La scorsa settimana le prove generali erano andate benone: finale e poi titolo di doppio a Dubai ai danni dei forti spagnoli Feliciano Lopez e Marc Lopez (6-2 3-6 14-12). Alla vigilia del torneo, Corrado Barazzutti aveva parlato con Simone Bolelli e Andreas Seppi, raccomandando ad entrambi di non prendere sottogamba l'inatteso impegno di coppia nei Dubai Duty Free Tennis Championships. Diceva il Capitano azzurro: per voi è il perfetto allenamento in vista della Coppa Davis contro la Svizzera. Per Pesaro, infatti, era già certa l'assenza di Fabio Fognini, reduce dal non banale strappo degli addominali obliqui rimediato a Rio de Janeiro e altrimenti inamovibile titolare del doppio. Il bolognese e il sudtirolese avevano preso il suggerimento del capitano azzurro talmente sul serio da giocare a Dubai turni pressoché perfetti e intascare così i 150mila euro riservati ai vincitori. Insomma, il consiglio s'era rivelato agonisticamente giusto ed economicamente vantaggioso.
Oggi nell'Adriatic Arena pesarese l'affiatata coppia Bolelli-Seppi macina eccellente gioco e ottiene senza penare il terzo e definitivo punto della vittoria ai danni degli svizzeri, che quando non dispongono di Federer e Wawrinka si trasformano in una forza minore del tennis. Marco Chiudinelli e Henri Laaksonen, onesti pedalatori rossocrociati schierati ieri nei singolari e oggi nel doppio, non danno mai la sensazione di poter entrare in partita, tant'è ampio il divario tecnico. Simone e Andreas sbagliano pochissimo e mostrano un'intesa che sembra corroborata da una familiarità agonistica che invece non hanno avuto modo di sviluppare né di mettere a punto. Finisce 6-3 6-1 6-3 in un'ora e tre quarti.
Visto l'andamento del doppio e, in parte, del secondo match di ieri tra Seppi e Laaksonen, appare evidente che l'Italia è la prima nazionale del World Group a qualificarsi per i quarti di finale grazie a due passaggi del match di ieri tra Paolo Lorenzi e Marco Chiudinelli: il lunghissimo tie break del primo set e la rimonta da 2-5 a 7-5 nel quinto set, con i tre consecutivi match point annullati allo svizzero. Di fatto, un successo strappato grazie alla non comune tenuta nervosa del senese di origine romana. Non sono episodi marginali, Né, come dimostrato dal fatto che la squadra di Barazzutti centra l'obiettivo dei quarti di finale per la terza volta in quattro anni, è un caso la sua presenza tra le migliori otto nazionali dopo un'assenza durata undici anni. E poiché in luglio probabilmente l'Italia dovrà scontrarsi con l'Argentina (che stasera è avanti per 2-1 contro la Polonia, decisivi i singolari di domani che vedono Mayer e Pella favoriti su Przysiezny, 318 ATP, e Hurkacz, 602), una seconda semifinale dopo quella di Ginevra 2014 sembra alla portata di Seppi, Bolelli, Fognini e Lorenzi, che possono avere ottimi rincalzi in Cecchinato e Vanni. I sudamericani non appaiono, nella formazione attuale con Carlos Berlocq, Leonardo Mayer, Guido Pella e Renzo Olivo, particolarmente minacciosi. Anche se il rientro nel circuito di Juan Martin Del Potro potrebbe cambiare il peso delle forze in campo. Mentre su futuro degli azzurri pesa l'infortunio di Fognini, che non va sottovalutato. Il ligure resterà fermo ancora parecchie settimane, anche se la sua speranza è di tornare in campo almeno agli Internazionali BNL d'Italia d'inizio maggio e, poi, nell'impegno di Davis che precede la semifinale. Vedremo.
Alla maturità della nazionale maschile fa purtroppo da contrappeso il calo di competitività di quella femminile, che il mese scorso è stata eliminata dalla Francia per il secondo anno consecutivo. Quasi un ribaltamento di ruoli che corrisponde alle differenti potenzialità dei vivai giovanili: molti i maschi in crescita, poche le ragazze. Gli sforzi della Federazione devono dunque concentrarsi sulle potenziali nuove Pennetta, Errani, Schiavone e Vinci. Vanno cercate e incoraggiate.
Twitter @claudiogiua
Oggi nell'Adriatic Arena pesarese l'affiatata coppia Bolelli-Seppi macina eccellente gioco e ottiene senza penare il terzo e definitivo punto della vittoria ai danni degli svizzeri, che quando non dispongono di Federer e Wawrinka si trasformano in una forza minore del tennis. Marco Chiudinelli e Henri Laaksonen, onesti pedalatori rossocrociati schierati ieri nei singolari e oggi nel doppio, non danno mai la sensazione di poter entrare in partita, tant'è ampio il divario tecnico. Simone e Andreas sbagliano pochissimo e mostrano un'intesa che sembra corroborata da una familiarità agonistica che invece non hanno avuto modo di sviluppare né di mettere a punto. Finisce 6-3 6-1 6-3 in un'ora e tre quarti.
Visto l'andamento del doppio e, in parte, del secondo match di ieri tra Seppi e Laaksonen, appare evidente che l'Italia è la prima nazionale del World Group a qualificarsi per i quarti di finale grazie a due passaggi del match di ieri tra Paolo Lorenzi e Marco Chiudinelli: il lunghissimo tie break del primo set e la rimonta da 2-5 a 7-5 nel quinto set, con i tre consecutivi match point annullati allo svizzero. Di fatto, un successo strappato grazie alla non comune tenuta nervosa del senese di origine romana. Non sono episodi marginali, Né, come dimostrato dal fatto che la squadra di Barazzutti centra l'obiettivo dei quarti di finale per la terza volta in quattro anni, è un caso la sua presenza tra le migliori otto nazionali dopo un'assenza durata undici anni. E poiché in luglio probabilmente l'Italia dovrà scontrarsi con l'Argentina (che stasera è avanti per 2-1 contro la Polonia, decisivi i singolari di domani che vedono Mayer e Pella favoriti su Przysiezny, 318 ATP, e Hurkacz, 602), una seconda semifinale dopo quella di Ginevra 2014 sembra alla portata di Seppi, Bolelli, Fognini e Lorenzi, che possono avere ottimi rincalzi in Cecchinato e Vanni. I sudamericani non appaiono, nella formazione attuale con Carlos Berlocq, Leonardo Mayer, Guido Pella e Renzo Olivo, particolarmente minacciosi. Anche se il rientro nel circuito di Juan Martin Del Potro potrebbe cambiare il peso delle forze in campo. Mentre su futuro degli azzurri pesa l'infortunio di Fognini, che non va sottovalutato. Il ligure resterà fermo ancora parecchie settimane, anche se la sua speranza è di tornare in campo almeno agli Internazionali BNL d'Italia d'inizio maggio e, poi, nell'impegno di Davis che precede la semifinale. Vedremo.
Alla maturità della nazionale maschile fa purtroppo da contrappeso il calo di competitività di quella femminile, che il mese scorso è stata eliminata dalla Francia per il secondo anno consecutivo. Quasi un ribaltamento di ruoli che corrisponde alle differenti potenzialità dei vivai giovanili: molti i maschi in crescita, poche le ragazze. Gli sforzi della Federazione devono dunque concentrarsi sulle potenziali nuove Pennetta, Errani, Schiavone e Vinci. Vanno cercate e incoraggiate.
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