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Francesca e Matteo, elogio della positività

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Entrambi non sono in tabellone a Parigi. Di Roger Federer, 36 anni e 9 mesi, da domenica scorsa retrocesso numero 2 al mondo, si sapeva: già in marzo aveva annunciato che avrebbe disertato l'intera stagione sulla terra rossa. Ne ha ribadito i motivi a Vogue USA giorni fa: "Per continuare a giocare ad alto livello devo programmare la stagione in un certo modo. Ma spero di essere di nuovo in campo al Roland Garros prima di chiudere la carriera". Speranza condivisa da tanti. Milioni. Dello spagnolo Rubén Ramírez Hidalgo (fidatevi, gli accenti sono giusti), 40 anni e 6 mesi, numero 800, era facile prevedere il forfait: non partecipa da tempo alle qualificazioni di Masters e Slam. Peccato, perché è il più anziano tra i primi mille singolaristi del ranking ATP e proprio a Parigi, nel 2006, ha ottenuto con il quarto turno il miglior piazzamento in carriera. Nel suo piccolo, l'alicantino vanta un record significativo: il 4 agosto 2016 è diventato il primo a sommare quattrocento vittorie nei tornei Challenger. Roger e Rubén si conoscono. A Monte Carlo, nel 2008, il loro match al secondo turno s'è allungato al terzo set, con lo spagnolo addirittura avanti 4 game a 0: poi lo svizzero s'è rifatto sotto ed è passato al tie break.
 
Che senso ha, direte, parlare di assenti seppure carichi di onori e anni (d'entrambi, solo Federer, peraltro)? Il senso sta in un confronto che ci sta a cuore: tra i presenti nel main draw del principale torneo sulla terra rossa appare infatti una veterana come Francesca Schiavone, 38 anni tra un mese, vincitrice nel 2010 del titolo davanti ai 15166 spettatori del Philippe Chatrier e finalista l'anno successivo. Una che l'accesso al suo diciottesimo Roland Garros se l'è conquistato grazie al giovanilissimo crescendo agonistico nelle qualificazioni, culminato nell'umiliante 6-0 6-1 rifilato alla  russa Evgeniya Rodina, 29 anni, 116 WTA. Così amata a Parigi che venerdì il sito ufficiale del torneo ha segnalato "la standing ovation della piccola folla della Court 6" scattata al suo punto decisivo. Dopo la finale di Rabat di più di un anno fa, Schiavone ha racimolato pochi positivi precipitando al numero 265 del ranking WTA. Tuttavia "la sua passione per la competizione continua a bruciare abbastanza da giustificare la scelta di sottoporre il fisico ai rigori di un'altra stagione", come ha scritto l'immaginifico cronista della Fédération française de tennis. 
 
Oggi Francesca ha affrontato Viktoria Kuzmova, 87 WTA, sul campo 3, dove il tifo in maggioranza è stato dalla sua parte. Match equilibrato e segnato dai frequenti break, nel corso del quale l'esperienza ha tenuto testa al vigore atletico fino alle battute finali. La nostra ex numero 1 ha fallito alcune occasioni di prendere il largo ed è stata punita: sia il primo sia il secondo set si sono infatti risolti ai tie break, dominati dalla ventenne slovacca. Ma a contare, per Schiavone, è che ancora una volta ha dimostrato che il suo tempo da agonista non è finito. Nei prossimi mesi tenterà di rientrare tra le prime 200 al mondo e, soprattutto, di giocare il suo settantunesimo Slam, raggiungendo così l'americana Amy Frazier al secondo posto di questa speciale classifica di longevità dagli albori del tennis professionistico a oggi. Il primato di Venus Williams, al suo settantottesimo major (ha perso oggi in due set contro la cinese Watch Qiang), non è contendibile. Come scrisse Francesca in un post su Instagram prima degli ultimi Australian Open, "è proprio vero che l'età non può farti iniziare o finire un sogno. Sono ispirata da Roger, Serena e Venus, dalla continua crescita e dal folle divertimento che questo sport mi regala". 
 
Segnalata la sconfitta di Sara Errani, opposta alla sua personale bestia nera Alice Cornet (2-6 6-2 6-3), c'è per fortuna un chiaro segnale positivo per chi sta dall'altra parte delle Alpi rispetto a Parigi: sul campo 6 Matteo Berrettini ha eliminato in quattro set (3-6 7-5 6-2 6-1) il tedesco Oscar Otte, 25 anni, ATP 157. Il romano, che è numero 96 nel ranking virtuale, ha confermato quanto di buono ha fatto vedere al Foro Italico meno di due settimane fa battendo Frances Tiafoe e facendo penare persino Alexander Zverev. Tecnicamente resta il servizio l'arma letale dell'allievo di Vincenzo Santopadre ma è il carattere determinato e positivo a farmi ritenere che il ragazzo, 22 anni compiuti da poco, possa ambire a scalare la classifica mondiale. Al secondo turno troverà il cavallo pazzo lettone Ernests Gulbis o l'esperto lussemburghese Gilles Muller: in ogni caso, una prova di maturità. 
Twitter@claudiogiua