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I viaggi di tre italiani di valore

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I cronisti, compresi quelli di tennis, di solito pescano a piene mani nel vocabolario bellico, riempiendo pezzi e titoli di guerre, battaglie, ritirate, armistizi, fucilate e bordate. Spesso eccedono (ok, ok: eccediamo) anche nell'uso dei termini mutuati dai momenti topici del viaggio: cammino, traversata, passeggiata, o locuzioni tipo "si parte" e "fare i bagagli". Stavolta però Marco Trungelliti il suo lungo viaggio l'ha fatto davvero, con l'obiettivo di essere in campo lunedì mattina contro Bernard Tomic. La storia l'hanno raccontata in tanti: raggiunto domenica a Barcellona dalla convocazione dell'ultimo secondo come lucky loser (non aveva superato le qualificazioni) da parte degli organizzatori del Roland Garros, l'argentino numero 190 ATP non ha perso tempo. Niente aerei e nemmeno treni: ha noleggiato un'auto, caricato i bagagli, sistemato madre e nonna dietro, messo il fratello alla guida. Prima di mezzanotte, dopo mille chilometri e dieci ore punteggiati da parecchie soste e da video postati via via sui social, è arrivato a Parigi, ha dormito qualche ora e, nel pomeriggio, ha eliminato l'ex enfant prodige del tennis australiano (6-4 5-7 6-4 6-4). 
 
Meno avventuroso ma più carico di significati il viaggio tutto parigino del suo avversario di oggi, Marco Cecchinato, 25 anni, che ha imboccato la strada giusta (per rimanere nella metafora) dopo essere uscito fortunosamente dalla strettoia pericolosa nella quale s'era infilato l'anno scorso. Virtualmente da oggi numero 63 nella classifica mondiale e dunque 3 d'Italia dietro Fognini e Seppi, il palermitano sta giocando con la qualità e la continuità che raramente, in passato aveva ha assicurato. Oggi ha servito bene, sbagliato poco, imposto il proprio ritmo. Rispetto a Trungelliti, ha avuto qualche tentennamento di troppo nella conversione dei punti di break: un peccato veniale che però certifica la necessità di una maggiore sicurezza nei momenti decisivi del match. C'è stato equilibrio nel secondo set, quando l'eccessiva contestazione di un errore arbitrale e il successivo insulto italiano di globale notorietà hanno rischiato di mandare fuori carreggiata Marco, ma nel primo e nel terzo la partita ha tenuto una direzione precisa: 6-1 7-6 6-1. Per la prima volta in carriera Cecchinato arriva al terzo turno di uno Slam, dunque le difficoltà si moltiplicano: il prossimo avversario è lo spagnolo Pablo Carreno Busta, testa di serie numero 10 del torneo.
 
Anche il viaggio parigino di Matteo Berrettini sta diventando, passo dopo passo, una straordinaria avventura. Il romano, 22 anni, da oggi virtuale numero 78 del ranking ATP, ha agevolmente avuto ragione (6-2 3-6 6-4 6-3) del Ernests Gulbis, che a quasi trent'anni resta uno dei più talentuosi tennisti nonostante le frequenti assenze dal giro che conta. A confrontarli in campo, oggi, quello con la testa ben piantata sulle spalle è apparso Matteo. Lo confermano questi numeri: 15 i doppi falli del lettone contro i 2 dell'italiano; 4 i break point conquistati (di cui 2 trasformati) contro 12 (5); il 32 per cento delle risposte al servizio trasformato in punti contro il 41. Almeno nel caso dei due primi indicatori, c'è la prova che Berrettini sa cosa si deve fare e lo fa senza tante storie o ubbie. Insomma, senza sottovalutare il peso delle qualità tecniche dell'allievo di Vincenzo Santopadre, la sua crescita negli ultimi mesi o, addirittura, nelle ultime settimane è questione di maturazione di un carattere peraltro già pronto. E avrà ancora più bisogno di costanza e decisione già dal prossimo turno.
 
Restando agli italiani, l'ultimo viaggio della quarta giornata del Roland Garros l'ha concluso con successo Camila Giorgi, che ha regolato in due set (6-0 6-3) sul campo 6 la colombiana Mariana Duque-Marino, 28 anni, numero 112 del ranking WTA. Anche la ragazza di Macerata, che va per i 27 anni, dà segni di maturazione. Non ha per nulla mitigato l'aggressività, ma adesso mantiene saldamente sotto controllo l'andamento della gara. La prossima avversaria sarà di tutt'altro impegno: Sloane Stephens, 25 anni, WTA 10, vincitrice degli ultimi UsOpen, che a Parigi non è mai andata oltre il quarto turno. Una prova, appunto, di maturità per Camila.
Twitter @claudiogiua