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Se il tedeschino fa cilecca

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Paolo Lorenzi ha già spiegato perché talvolta si paragona al vino: "Beh, il vino con il tempo migliora, come me. Non penso sia necessario che un ragazzo debba arrivare ad alto livello già a 18 o 19 anni. Ognuno deve seguire le proprie tappe senza fretta". Oggi il paziente senese ha vinto un'altra tappa importante del suo personale giro degli Slam: ha superato al settimo tentativo il primo turno del Roland Garros. A 35 anni, da numero 2 d'Italia e 34 del mondo, Paolo ha disposto facilmente (6-0 6-2 6-4 in un'ora e 47 minuti) del lituano Ricardas Barankis, quasi 27 anni, fortissimo da adolescente quand'era allievo dell'accademia di Bollettieri in Florida, ora ATP 188 ma Top 50 solo un anno fa.
 
Secondo Nikolai Vasilievich Gogol, "ride la generazione che passa, e sicura di sé, orgogliosa, dà inizio a una nuova serie di errori, sui quali a loro volta rideranno i posteri". Con più frequenza che nella vi…
Paolo Lorenzi ha già spiegato perché talvolta si paragona al vino: "Beh, il vino con il tempo migliora, come me. Non penso sia necessario che un ragazzo debba arrivare ad alto livello già a 18 o 19 anni. Ognuno deve seguire le proprie tappe senza fretta". Oggi il paziente senese ha vinto un'altra tappa importante del suo personale giro degli Slam: ha superato al settimo tentativo il primo turno del Roland Garros. A 35 anni, da numero 2 d'Italia e 34 del mondo, Paolo ha disposto facilmente (6-0 6-2 6-4 in un'ora e 47 minuti) del lituano Ricardas Barankis, quasi 27 anni, fortissimo da adolescente quand'era allievo dell'accademia di Bollettieri in Florida, ora ATP 188 ma Top 50 solo un anno fa.
 
Secondo Nikolai Vasilievich Gogol, "ride la generazione che passa, e sicura di sé, orgogliosa, dà inizio a una nuova serie di errori, sui quali a loro volta rideranno i posteri". Con più frequenza che nella vita e nella società del terzo millennio, nel tennis accade che le vecchie generazioni ridano e non lascino spazio alle più giovani. Ma capita anche il contrario, gogolianamente. Ieri, per dire, il biellese Stefano Napolitano, 22 anni, aveva sbarrato in quattro set la strada a Mischa Zverev, quasi 30 anni. Oggi, per contraddizione, Sascha Zverev, 20 anni, viene abbattuto da Fernando Verdasco, 34 anni, senza che nemmeno si passi dalla casella del quinto set. In ogni caso, il primo turno del Roland Garros non è roba per vecchi né per giovani se di cognome fanno Zverev.
 
Il match tra il madrileno e il tedeschino vive due tempi di altrettanti set in altrettanti giorni. Ieri Verdasco mostra di essere in grande spolvero, come un tempo gli accadeva spesso. Meno in tempi più recenti. Nel primo set fa capire a Sascha di avere nella bisaccia, da numero 37 al mondo, i colpi che possono mettere in difficoltà chiunque. In particolare, il mancino spagnolo punta a spostare molto l'avversario e a farlo avanzare il meno possibile, costringendolo spesso a rispondere di rovescio. Il secondo set vede Zverev Jr. riproporre a tratti il tennis scintillante del Foro Italico. Bilancio comunque non entusiasmante per entrambi prima dello stop per l'oscurità: 49 gli errori non forzati complessivi, quattro break a testa, rari i vincenti (solo cinque quelli del numero 10 ATP nel primo set, quattro quelli di Verdasco nel secondo).
 
La notte porta consiglio soprattutto allo spagnolo, che nel terzo set recupera un break e poi ne ottiene uno per sé, decisivo. Sotto 1-0 nel quarto set, Sascha cede il turno di servizio e perde le staffe. C'è bisogno che qualcuno del suo staff gli spieghi, in separata sede, che è lui il solo responsabile degli errori che fa. Quando spezza le incolpevoli racchette Head come fossero matite senza più le mine, dalle tribune del Philippe-Chatrier - dove siedono molti dilettanti che giocano da anni con lo stesso legno - partono i primi sonori fischi. Non si riprende, come segnala impietosamente il risultato finale: 6-4 3-6 6-4 6-2. Il numero 10 ATP, che nove giorni fa aveva massacrato Novak Djokovic in finale a Roma, incassa comunque un record, pur se negativo: mai in passato un vincitore degli Internazionali aveva lasciato gli Open di Francia al primo turno.
 
Il mood giovanilistico del Roland Garros 2017 impone almeno due altre segnalazioni: il coreano Hyeon Chung, 21 anni compiuti in aprile, ha rimandato anzitempo a casa Sam Querrey (6-4 3-6 6-3 6-3), che era arrivato a Parigi con il favore dei pronostici: un suo quarto di finale veniva dato come più che probabile dagli allibratori. L'australiano Thanasi Kokkinakis, un mese più vecchio di Chung,  ha resistito oltre tre ore al giapponese Kei Nishikori, numero 9 ATP (4-6 6-1 6-4 6-4). Prima o poi crescerà anche lui. Sui tempi della maturazione, si rivolga a Lorenzi, che è un esperto.
 
Da sottolineare l'inatteso successo collettivo degli italiani a Parigi: in cinque al secondo turno dello Slam sulla terra rossa, da Napolitano a Bolelli, da Seppi a Fognini. Più Lorenzi. Almeno uno di loro approderà al terzo turno, visto che giovedì sarà in programma la sfida tra il sudtirolese e il ligure. Domani Simone Bolelli avrà l'impegno più ostico contro Dominic Thiem sul campo Suzanne Lenglen, mentre Stefano Napolitano giocherà senza pressioni contro l'argentino Diego Schwartzman, 24 anni, ATP 41. La fiducia è d'obbligo.
Twitter @claudiogiua