Roger e Rafa, Rafa e Roger. Soltanto la rediviva Maria (Sharapova) si guadagna un posticino nelle chiacchiere di chi, tra un hot dog e un'insalata Caesar, spera che presto spiova sul Queens. Ma poi si torna lì, Rafa e Roger, Roger e Rafa: approderanno entrambi alla semifinale? riusciranno, prima di scontrarsi lì, a evitare i trabocchetti dei tanti Carneade alla Steve Darcis (cfr. Wimbledon 2013)? la loro epoca, che è anche quella di Murray e Djokovic, sta per finire?
Se in migliaia esprimono contemporaneamente il medesimo desiderio, qualcosa talvolta accade. Convogliando su Nadal e Federer l'attenzione del pubblico di Flushing Meadows e delle platee televisiva e digitale globali, ottengono per loro dagli dei pluvi l'esclusiva assoluta della seconda giornata degli Us Open, giocata sotto il nuovo tetto mobile dell'Arthur Ashe Stadium mentre la pioggia fredda e battente allaga gli altri campi. In mattinata e nel primo pomeriggio c'era stato appena il tempo per chiudere cinque match femminili, tra i quali la passeggiata (6-1 6-2) della numero 1 WTA Karolina Pliskova ai danni di Magda Linette e, nel campo principale già in versione indoor, la clamorosa eliminazione di Angelique Kerber, vincitrice qui e a Melbourne nel 2016: a batterla nettamente in due set (6-3 6-1), una giapponese di padre haitiano, 19 anni, con secondo passaporto americano, Noemi Osaka. Che se proseguirà, come credo, il suo percorso nello Slam d'America, meriterà nei prossimi giorni una breve biografia.
Poi, mentre alle tre il pubblico senza accesso all'Arthur Ashe imbocca, mestamente infradiciato, a Mets Willets Point gli ingressi della linea 7 della metropolitana in direzione Manhattan, tocca a Nadal, opposto al serbo Dusan Lajovic, rassicurare i suoi tifosi e i dirigenti dell'ATP e dell'USTA. La tensione si stempera dopo un'ora, quando il numero 1 al mondo finalmente costringe alla resa al tie break il numero 85, che s'era illuso di prendersi almeno il primo set in forza del proprio gioco scintillante e intelligente. I due successivi parziali (6-2 6-2) sono invece una veloce e utile sessione di fine tuning della preparazione del maiorchino. Rafa c'è.
Anche Roger c'è, ma quanta fatica. Sceso in campo quando in Italia è notte fonda, il numero 3 del mondo ha una prima mezz'ora affannata, che Frances Tiafoe, in total black Nike, cappellino di lana compreso, gestisce con intelligenza e forza. Figlio di un immigrato della Sierra Leone che faceva il tuttofare di un circolo di tennis di Hyattsville nel Maryland, 19 anni e 6 mesi, il numero 6 del ranking Race to Milan mostra il meglio del suo repertorio: la capacità di sparare vincenti da ogni posizione della metà campo, la velocità di esecuzione, l'efficacia del servizio, l'eccellente difesa in back, perfino qualche propensione al funambolismo. Dopo aver subito il 4-6, lo svizzero ritrova misura e ritmo mentre l'americano non riesce a mantenere la qualità del gioco che ha acceso l'entusiasmo dell'Arthur Ashe a inizio match. Il secondo e terzo set (6-2 6-1) si prendono un'ora esatta, quasi fosse la lezione di un maestro all'allievo talentuoso ma ancora tatticamente incerto.
Il quarto set è ancora più veloce: 24 minuti. Durante i quali, Tiafoe ripropone la felicità esecutiva del primo set proprio quando Federer cala in precisione e determinazione. Soprattutto, le palle fiondate dall'americano tornano a a stamparsi a ridosso delle righe, sempre dentro. Finisce 1-6. Il quinto set pretende il massimo della concentrazione del più ammirato giocatore del secondo dopoguerra. Ottiene il tie break decisivo quand'è avanti 2-1, poi ritiene che gli basti tenere alta la percentuale al servizio per chiudere il match. Sbaglia: Tiafoe non molla e conquista di forza il proprio break sul 5-3 dopo che Federer ha clamorosamente sprecato un match point sotto rete. Il controbreak che vale il 6-4 e il secondo turno per Roger arriva tuttavia in tempo per liberare gli spalti prima di mezzanotte. La sensazione è che le condizioni delle schiena dello svizzero possano condizionarne il prosieguo del torneo.
Le modalità della sconfitta di Tiafoe confermano tutto il bene che si sta dicendo degli Under 21 approdati al tabellone principale degli Us Open, cominciati lunedì. In questo caso, le loro ottime prestazioni stanno galvanizzando gli organizzatori delle Next Gen Finals, in programma dal 7 all'11 di novembre alla Fiera di Milano con le cosiddette "regole veloci", come quella del set che va a chi raggiunge per primo quota 4 game, con tie break sul 3 pari. Tra gli otto finalisti di Rho non ci sarà Sascha Zverev, che opterà per le Finals ATP di Londra, dove potrebbe arrivare da numero 3 o 2 al mondo. Ci saranno invece il canadese di origini russo-israeliane Denis Shapovalov, di cui ho già previsto i trionfi futuri, e gli altri ragazzi che hanno passato il primo turno, il croato Borna Coric, l'americano Jared Donaldson e il coreano Hyeon Chung.
Se in migliaia esprimono contemporaneamente il medesimo desiderio, qualcosa talvolta accade. Convogliando su Nadal e Federer l'attenzione del pubblico di Flushing Meadows e delle platee televisiva e digitale globali, ottengono per loro dagli dei pluvi l'esclusiva assoluta della seconda giornata degli Us Open, giocata sotto il nuovo tetto mobile dell'Arthur Ashe Stadium mentre la pioggia fredda e battente allaga gli altri campi. In mattinata e nel primo pomeriggio c'era stato appena il tempo per chiudere cinque match femminili, tra i quali la passeggiata (6-1 6-2) della numero 1 WTA Karolina Pliskova ai danni di Magda Linette e, nel campo principale già in versione indoor, la clamorosa eliminazione di Angelique Kerber, vincitrice qui e a Melbourne nel 2016: a batterla nettamente in due set (6-3 6-1), una giapponese di padre haitiano, 19 anni, con secondo passaporto americano, Noemi Osaka. Che se proseguirà, come credo, il suo percorso nello Slam d'America, meriterà nei prossimi giorni una breve biografia.
Poi, mentre alle tre il pubblico senza accesso all'Arthur Ashe imbocca, mestamente infradiciato, a Mets Willets Point gli ingressi della linea 7 della metropolitana in direzione Manhattan, tocca a Nadal, opposto al serbo Dusan Lajovic, rassicurare i suoi tifosi e i dirigenti dell'ATP e dell'USTA. La tensione si stempera dopo un'ora, quando il numero 1 al mondo finalmente costringe alla resa al tie break il numero 85, che s'era illuso di prendersi almeno il primo set in forza del proprio gioco scintillante e intelligente. I due successivi parziali (6-2 6-2) sono invece una veloce e utile sessione di fine tuning della preparazione del maiorchino. Rafa c'è.
Anche Roger c'è, ma quanta fatica. Sceso in campo quando in Italia è notte fonda, il numero 3 del mondo ha una prima mezz'ora affannata, che Frances Tiafoe, in total black Nike, cappellino di lana compreso, gestisce con intelligenza e forza. Figlio di un immigrato della Sierra Leone che faceva il tuttofare di un circolo di tennis di Hyattsville nel Maryland, 19 anni e 6 mesi, il numero 6 del ranking Race to Milan mostra il meglio del suo repertorio: la capacità di sparare vincenti da ogni posizione della metà campo, la velocità di esecuzione, l'efficacia del servizio, l'eccellente difesa in back, perfino qualche propensione al funambolismo. Dopo aver subito il 4-6, lo svizzero ritrova misura e ritmo mentre l'americano non riesce a mantenere la qualità del gioco che ha acceso l'entusiasmo dell'Arthur Ashe a inizio match. Il secondo e terzo set (6-2 6-1) si prendono un'ora esatta, quasi fosse la lezione di un maestro all'allievo talentuoso ma ancora tatticamente incerto.
Il quarto set è ancora più veloce: 24 minuti. Durante i quali, Tiafoe ripropone la felicità esecutiva del primo set proprio quando Federer cala in precisione e determinazione. Soprattutto, le palle fiondate dall'americano tornano a a stamparsi a ridosso delle righe, sempre dentro. Finisce 1-6. Il quinto set pretende il massimo della concentrazione del più ammirato giocatore del secondo dopoguerra. Ottiene il tie break decisivo quand'è avanti 2-1, poi ritiene che gli basti tenere alta la percentuale al servizio per chiudere il match. Sbaglia: Tiafoe non molla e conquista di forza il proprio break sul 5-3 dopo che Federer ha clamorosamente sprecato un match point sotto rete. Il controbreak che vale il 6-4 e il secondo turno per Roger arriva tuttavia in tempo per liberare gli spalti prima di mezzanotte. La sensazione è che le condizioni delle schiena dello svizzero possano condizionarne il prosieguo del torneo.
Le modalità della sconfitta di Tiafoe confermano tutto il bene che si sta dicendo degli Under 21 approdati al tabellone principale degli Us Open, cominciati lunedì. In questo caso, le loro ottime prestazioni stanno galvanizzando gli organizzatori delle Next Gen Finals, in programma dal 7 all'11 di novembre alla Fiera di Milano con le cosiddette "regole veloci", come quella del set che va a chi raggiunge per primo quota 4 game, con tie break sul 3 pari. Tra gli otto finalisti di Rho non ci sarà Sascha Zverev, che opterà per le Finals ATP di Londra, dove potrebbe arrivare da numero 3 o 2 al mondo. Ci saranno invece il canadese di origini russo-israeliane Denis Shapovalov, di cui ho già previsto i trionfi futuri, e gli altri ragazzi che hanno passato il primo turno, il croato Borna Coric, l'americano Jared Donaldson e il coreano Hyeon Chung.