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Il ritorno delle ragazze azzurre che riprovano a essere vincenti

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Benedette ragazze. Non letteralmente, visto che Papa Francesco due settimane fa ha benedetto maestri e coach - compreso il più citato di tutti, Nick Bollettieri - ma non i giocatori e i giocatrici degli Internazionali, che non c'erano all'udienza in Vaticano. Benedette perché alla fine non tradiscono la fiducia. Dopo quattro mesi avari di risultati da incorniciare - le eccezioni sono state la vittoria di Sara Errani a Rio de Janeiro e la finale di Camila Giorgi a Katowice - le ragazze del tennis tornano infatti a sentirsi vincenti.

Ieri una piccola apoteosi azzurra a Norimberga, dove Roberta Vinci è stata sconfitta in finale 7-6 4-6 6-1 da Karin Knapp, già apparsa in ottime condizioni a Roma tanto da arrivare a un passo dall'eliminazione di Petra Kvitova al secondo turno. È stata la decima finale WTA tutta italiana nell'era Open: che mi ricordi, la volta precedente fu a Palermo nel 2013, quando Sara fu sconfitta in finale proprio da Roberta. Fu, allora, vero scontro fratricida perché le due erano inseparabili. La sudtirolese, che al Roland Garros troverà al primo turno la testa di serie numero 4 Caroline Wozniacki, aveva già vinto un torneo WTA l'anno scorso sul cemento di Tashkent. La tarantina non è riuscita a ottenere il decimo trofeo in carriera ma ha dato prova soprattutto a se stessa di poter gareggiare a Parigi senza condizionamenti: sia per il singolare (domani contro la francese Alizé Cornet), sia per il doppio, dove sarà in coppia con Karin.

Oggi doppia altra piccola soddisfazione grazie alle due sole italiane in campo nella giornata di apertura dello Slam sulla terra rossa, Camila Giorgi e Flavia Pennetta.

Charlotte, la figlia di Tatjana Malek e del suo coach Charles-Édouard Maria, che ha sposato nel 2013, ha un anno e mezzo. Farà in tempo a vedere e ricordare la mamma, che ha 27 anni, in gara nei tornei più importanti in giro per il mondo. La tedesca, oggi numero 75 nel mondo, è una coriacea combattente che Charles-Édouard, francese ex professionista senza cursus honorum (fu circa 400 al mondo quindici anni fa, ma ho letto da qualche parte che, a non sindacabile giudizio del circo femminile, valeva la Top Five dei più affascinanti giocatori), sta cercando di portare ai vertici del tennis dopo gli eccellenti risultati nel circuito ITF d'inizio carriera. Per oggi le sue ambizioni e quelle del marito devono essere riposte. Camila Giorgi pena infatti non poco ma alla fine ha ragione (7-5 6-3) della signora Tatjana Maria, come ha deciso d'essere chiamata. Match "alla Giorgi", ovviamente, con la marchigian-argentina che aspetta i servizi dell'avversaria un metro e mezzo dentro il campo, che forza il ritmo dello scambio, che stenta talvolta al servizio (8 i doppi falli) ma che può essere devastante con i vincenti sia di diritto sia di rovescio (46 contro 8 a fine incontro). Nel primo set la tedesca, che per alcuni versi ricorda Roberta Vinci, tenta di arginare l'assedio di pallate usando il rovescio a una mano in back. Scelta corretta e quasi efficace fino al 5 pari, anche a causa degli errori di Camila. Il secondo set non ha invece storia. Per la numero 4 azzurra e 37 WTA, l'avversaria al secondo turno sarà molto più impegnativa: la spagnola Garbine Muguruza, numero 21 del ranking mondiale, oggi vittoriosa sulla croata Petra Martic per 6-2 7-5.

Flavia Pennetta se l'è vista con Magda Linette, 23 anni, ultima nella Top 100 del ranking WTA di una settimana fa, livello al quale sono finora approdate solo nove polacche in trent'anni. Una ragazza che cinque anni fa era considerata tra le più promettenti del circuito giovanile, poi costretta a un'infinita gavetta di tornei ITF in tutto il mondo e rare apparizione nella serie A del tennis. Sconfitta da Camila in tre set (6-7 6-2 6-3) poche settimane fa a Katowice, oggi Linette ripete l'exploit di conquistare un set con la nostra numero 2. Nel primo set, avanti per 4-0, Flavia si fa rimontare fino al 4-3 prima di accelerare e chiudere. Lascia invece il secondo set alla polacca, vittima di un obnubilamento tecnico-nervoso dopo essere stata in vantaggio per 5-3 con il servizio a disposizione. Per fortuna il terzo set è un assolo forse anche grazie all'arrivo in tribuna di Corrado Barazzutti, mentore di tutte le italiane. Finisce 6-3 5-7 6-1 dopo due ore di battaglia dove a decidere sono i troppi errori di Magda e il rischio viene poi individuato da Flavia nel "braccino nel secondo set", come ammette in conferenza stampa. Accade lo stesso ogni giorno in un qualsiasi torneo sociale. L'importante, comunque, è l'approdo al secondo turno, dove l'attende un'avversaria del peso della slovacca Magdalena Rybarikova, WTA 57.
Twitter @claudiogiua