Cielo coperto, minaccia di pioggia serale, quindici gradi scarsi. Hanno sfoggiato maglioni, giubbotti imbottiti, poi perfino coperte gli spettatori assiepati sugli spalti della Center Court del German Open Hamburg, ultimo grande torneo dell'anno sulla terra rossa, classificato Masters 1000 fino al 2009 ma poi dimezzato a favore di Madrid per volontà sonante del potentissimo Ion Tiriac. Da quassù, dalla foce dell'Elba, il caldo italoafricano appare un miraggio. In queste condizioni meteo tennisticamente ottimali ieri Fabio Fognini ha sconfitto lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas in tre set (6-3 6-7 6-4), oggi Andreas Seppi ha faticato appena un po' (4-6 6-2 6-3) per eliminare il tedesco Florian Mayer, nel 2011 numero 18 del ranking ATP e ora 261 per colpa di un infortunio che l'ha fermato per quasi un anno, mentre Simone Bolelli ha avuto davvero paura contro Jaume Munar, classe 1997, maiorchino come Nadal, finalista al Roland Garros Junior 2014, appena approdato tra i Top 500 avendo battuto per ritiro all'esordio in torneo ATP il connazionale Guillermo Garcia-Lopez. E' finita 6-1 6-7 6-4, ma per l'azzurro il secondo set è stato come attraversare il bicicletta piazza Venezia a Roma (un calvario) e il terzo come un giro in moto per una qualsiasi via del centro della capitale (il pericolo è il mio mestiere).
Capita così che tre degli otto giocatori nei quarti di finale dell'ATP 500 anseatico siano italiani e che certamente almeno uno di loro - Seppi o Bolelli - arriverà in semifinale: dove il vincitore tra il sudtirolese e il bolognese sfiderà verosimilmente Rafael Nadal, opposto domani nel suo quarto all'uruguaiano Pablo Cuevas, che nell'ultimo anno ha disputato quattro finali sulla terra rossa, delle quali tre vinte.
E' un risultato confortante in vista della stagione estiva americana sul cemento e, soprattutto, a meno di due mesi dal play-off di Coppa Davis, con l'Italia in trasferta in Russia. L'ultima volta che un trio maschile azzurro approdò ai quarti di un torneo ATP di livello (ma era un 250) fu nel 2011 a Umago. Anche allora ci fu un derby, con Fognini che battè Potito Starace 3-6 6-3 6-1. Seppi fu invece facilmente regolato da Marin Cilic (6-1 6-3). Le statistiche rivelano che nell'era Open tre o più italiani maschi hanno fatto contemporaneamente tanta strada nei tornei 17 volte, ma si trattava per lo più di eventi casalinghi o comunque minori, come San Marino 1995 e Palermo 2005 negli ultimi vent'anni.
Il match di Seppi non è stato una passeggiata. Ha patito nel primo set l'inattesa freschezza atletica di Florian Mayer, in grado di impressionanti recuperi, preciso, efficace al servizio (11 ace contro i 5 dell'italiano) e sostenuto all'unisono dal pubblico di casa. Il primo set è andato al tedesco in forza del gioco imperniato sulla difesa e sul contenimento delle folate offensive di Andreas, che non è riuscito a recuperare il break subito più per colpa propria che per merito dell'avversario. E' tuttavia bastato un leggero calo fisico di Mayer per consentire all'attuale numero 1 d'Italia e 25 del mondo di prendere le redini del gioco nel secondo e nel terzo set e di non lasciarle più.
Avrei giurato sarebbe stata senza storia la partita di Bolelli, che da stasera è virtualmente numero 59 al mondo, contro il ragazzino spagnolo. L'ultima delle mie previsioni sbagliate. Dotato di un eccellente servizio, di un rovescio di tutto rispetto e di un diritto sempre ben piazzato, mobilissimo, Munar ha fatto in fretta a capire come si deve impostare il duello con un Top 100: la forza e l'aggressività vanno finalizzate al punteggio, non all'esecuzione di colpi spettacolari. Se il primo set è durato 23 minuti senza che quasi Munar toccasse palla, il secondo set è stata una battaglia vera, con un tasso d'errore dello spagnolo ridotto ai minimi termini. Informato di quanto stava accadendo in campo, perfino Nadal ha ritenuto di dover spendere parte della serata per seguire dagli spalti la performance di Jaume. Sotto 5-6, Bolelli ha prima rischiato di cedere il servizio in occasione di due set point miracolosamente salvati, poi nel tie break un paio di errori madornali sotto rete l'ha condannato a disputare il terzo set. Solo il mestiere e un calo di tensione nel game decisivo hanno permesso a Simone di evitare una sconfitta che forse sarebbe stata ricordata come quella della nascita di un nuovo protagonista del grande tennis.
Andreas e Simone sono in buona forma, ma l'altoatesino è senz'altro più concentrato. E' lui a cercare con maggiore determinazione un risultato che lo conforti alla vigilia del lungo agosto nordamericano con i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e lo Slam di New York. Chiunque dei due dovesse prevalere domani, non partirà comunque sconfitto in semifinale contro Nadal (sempre che Cuevas non sovverta il pronostico), anche oggi incerto contro il giovane ceco Jiri Vesely, battuto 6-4 7-6.
Fabio Fognini, ora ufficiosamente 30 ATP e vincitore qui nel 2013, ha ottime chance di raggiungere la semifinale. Il suo avversario di domani sarà lo sloveno da pochi mesi naturalizzato britannico Aljaz Bedene, mai così avanti nel ranking ATP: da lunedì prossimo sarà almeno numero 56. Ma se manterrà calma e sangue freddo, per il ligure non dovrebbe essere difficile passare il turno.
Twitter @claudiogiua
Capita così che tre degli otto giocatori nei quarti di finale dell'ATP 500 anseatico siano italiani e che certamente almeno uno di loro - Seppi o Bolelli - arriverà in semifinale: dove il vincitore tra il sudtirolese e il bolognese sfiderà verosimilmente Rafael Nadal, opposto domani nel suo quarto all'uruguaiano Pablo Cuevas, che nell'ultimo anno ha disputato quattro finali sulla terra rossa, delle quali tre vinte.
E' un risultato confortante in vista della stagione estiva americana sul cemento e, soprattutto, a meno di due mesi dal play-off di Coppa Davis, con l'Italia in trasferta in Russia. L'ultima volta che un trio maschile azzurro approdò ai quarti di un torneo ATP di livello (ma era un 250) fu nel 2011 a Umago. Anche allora ci fu un derby, con Fognini che battè Potito Starace 3-6 6-3 6-1. Seppi fu invece facilmente regolato da Marin Cilic (6-1 6-3). Le statistiche rivelano che nell'era Open tre o più italiani maschi hanno fatto contemporaneamente tanta strada nei tornei 17 volte, ma si trattava per lo più di eventi casalinghi o comunque minori, come San Marino 1995 e Palermo 2005 negli ultimi vent'anni.
Il match di Seppi non è stato una passeggiata. Ha patito nel primo set l'inattesa freschezza atletica di Florian Mayer, in grado di impressionanti recuperi, preciso, efficace al servizio (11 ace contro i 5 dell'italiano) e sostenuto all'unisono dal pubblico di casa. Il primo set è andato al tedesco in forza del gioco imperniato sulla difesa e sul contenimento delle folate offensive di Andreas, che non è riuscito a recuperare il break subito più per colpa propria che per merito dell'avversario. E' tuttavia bastato un leggero calo fisico di Mayer per consentire all'attuale numero 1 d'Italia e 25 del mondo di prendere le redini del gioco nel secondo e nel terzo set e di non lasciarle più.
Avrei giurato sarebbe stata senza storia la partita di Bolelli, che da stasera è virtualmente numero 59 al mondo, contro il ragazzino spagnolo. L'ultima delle mie previsioni sbagliate. Dotato di un eccellente servizio, di un rovescio di tutto rispetto e di un diritto sempre ben piazzato, mobilissimo, Munar ha fatto in fretta a capire come si deve impostare il duello con un Top 100: la forza e l'aggressività vanno finalizzate al punteggio, non all'esecuzione di colpi spettacolari. Se il primo set è durato 23 minuti senza che quasi Munar toccasse palla, il secondo set è stata una battaglia vera, con un tasso d'errore dello spagnolo ridotto ai minimi termini. Informato di quanto stava accadendo in campo, perfino Nadal ha ritenuto di dover spendere parte della serata per seguire dagli spalti la performance di Jaume. Sotto 5-6, Bolelli ha prima rischiato di cedere il servizio in occasione di due set point miracolosamente salvati, poi nel tie break un paio di errori madornali sotto rete l'ha condannato a disputare il terzo set. Solo il mestiere e un calo di tensione nel game decisivo hanno permesso a Simone di evitare una sconfitta che forse sarebbe stata ricordata come quella della nascita di un nuovo protagonista del grande tennis.
Andreas e Simone sono in buona forma, ma l'altoatesino è senz'altro più concentrato. E' lui a cercare con maggiore determinazione un risultato che lo conforti alla vigilia del lungo agosto nordamericano con i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e lo Slam di New York. Chiunque dei due dovesse prevalere domani, non partirà comunque sconfitto in semifinale contro Nadal (sempre che Cuevas non sovverta il pronostico), anche oggi incerto contro il giovane ceco Jiri Vesely, battuto 6-4 7-6.
Fabio Fognini, ora ufficiosamente 30 ATP e vincitore qui nel 2013, ha ottime chance di raggiungere la semifinale. Il suo avversario di domani sarà lo sloveno da pochi mesi naturalizzato britannico Aljaz Bedene, mai così avanti nel ranking ATP: da lunedì prossimo sarà almeno numero 56. Ma se manterrà calma e sangue freddo, per il ligure non dovrebbe essere difficile passare il turno.
Twitter @claudiogiua