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La ritirata dello US Army

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Storie americane e storie europee. Frederick Augustus Fidfaddy ha un posto piccolo piccolo nella letteratura e grande grande nella cultura popolare americane: fu lui a scrivere nel 1816 un libercolo allegorico dedicato di Uncle Sam, lo zio Sam che s'identifica con gli Stati Uniti. The Adventures of Uncle Sam in Search After His Lost Honor ("Le avventure dello zio Sam alla ricerca dell'onore perduto") fu un best seller dell'epoca.
 
La tradizione orale vuole invece che Uncle Sam fosse un'invenzione delle truppe di stanza a New York che interpretavano le lettere U.S. impresse sui barili come le iniziali del soprannome (Uncle Sam, appunto) con il quale appellavano il produttore di carne secca Samuel "Sam" Wilson. La diatriba è stata risolta nel 1961 dal Congresso, che ha stabilito con un voto che la versione che si rifà a Samuel Wilson è la più accettabile. La politica se ne fotte della storia.
 
Comunque sia, esat…
Storie americane e storie europee. Frederick Augustus Fidfaddy ha un posto piccolo piccolo nella letteratura e grande grande nella cultura popolare americane: fu lui a scrivere nel 1816 un libercolo allegorico dedicato di Uncle Sam, lo zio Sam che s'identifica con gli Stati Uniti. The Adventures of Uncle Sam in Search After His Lost Honor ("Le avventure dello zio Sam alla ricerca dell'onore perduto") fu un best seller dell'epoca.
 
La tradizione orale vuole invece che Uncle Sam fosse un'invenzione delle truppe di stanza a New York che interpretavano le lettere U.S. impresse sui barili come le iniziali del soprannome (Uncle Sam, appunto) con il quale appellavano il produttore di carne secca Samuel "Sam" Wilson. La diatriba è stata risolta nel 1961 dal Congresso, che ha stabilito con un voto che la versione che si rifà a Samuel Wilson è la più accettabile. La politica se ne fotte della storia.
 
Comunque sia, esattamente cent'anni fa in questi giorni fu distribuito nelle città e nelle campagne americane il primo ritratto ufficiale di Uncle Sam, quello con l'arcigno gentiluomo con la barba e il cappello a stelle e strisce che intima "I want you" puntando l'indice verso chi lo guarda. Voleva convincere i giovani a partire per le trincee d'Europa, dove i loro coetanei morivano come mosche.
 
Nel tennis americano di oggi Uncle Sam è Sam Austin Querrey, californiano di San Francisco, classe 1987, che negli ultimi cinque anni ha talvolta conteso a John Isner il titolo di uomo forte del tennis americano, in verità non poco acciaccato. ATP 17 nel gennaio 2011 (adesso è 28), è uno specialista del servizio, con un record  di dieci ace consecutivi difficilmente battibile. Nove titoli ATP in carriera, Querrey ha stupito il mondo l'anno scorso quando a Wimbledon ha eliminato al terzo turno in quattro set (7-6 6-1 3-6 7-6) il superfavorito del torneo, Novak Djokovic. Una sconfitta che è stata il turning point della stagione del serbo. Quest'anno lo zio Sam ha battuto Rafael Nadal (6-3 7-6) nella finale del Masters 500 di Acapulco, in Messico.
 
Nella serata tiepida del Foro Italico Querrey ha dato parecchio filo da torcere a Dominic Thiem, l'austriaco che i risultati indicano come il più in forma del lotto insieme a Rafael Nadal. Il quale sul Centrale se la vedeva negli stessi minuti con l'attuale numero 1 americano e 14 del mondo: Jack Sock detto - chissà perché - "J. Sizzle" e "Showtime", nato nel 1992 nel remoto Nebraska ma cresciuto a Kansas City. Anche lui, con questo nome che più americano non si può, sta vivendo la migliore stagione della carriera, con le vittorie a Auckland in gennaio e Delray Beach in febbraio. Nel primo caso battendo il portoghese Joao Sousa, nel secondo addirittura il Top Ten canadese Milos Raonic.
 
Nella Next Gen Arena di nuovo affollatissima, Querray s'è preso il primo set (3-6) a furia di botte di servizio e ha lasciato il secondo (6-3) per colpa delle raffinatezze sotto rete e delle sventagliate a tutto braccio di rovescio di Thiem. In perfetto equilibrio, i due sono stati costretti al tie break nel terzo set. Intanto, a trecento metri di distanza, Nadal ha contenuto l'esuberanza fisica di Sock nel primo set ("...è uno colpisce la palla con uno spin difficile da controllare", ha detto più tardi Rafa) e ha sfruttato una sua brevissima distrazione nel secondo.
 
Il tie break tra Sam e Dominic merita una breve cronaca in diretta. L'austriaco ottiene subito il minibreak, va sul 2-0 grazie a un sublime passante di rovescio ma poi restituisce il punto di vantaggio. Querrey sbaglia un facile dritto a campo vuoto eppure non si demoralizza e recupera grazie a un errore dell'avversario. Thiem è costretto alla difesa e favorisce le discese a rete dell'americano, che non sbaglia più nulla e, piazzando un incrociato di diritto, va a servire per il match sul 6-4. Ci prova tre volte, e tre volte sbaglia. Thiem ha una sola occasione e la sfrutta (9-7). Esattamente nello stesso istante, alle 21.07,  Rafael Nadal vince il suo ottavo di finale per 6-3 6-4. Lo Us Army con Uncle Sam e J.Sizzle lascia Roma, in ritirata.
 
Domani, per la terza volta in meno di un mese lo spagnolo e l'austriaco si troveranno di fronte, dopo le finali di Barcellona e Madrid. Stavolta Thiem, che sta giocando splendidamente, potrebbe persino farcela. Un quarto di finale che vale l'ultimo atto del torneo.