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L’highlander ferma il samurai

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Quando in settembre Andy Murray uscì di scena nei quarti di finale degli UsOpen scrissi che lo scozzese è un highlander al quale è stato insegnato dalla madre a roteare e affondare i colpi con la claymore Head e che il suo avversario Kei Nishikori è un giovane samurai programmato da una tennis academy in Florida per menare fendenti con la katana Wilson. Era il nono episodio di un corpo a corpo tra guerrieri che si assomigliano molto, anche se Kei è più attaccante; che giocano a specchio con l'eccezione del servizio, colpo spesso determinante per Andy ma non per Kei; che sanno controbattere alle reciproche mosse senza nulla togliere allo spettacolo. Nello Slam d'America il giapponese prevalse per 1-6 6-4 4-6 6-1 7-5 dopo 3 ore e 58 minuti massacranti. Il primo match di quella che sta via via diventando una saga del grande tennis aveva invece avuto come teatro il Masters 1000 di Shanghai nel 2011, con Andy che in semifinale aveva concesso tre miseri game a Kei (6-0 6-3). La prima delle due vittorie ottenute dal  Top Ten del Sol Levante era arrivata solo alla quarta occasione, proprio qui a North Greenwich nel girone delle ATP World Tour Finals 2014 (6-4 6-4).
 
Contrariamente a Flushing Meadows due mesi fa, stavolta è la spada-racchetta dello scozzese a lasciare il segno più profondo. Ma il giapponese lotta con intelligenza e coraggio, sfoggiando per due ore e mezza un gioco talvolta eccelso. Anch'egli dimostra, come ieri Milos Raonic nel match perso al doppio tie break con Novak Djokovic, d'essere maturo per occupare stabilmente un posto tra i primi cinque al mondo.
 
Il primo set è un duello sfinente di 85 minuti senza break che Nishikori fa suo al tie break dopo aver sprecato quattro occasioni. Nel secondo parziale Murray ottiene il break in apertura e si fa raggiungere mentre è al servizio in vantaggio per 4 game a 3. Poi approfitta di qualche errore di troppo di Nishikori per riprendere il largo e chiudere sul 6-4. Il terzo set vive la svolta nel terzo e nel quinto game, quando il numero 1 ATP strappa il servizio al numero 5, che però ha ancora spirito e forza per conquistare un controbreak. Finisce 6-4 dopo 3 ore e 20 minuti che valgono il prezzo del biglietto d'ingresso alla O2 Arena.
 
Con la vittoria di oggi Murray ipoteca il posto in semifinale, anche se gli incroci imposti dal regolamento del doppio round robin della prima fase delle Finals non escludono sorprese. Tocca ai tattici del team di Novak Djokovic, che s'è già guadagnato la semifinale, valutare cosa fare nel terzo turno, se vincere o perdere domani contro Gael Monfils, il quale potrebbe però dare forfait per infortunio lasciando il centro della scena, per una sola giornata, al belga David Goffin. L'obiettivo del serbo potrebbe essere evitare la semifinale con Murray, nella speranza che siano Milos Raonic o Dominic Thiem a toglierlo di torno. Nishikori è ancora in corsa per le semifinali, ma dovrà in ogni caso battere Marin Cilic venerdì. So di certo che tutti questi conti non inquietano né distraggono la stragrande maggioranza dei ventimila che riempiono la O2 Arena. A loro interessa il tennis giocato e che Andy arrivi alla finale, vinca e resti il numero 1 al mondo. Punto.