza pesano, alla fin fine. Forse.
A questo punto del torneo tutto è possibile, perfino che questi diventino gli Open del fenomeno greco-malese-australiano. Che, è giusto dirlo, ha un atteggiamento chiassoso e arrogante in campo che, spero, si mitigherà con il tempo. Voglio comunque esserci il giorno in cui Nick Kyrgios e Fabio Fognini si affronteranno su un campo in giro per il mondo. Sarà interessante vedere il talentuoso ragazzo chiedere la tecnoprova di Dio al primo servizio del primo game (è successo oggi: peraltro l'awkeye gli ha dato ragione) contro il bravo figliolo di Arma di Taggia che sul rettangolo si trasforma in un rissoso camallo tanto da prendersela per mezz'ora con un raccattapalle. Esuberanze verbali ed eccessi caratteriali a confronto, a dare più pepe a un match a naturale alta qualità tennistica. Ma, se capiterà, saremo in tanti a contare quante racchette finiranno in pezzi.
Twitter @claudiogiua
Se il quarto turno di Melbourne non promuove l'italiano tra gli otto giocatori più forti del mondo, lo conferma però tra quanti in questa stagione potrebbero essere più volte protagonisti. Anche oggi ha giocato con attenzione e misura, mettendo a segno più vincenti del debordante avversario. Rispetto al match di due giorni con Roger Federer non ha granché cambiato strategia, tenendo il più possibile il centro del campo e non arretrando mai dalla linea di fondo. Mi è sembrato solo un po' meno efficace sui passanti lungolinea, anche perché Kyrgios ha gambe e fiato che gli consentono di arrivare dove vuole.
Nei primi due set il sudtirolese di Bordighera mantiene tutta intera la concentrazione dei tre vittoriosi turni precedenti contro Istomin, Chardy e Federer, prendendosi il break alla prima occasione (rispettivamente sul 5 pari e sul 3 pari) per poi andare a chiudere. Nel corso della partita ma soprattuto per le prime due ore l'espressione di Corrado Barazzutti, seduto alle spalle del coach Max Sartori, la dice tutta: con questo Seppi possiamo di nuovo puntare alla semifinale di Davis. Ancora più soddisfatto appare Sergio Palmieri, gran patron degli Internazionali, che calcola quanti biglietti in prevendita possa portare un italiano così competitivo in tabellone.
A Nick Kyrgios, vent'anni da compiere in aprile e tutta la Hisense Arena a sostenerlo, basta il break ottenuto in apertura per prendere il largo nel terzo set di una partita impostata sull'altissima efficienza del servizio di entrambi. Aveva peraltro avvertito l'azzurro prima del match: "È un avversario difficile che serve benissimo anche grazie all'altezza". Quasi che i suoi 3 centimetri in meno (1,90 contro 1,93) potessero fare la differenza: resta il fatto che alla fine della partita gli ace del beniamino di casa saranno 25 e quelli di Andreas "solo" 23.
Il quarto set è equilibratissimo, con entrambi che mantengono il servizio fino al tie break. Andreas lo perde d'un niente (5-7) dopo aver avuto - come detto - la chance di chiudere il match al game precedente. Contrariamente a chi ha visto la partita con me, credo che il retropensiero di quella risposta finita fuori di centimetri lo abbia poi condizionato non poco.
Il quinto set vede per la prima volta entrati entrambi i giocatori lasciare un turno di servizio: sotto 0-3, tocca a Seppi inseguire e recuperare lo svantaggio al settimo gioco. Il break decisivo arriva sul 7-6 per Kyrgios, quando Andreas m'appare per la prima volta davvero stanco. Gli oltre undici anni di differenza pesano, alla fin fine. Forse.
A questo punto del torneo tutto è possibile, perfino che questi diventino gli Open del fenomeno greco-malese-australiano. Che, è giusto dirlo, ha un atteggiamento chiassoso e arrogante in campo che, spero, si mitigherà con il tempo. Voglio comunque esserci il giorno in cui Nick Kyrgios e Fabio Fognini si affronteranno su un campo in giro per il mondo. Sarà interessante vedere il talentuoso ragazzo chiedere la tecnoprova di Dio al primo servizio del primo game (è successo oggi: peraltro l'awkeye gli ha dato ragione) contro il bravo figliolo di Arma di Taggia che sul rettangolo si trasforma in un rissoso camallo tanto da prendersela per mezz'ora con un raccattapalle. Esuberanze verbali ed eccessi caratteriali a confronto, a dare più pepe a un match a naturale alta qualità tennistica. Ma, se capiterà, saremo in tanti a contare quante racchette finiranno in pezzi.
Twitter @claudiogiua