Se Genova per noi è un lampo giallo al parabris o stocchi d'erbaspada penduli da un ciglione sul delirio del mare, Marsiglia è il posto dei duri, dei marinai perduti e del casino totale. Perfino le ragazze della nazionale azzurra sanno chi è Paolo Conte, astigiano che ha cantato Genova e gliel'ha cantate ai francesi che s'incazzano e le palle ancor gli girano. Serve però un buon liceo nel curriculum per prendere seppur fugacemente contatto con Eugenio Montale, Nobel genovese al quale il tennis piaceva talmente da scrivere: "...di sport non so nulla, ma potendo vivere una seconda vita come sportivo, credo che avrei privilegiato il tennis, perché ha quel fascino, quell'eleganza, quelle movenze tipiche della danza". E, per me, i duri marsigliesi dello spezzino Giancarlo Fusco, che fu giornalista, scrittore di larga ed effimera popolarità, fanno il paio con i marinai perduti di Jean-Claude Izzo, che con i suoi noir mediterranei ritrasse splendidamente la città francese nella fase difficile tra gli anni '80 e '90.
Musica e letteratura, sport e parole, Genova e Marsiglia. Lungo la costa che separa le due capitali del mare ci sono luoghi significativi del tennis, come Alassio con il glorioso Hanbury Tennis Club, Bordighera con il primo circolo d'Italia, Nizza con i suoi tornei e campioni. Esattamente un anno fa, a Genova le italiane di Fed Cup persero clamorosamente per 2-3 dopo essere state avanti per 2-0 al termine della prima giornata. Tentano da domani di rifarsi a Marsiglia, in casa delle avversarie, che sono di nuovo Kristina Mladenovic e Caroline Garcia, artefici dell'impresa genovese, più due forti comprimarie, Pauline Parmentier e Oceane Dodin. Mancano le due più deludenti di allora: Roberta Vinci, che fu per l'ultima volta in campo al fianco di Sara Errani, e la nizzarda Alizè Cornet, sconfitta il sabato da Camila Giorgi e poi non schierata la domenica dalla capitana francese Amelie Mauresmo.
Ci sono altre protagoniste tra le azzurre, oltre a Sara e Camila. Domenica in doppio potrebbe tornare in scena, dopo anni, Francesca Schiavone, 35 anni, che ha il merito di aver aperto con la prima Fed Cup conquistata e poi con la vittoria al Roland Garros 2010 la serie migliore di tutta la storia del tennis italiano. E ha qualche chance di farsi conoscere dal grande pubblico anche Martina Calegaro, aostana ora accasata a Viterbo, che a 23 anni sembra in grado di superare i problemi fisici e psicologici che l'hanno a lungo tenuta lontana dalle Top 100.
Tutto il movimento del tennis femminile azzurro ha bisogno di questa vittoria in terra straniera. Ne trarrebbero giovamento soprattutto i tecnici federali, che per ora non riescono a individuare tra le ragazze nate dopo il 1995 quelle che dovranno sostituire Flavia Pennetta, che ha già detto addio ai campi da gioco, e tra breve Francesca e Roberta. È sbottato ieri Corrado Barazzutti: "Ripartiamo da zero. La squadra è di grande esperienza e l'esordiente, la Caregaro, è molto forte. Andiamo ad affrontare un team determinato e competitivo. Per vincere dovremo giocare bene, possibilmente meglio delle nostre avversarie“. Jacques II de Chabannes de La Palice, che ho sempre conosciuto come Lapalisse (grazie, Wikipedia), non avrebbe saputo dirlo meglio.
Musica e letteratura, sport e parole, Genova e Marsiglia. Lungo la costa che separa le due capitali del mare ci sono luoghi significativi del tennis, come Alassio con il glorioso Hanbury Tennis Club, Bordighera con il primo circolo d'Italia, Nizza con i suoi tornei e campioni. Esattamente un anno fa, a Genova le italiane di Fed Cup persero clamorosamente per 2-3 dopo essere state avanti per 2-0 al termine della prima giornata. Tentano da domani di rifarsi a Marsiglia, in casa delle avversarie, che sono di nuovo Kristina Mladenovic e Caroline Garcia, artefici dell'impresa genovese, più due forti comprimarie, Pauline Parmentier e Oceane Dodin. Mancano le due più deludenti di allora: Roberta Vinci, che fu per l'ultima volta in campo al fianco di Sara Errani, e la nizzarda Alizè Cornet, sconfitta il sabato da Camila Giorgi e poi non schierata la domenica dalla capitana francese Amelie Mauresmo.
Ci sono altre protagoniste tra le azzurre, oltre a Sara e Camila. Domenica in doppio potrebbe tornare in scena, dopo anni, Francesca Schiavone, 35 anni, che ha il merito di aver aperto con la prima Fed Cup conquistata e poi con la vittoria al Roland Garros 2010 la serie migliore di tutta la storia del tennis italiano. E ha qualche chance di farsi conoscere dal grande pubblico anche Martina Calegaro, aostana ora accasata a Viterbo, che a 23 anni sembra in grado di superare i problemi fisici e psicologici che l'hanno a lungo tenuta lontana dalle Top 100.
Tutto il movimento del tennis femminile azzurro ha bisogno di questa vittoria in terra straniera. Ne trarrebbero giovamento soprattutto i tecnici federali, che per ora non riescono a individuare tra le ragazze nate dopo il 1995 quelle che dovranno sostituire Flavia Pennetta, che ha già detto addio ai campi da gioco, e tra breve Francesca e Roberta. È sbottato ieri Corrado Barazzutti: "Ripartiamo da zero. La squadra è di grande esperienza e l'esordiente, la Caregaro, è molto forte. Andiamo ad affrontare un team determinato e competitivo. Per vincere dovremo giocare bene, possibilmente meglio delle nostre avversarie“. Jacques II de Chabannes de La Palice, che ho sempre conosciuto come Lapalisse (grazie, Wikipedia), non avrebbe saputo dirlo meglio.