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Una vittoria per due

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Il primo episodio della saga di ricordi e sentimenti in cui s'è trasformato il week end finale di Melbourne 2017 si chiude con il successo netto e solo un po' "telefonato" (cit. Nicolò Carosio) di Serena Williams, la più giovane e titolata delle sorelle che hanno fatto la storia del tennis femminile dell'ultimo ventennio. Ma è davvero, questa, la più condivisa vittoria di sempre.
 
Tutti a chiedersi se Serena e Venus abbiano il cuore in tumulto, se vadano con la memoria a quando da bambine dormivamo nello stesso letto, se ripercorrano le fasi di antiche partite come quella del 21 gennaio 1998 quando al secondo turno degli Australian Open s'affrontarono per la prima volta in un grande torneo (Venus 7-6 6-1), se temano che l'affetto profondo che le lega possa condizionarle. Da serissime professioniste quali sono, credo che - mentre sbucano dal tunnel che porta al catino della Rod Laver Arena - le Williams stiano solo …
Il primo episodio della saga di ricordi e sentimenti in cui s'è trasformato il week end finale di Melbourne 2017 si chiude con il successo netto e solo un po' "telefonato" (cit. Nicolò Carosio) di Serena Williams, la più giovane e titolata delle sorelle che hanno fatto la storia del tennis femminile dell'ultimo ventennio. Ma è davvero, questa, la più condivisa vittoria di sempre.
 
Tutti a chiedersi se Serena e Venus abbiano il cuore in tumulto, se vadano con la memoria a quando da bambine dormivamo nello stesso letto, se ripercorrano le fasi di antiche partite come quella del 21 gennaio 1998 quando al secondo turno degli Australian Open s'affrontarono per la prima volta in un grande torneo (Venus 7-6 6-1), se temano che l'affetto profondo che le lega possa condizionarle. Da serissime professioniste quali sono, credo che - mentre sbucano dal tunnel che porta al catino della Rod Laver Arena - le Williams stiano solo concentrandosi. Nella personale paradossale condizione per entrambe di volere il titolo e di essere altrettanto felice se prevalesse l'avversaria, sanno di poter assicurare un grande spettacolo, che si realizza solo quando il match è vero.
 
La progressione della partita conferma la mia impressione. Giocano senza alcuna riserva mentale come nelle loro altre otto finali head-to-head nei Major, dagli Us Open 2001 a Wimbledon 2009 (sei le vittorie di Serena). Delle due, è Venus (36 anni e 6 mesi) a mostrare qualche difficoltà iniziale dovuta alla disabitudine a disputare le finali di Slam, anche se è Serena (35 anni e 3 mesi) a spezzare nervosamente la Wilson neroverde dopo una scivolata che le fa perdere un punto. Ma è un passaggio senza conseguenze.
 
Più efficace della sorella alla risposta, più sicura al servizio, Serena si prende entrambi i set grazie al break al settimo game. Nel decimo combattuto game del secondo set Venus dimostra, dopo migliaia di ore insieme sui campi da tennis, di disporre ancora di colpi che sorprendono l'avversaria, della quale ha visto centinaia di match dalle tribune. Per esempio, la trapassa con un incrociato che si stampa sulla linea laterale. Ma qualche virtuosismo non basta a cambiare il momentum della gara, che finisce 6-4 6-4 in un'ora e 21 minuti. Per Serena è la settima vittoria al Melbourne Park.
 
Il palmares della numero 1 al mondo (domattina l'ufficializzazione del riconquistato primato da parte della WTA) conta ora 23 titoli nello Slam, uno più di Steffi Graf: le due finora condividevano il primato nell'era open. A questo punto gli obiettivi sportivi e di vita di Serena sono tre, almeno nel breve periodo: ritentare quest'anno l'impresa storica del Grande Slam negatagli due anni fa da Roberta Vinci in semifinale a Flushing Meadows; superare il record di 24 Slam dell'australiana Margaret Court raggiunto tra la fine del secolo dilettantistico e l'inizio di quello open; organizzare il matrimonio con Alexis Ohanian, l'americano di origine armena considerato tra i più geniali protagonisti della scena digitale americana. Ieri era seduto nell'angolo dello staff di Serena, dietro il coach Patrick Mouratoglou, in giacca e cravatta, all'apparenza persino più giovane dei suoi quasi 34 anni. Fondatore del network di social news Reddit, co-fondatore del fondo d'investimento Initialized Capital e del potentissimo accelatore di startup Y Combinator, Alexis è parecchio più ricco di Serena, che in carriera ha già superato gli ottanta milioni di dollari di ricavi in premi ai quali aggiungere almeno il doppio tra sponsorizzazioni e redditi ancillari provenienti dalla sua attività di stilista. I due si sono conosciuti due anni fa durante gli Internazionali d'Italia, e a Roma lui le ha chiesto di sposarlo il mese scorso.
 
Il 2017, insomma, potrebbe essere l'ennesimo anno magico di Serena. Che al fianco avrà sempre Venus, che ha l'intenzione di restare nel circuito almeno fino a quando sarà tra le più forti al mondo: da domani numero 11 del ranking WTA, continuasse a giocare come oggi potrebbe presto tornare a essere una Top Ten. Come si merita.

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