Ogni testa di serie degli Championships che dovesse uscire anzitempo di scena dovrà rassegnarsi a subire i giochi di parole dei titolisti dei giornali: aspettiamoci un profluvio di Andexit, Rafexit, Garbinexit. Per carità, i redattori sportivi fanno soltanto il loro mestiere quando collegano lessicamente i risultati dell'edizione numero 130 del torneo di Wimbledon al referendum britannico che ha avuto l'effetto di uno tsunami sulla politica e sull'economia europea. Vista da Church Road l'Unione non appare tuttavia una potenza tennistica. Negli ultimi vent'anni solo cinque volte i giocatori e le giocatrici della UE - futuri "stranieri in terra britannica" - hanno vinto il titolo sull'erba della Centre Court. Gli uomini sono quattro, l'olandese Richard Krajicek nel 1996, il croato Goran Ivanisevic nel 2001 (allora era un extracomunitario, il suo paese è entrato nella Comunità tre anni fa), lo spagnolo Rafael Nadal nel 2008 e nel 2010 e lo scozzese Andy Murray nel 2013. Quest'ultimo, che non ha voluto rivelare se giovedì scorso ha votato "leave" o "remain", sarà sempre a casa propria a Londra a meno che la Scozia ottenga la secessione. Anche le vincitrici comunitarie sono quattro in altrettanti lustri, la tedesca Steffi Graf nel 1996, le francesi Amelie Mauresmo nel 2006 e Marion Bartoli nel 2013, la ceca Petra Kvitova nel 2011 e nel 2104. In tutti gli altri anni sono stati soprattutto gli inni americano, svizzero e serbo ad alzarsi dal catino che incornicia il tappeto verde più coccolato del mondo eppure scorticato dai match dei dodici giorni che precedono la finale.
La Centre Court ancora color smeraldo ha ospitato oggi due dei quattro esordi maschili più attesi, quelli di Novak Djokovic e, in serata, di Roger Federer (domani tocca a Nadal e Murray), e il match femminile che speravo rilanciasse l'anemico tennis azzurro, Camila Giorgi vs. Garbine Muguruza, iberico-venezuelana suddita di re Filippo, numero 2 al mondo, 22 anni, recente trionfatrice a Parigi e tuttavia sconfitta in passato due volte su tre dall'italo-argentina nata a Macerata il 30 dicembre 1991.
Condotta da entrambe le ragazze a ritmi elevatissimi, la partita è una sorta di festival muscolare di vincenti e tentati vincenti. Nel primo set fa la differenza il tasso di errore, ridotto ai minimi termini nel caso di Muguruza, troppo alto in quello di Giorgi, servizio compreso. La frazione si risolve dopo 41 minuti con un 6-2 troppo punitivo per l'italiana. Il secondo set è equilibrato, grazie alla maggiore attenzione al servizio da parte di Camila, che non lo cede più. Molto determinata nelle chiusure, al momento decisivo, quand'è avanti per 5-6, non perde il controllo del gioco e chiude senza passare dal tie break.
Tesa e incerta, dalle 18 la partita si sovrappone allo scontro parigino tra le rispettive nazionali di calcio. Terzo set nel segno di Rischiatutto. Nel tentativo di non perdere contatto con la spagnola, subito avanti di un break, Camila si spinge ad attendere un metro dentro il campo il servizio dell'avversaria. Se tocca a lei servire, prova sempre a trasformare il secondo tocco in un vincente. Fa tutto bene ma non basta. Tiene la scia fino al 5-4, ma Muguruza è troppo esperta per non sfruttare il primo dei tre match point a disposizione. Due ore e mezza di battaglia e ottima prova di Giorgi ma il turno lo passa la spagnola.
Bravi anche gli altri italiani oggi in campo. Andreas Seppi domina il match con il veterano spagnolo Guillermo Garcia-Lopez, 33 anni, ATP 58: 6-2 6-4 6-0. Paolo Lorenzi lotta da par suo eppure non va oltre il quarto set con lo slovacco Lukas Lacko, 28 anni, ATP 123: 4-6 7-6 5-7 3-6. Sara Errani tiene a distanza la romena Patricia Maria Tig, 21 anni, WTA 100: 6-4 6-4. Francesca Schiavone, opposta alla lituana Anastasija Sevastova, 26 anni, WTA 66, ha grinta sufficiente per prendersi il primo set al tie break.
A Djokovic è toccato, da campione uscente, il match d'apertura nella Centre Court. Come gli accade puntualmente all'inizio di ogni torneo, il serbo fatica contro James Ward, nome e look da agente dei servizi segreti di Her Majesty the Queen, 29 anni, numero 177 ATP. Avanti 6-0 3-0, patisce il guizzo d'orgoglio del londinese, che rimonta lo svantaggio in forza del buon servizio e della propensione a proporre passanti millimetrici lungolinea sia di diritto sia di rovescio. Nel secondo set Nole si salva al tie break mentre nel terzo approfitta di un break per chiudere sul 6-4. Per Nole è solo cominciata la carburazione per prendersi tra quattordici giorni il terzo Slam stagionale.
Twitter @claudiogiua
La Centre Court ancora color smeraldo ha ospitato oggi due dei quattro esordi maschili più attesi, quelli di Novak Djokovic e, in serata, di Roger Federer (domani tocca a Nadal e Murray), e il match femminile che speravo rilanciasse l'anemico tennis azzurro, Camila Giorgi vs. Garbine Muguruza, iberico-venezuelana suddita di re Filippo, numero 2 al mondo, 22 anni, recente trionfatrice a Parigi e tuttavia sconfitta in passato due volte su tre dall'italo-argentina nata a Macerata il 30 dicembre 1991.
Condotta da entrambe le ragazze a ritmi elevatissimi, la partita è una sorta di festival muscolare di vincenti e tentati vincenti. Nel primo set fa la differenza il tasso di errore, ridotto ai minimi termini nel caso di Muguruza, troppo alto in quello di Giorgi, servizio compreso. La frazione si risolve dopo 41 minuti con un 6-2 troppo punitivo per l'italiana. Il secondo set è equilibrato, grazie alla maggiore attenzione al servizio da parte di Camila, che non lo cede più. Molto determinata nelle chiusure, al momento decisivo, quand'è avanti per 5-6, non perde il controllo del gioco e chiude senza passare dal tie break.
Tesa e incerta, dalle 18 la partita si sovrappone allo scontro parigino tra le rispettive nazionali di calcio. Terzo set nel segno di Rischiatutto. Nel tentativo di non perdere contatto con la spagnola, subito avanti di un break, Camila si spinge ad attendere un metro dentro il campo il servizio dell'avversaria. Se tocca a lei servire, prova sempre a trasformare il secondo tocco in un vincente. Fa tutto bene ma non basta. Tiene la scia fino al 5-4, ma Muguruza è troppo esperta per non sfruttare il primo dei tre match point a disposizione. Due ore e mezza di battaglia e ottima prova di Giorgi ma il turno lo passa la spagnola.
Bravi anche gli altri italiani oggi in campo. Andreas Seppi domina il match con il veterano spagnolo Guillermo Garcia-Lopez, 33 anni, ATP 58: 6-2 6-4 6-0. Paolo Lorenzi lotta da par suo eppure non va oltre il quarto set con lo slovacco Lukas Lacko, 28 anni, ATP 123: 4-6 7-6 5-7 3-6. Sara Errani tiene a distanza la romena Patricia Maria Tig, 21 anni, WTA 100: 6-4 6-4. Francesca Schiavone, opposta alla lituana Anastasija Sevastova, 26 anni, WTA 66, ha grinta sufficiente per prendersi il primo set al tie break.
A Djokovic è toccato, da campione uscente, il match d'apertura nella Centre Court. Come gli accade puntualmente all'inizio di ogni torneo, il serbo fatica contro James Ward, nome e look da agente dei servizi segreti di Her Majesty the Queen, 29 anni, numero 177 ATP. Avanti 6-0 3-0, patisce il guizzo d'orgoglio del londinese, che rimonta lo svantaggio in forza del buon servizio e della propensione a proporre passanti millimetrici lungolinea sia di diritto sia di rovescio. Nel secondo set Nole si salva al tie break mentre nel terzo approfitta di un break per chiudere sul 6-4. Per Nole è solo cominciata la carburazione per prendersi tra quattordici giorni il terzo Slam stagionale.
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