Sono stanco di sentirmi dire che il tennis non è uno sport olimpico. Eppure, qualche dubbio ce l'ho anch'io. Subito fuori tabellone Djokovic (resterà lontano dal circuito fino agli UsOpen: "Sono a pezzi, quella con Del Potro è stata una delle sconfitte più pesanti della mia carriera"), rimasti a casa Federer (ATP 3), Wawrinka (4) e Berdych (8), polemicamente assenti i giovani rampanti Raonic (6), Thiem (10) e Kyrgios (16), con Murray (2) apparentemente così superiore al lotto dei restanti avversari da togliere fin d'ora parecchio pathos al torneo, c'è il rischio che le Olimpiadi brasiliane valgano tennisticamente meno di un ATP Masters 1000.
Come sempre, le donne sono più toste. Otto delle Top Ten si sono iscritte al torneo di singolare nonostante zika sia un pericolo più per loro che per i colleghi maschi. Assente giustificata Vika Azarenka (WTA 7) felicemente incinta, ha fatto discutere il forfait della romena Simona Halep (3), che passava per una fervente nazionalista. Le otto sono sbarcate a Rio snobbando a zanzara e anche se non ci sono punti WTA in palio: non vengono assegnati nemmeno punti ATP, peraltro, come ha sottolineato il numero 1 austriaco Dominic Thiem per motivare la sua defezione, ma alle Olimpiadi si deve partecipare con lo stesso spirito richiesto dalla Davis e dalla Fed, dove conta la bandiera più del portafogli.
Per questo motivo mi occupo dei nostri ragazzi, pur consapevole che qualcuno mi accuserà di vieto sciovinismo. Anzitutto: com'è possibile che oggi, impegnati in cinque diversi match, fossero quattro gli azzurri che tentavano di passare il turno? Detto che i quattro sono gli italiani più forti, Fabio Fognini e Andreas Seppi, Sara Errani e Roberta Vinci, per dare risposta in pochi secondi all'indovinello basta un "aiutino" del tipo invocato - senza mai ottenerlo - dagli antichi concorrenti dei quiz di Mike Bongiorno: del quartetto tricolore, Vinci ha giocato oggi un'unica partita, gli altri hanno tutti sostenuto un doppio impegno. Tic tic tic toc tic toc. Tempo scaduto. La soluzione è semplice: tre singolari (Seppi vs. lo spagnolo Rafael Nadal, Fognini vs. il francese Benoit Paire, Errani vs. la russa Daria Kasatkina) e due doppi (Fognini/Seppi vs. i canadesi Daniel Nestor/Vasek Pospisil, Errani/Vinci vs. le cinesi Yifan Xu/Saisai Zheng. A scorrere i ranking ATP e WTA, Fabio e Sara avevano di fronte avversari abbordabili, mentre il maiorchino numero 5 al mondo appariva ingiocabile per Andreas, con il conto dei testa-a-testa che dava sei sconfitte del sudtirolese contro una vittoria a Rotterdam 2008, ottavi di finale, 6?3 3?6 4?6. Altrettanto fuori portata dei nostri, stando ai risultati dell'ultimo anno, le collaudate coppie avversarie maschile e femminile.
Il quadro era dunque, in apertura di giornata, in chiaroscuro. Seppi non attraversa un periodo fortunato: guai fisici e un sorteggio che gli ha accoppiato al secondo turno Nadal, pur reduce dalla sosta provocata dall'infortunio al polso che l'ha costretto al ritiro a Parigi e gli ha impedito di giocare a Wimbledon. Errani e Vinci (uscita di scena in singolare al primo turno) hanno di fatto ripreso a giocare insieme pochi giorni fa dopo il divorzio di fine inverno 2015. Fognini e Seppi hanno avuto poche occasioni di fare pratica comune. Il ligure è però tornato in buone condizioni dopo il recente matrimonio, come ha mostrato nei match di Davis a Pesaro e, subito dopo, con la vittoria a Umago.
Non è andata benissimo nei singolari, ma a fine giornata un italiano conquista comunque gli ottavi di finale. È quello che ci mette più cuore, Fabio Fognini, opposto a Benoit Paire dal quale era stato sconfitto in due delle tre precedenti occasioni. All'inizio, nervoso e inutilmente ciarliero, il numero 1 d'Italia s'inchina alla potenza e alla mobilità del francese, che usa al meglio l'arma del servizio e si prende il set per 4-6 Anche la seconda frazione parte male per Fabio, troppo falloso. Poi però trova la tranquillità e la misura che gli servono per prendersi un parziale di 6-4. Paire non molla, va avanti con forza nel terzo set fino al 3-5. Con le spalle al muro, Fognini in versione Davis squaderna quanto s'è portato in valigia, recupera, annulla un match point sul 4-5 e ottiene il diritto di disputarsi tutto al tie break, che domina nonostante il brivido di due match point a favore lasciati al francese. Adesso dovrebbe cercare su YouTube gli highlight della sua clamorosa vittoria napoletana in Davis ai danni di Andy Murray, che lo attende al varco per vendicarsi.
Contro il redivivo Nadal, Andreas Seppi ha fatto quel che ha potuto. Le attuali difficoltà personali di entrambi hanno lasciato invariato il divario in termini di efficacia. Lo spagnolo non ha mai rischiato di trovarsi a rincorrere, limitandosi a sfruttare le occasioni di togliere il servizio all'avversario grazie ai vincenti sia di diritto (18 contro 10) sia di rovescio (8 contro 4): 6-3 6-3 in un'ora e 48 minuti.
Errani non ha invece saputo opporsi in alcun modo a Kasatkina, classe 1997, WTA 27, che ha contenuto soltanto nel primo set quand'è andata a servire avanti 5-4 per poi lasciare tre game consecutivi. Daria ha debordato nel secondo set. Incapace di trovare una chiave per scardinare l'eccellente difesa della ragazza di Togliattigrad, che colpisce molto bene nonostante la mobilità limitata, Sara ha infatti presto rinunciato a lottare, come fa fede il netto 7-5 6-2.
A conferma che "il doppio è un altro sport" (affermazione che viene quotidianamente ripetuta negli spogliatoi dei circoli italiani), le perdenti in singolare Errani e Vinci hanno già conquistato i quarti di finale del torneo di doppio. La speranza è che, nel caso di medaglia olimpica, Roberta decida di continuare la carriera in coppia con l'amica ritrovata, dimenticando i propositi di ritiro a fine anno. Oggi, in un match che non ho visto ma di cui ho letto le statistiche, hanno agevolmente regolato (6-2 6-3) due cinesi di comprovata esperienza. Brave.
Twitter@claudiogiua
Come sempre, le donne sono più toste. Otto delle Top Ten si sono iscritte al torneo di singolare nonostante zika sia un pericolo più per loro che per i colleghi maschi. Assente giustificata Vika Azarenka (WTA 7) felicemente incinta, ha fatto discutere il forfait della romena Simona Halep (3), che passava per una fervente nazionalista. Le otto sono sbarcate a Rio snobbando a zanzara e anche se non ci sono punti WTA in palio: non vengono assegnati nemmeno punti ATP, peraltro, come ha sottolineato il numero 1 austriaco Dominic Thiem per motivare la sua defezione, ma alle Olimpiadi si deve partecipare con lo stesso spirito richiesto dalla Davis e dalla Fed, dove conta la bandiera più del portafogli.
Per questo motivo mi occupo dei nostri ragazzi, pur consapevole che qualcuno mi accuserà di vieto sciovinismo. Anzitutto: com'è possibile che oggi, impegnati in cinque diversi match, fossero quattro gli azzurri che tentavano di passare il turno? Detto che i quattro sono gli italiani più forti, Fabio Fognini e Andreas Seppi, Sara Errani e Roberta Vinci, per dare risposta in pochi secondi all'indovinello basta un "aiutino" del tipo invocato - senza mai ottenerlo - dagli antichi concorrenti dei quiz di Mike Bongiorno: del quartetto tricolore, Vinci ha giocato oggi un'unica partita, gli altri hanno tutti sostenuto un doppio impegno. Tic tic tic toc tic toc. Tempo scaduto. La soluzione è semplice: tre singolari (Seppi vs. lo spagnolo Rafael Nadal, Fognini vs. il francese Benoit Paire, Errani vs. la russa Daria Kasatkina) e due doppi (Fognini/Seppi vs. i canadesi Daniel Nestor/Vasek Pospisil, Errani/Vinci vs. le cinesi Yifan Xu/Saisai Zheng. A scorrere i ranking ATP e WTA, Fabio e Sara avevano di fronte avversari abbordabili, mentre il maiorchino numero 5 al mondo appariva ingiocabile per Andreas, con il conto dei testa-a-testa che dava sei sconfitte del sudtirolese contro una vittoria a Rotterdam 2008, ottavi di finale, 6?3 3?6 4?6. Altrettanto fuori portata dei nostri, stando ai risultati dell'ultimo anno, le collaudate coppie avversarie maschile e femminile.
Il quadro era dunque, in apertura di giornata, in chiaroscuro. Seppi non attraversa un periodo fortunato: guai fisici e un sorteggio che gli ha accoppiato al secondo turno Nadal, pur reduce dalla sosta provocata dall'infortunio al polso che l'ha costretto al ritiro a Parigi e gli ha impedito di giocare a Wimbledon. Errani e Vinci (uscita di scena in singolare al primo turno) hanno di fatto ripreso a giocare insieme pochi giorni fa dopo il divorzio di fine inverno 2015. Fognini e Seppi hanno avuto poche occasioni di fare pratica comune. Il ligure è però tornato in buone condizioni dopo il recente matrimonio, come ha mostrato nei match di Davis a Pesaro e, subito dopo, con la vittoria a Umago.
Non è andata benissimo nei singolari, ma a fine giornata un italiano conquista comunque gli ottavi di finale. È quello che ci mette più cuore, Fabio Fognini, opposto a Benoit Paire dal quale era stato sconfitto in due delle tre precedenti occasioni. All'inizio, nervoso e inutilmente ciarliero, il numero 1 d'Italia s'inchina alla potenza e alla mobilità del francese, che usa al meglio l'arma del servizio e si prende il set per 4-6 Anche la seconda frazione parte male per Fabio, troppo falloso. Poi però trova la tranquillità e la misura che gli servono per prendersi un parziale di 6-4. Paire non molla, va avanti con forza nel terzo set fino al 3-5. Con le spalle al muro, Fognini in versione Davis squaderna quanto s'è portato in valigia, recupera, annulla un match point sul 4-5 e ottiene il diritto di disputarsi tutto al tie break, che domina nonostante il brivido di due match point a favore lasciati al francese. Adesso dovrebbe cercare su YouTube gli highlight della sua clamorosa vittoria napoletana in Davis ai danni di Andy Murray, che lo attende al varco per vendicarsi.
Contro il redivivo Nadal, Andreas Seppi ha fatto quel che ha potuto. Le attuali difficoltà personali di entrambi hanno lasciato invariato il divario in termini di efficacia. Lo spagnolo non ha mai rischiato di trovarsi a rincorrere, limitandosi a sfruttare le occasioni di togliere il servizio all'avversario grazie ai vincenti sia di diritto (18 contro 10) sia di rovescio (8 contro 4): 6-3 6-3 in un'ora e 48 minuti.
Errani non ha invece saputo opporsi in alcun modo a Kasatkina, classe 1997, WTA 27, che ha contenuto soltanto nel primo set quand'è andata a servire avanti 5-4 per poi lasciare tre game consecutivi. Daria ha debordato nel secondo set. Incapace di trovare una chiave per scardinare l'eccellente difesa della ragazza di Togliattigrad, che colpisce molto bene nonostante la mobilità limitata, Sara ha infatti presto rinunciato a lottare, come fa fede il netto 7-5 6-2.
A conferma che "il doppio è un altro sport" (affermazione che viene quotidianamente ripetuta negli spogliatoi dei circoli italiani), le perdenti in singolare Errani e Vinci hanno già conquistato i quarti di finale del torneo di doppio. La speranza è che, nel caso di medaglia olimpica, Roberta decida di continuare la carriera in coppia con l'amica ritrovata, dimenticando i propositi di ritiro a fine anno. Oggi, in un match che non ho visto ma di cui ho letto le statistiche, hanno agevolmente regolato (6-2 6-3) due cinesi di comprovata esperienza. Brave.
Twitter@claudiogiua