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Di Camila, delle mosche volanti e della pioggia

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Le prime mosche volanti s'attaccano alle braccia e alle gambe di Madison Brengle quando il sole comincia a velarsi. L'americana le prende a racchettate, con scarsi risultati. Le altre formicidae latreille dotate di ali planano più tardi, a stormi, quando le nuvole sono compatte e l'umidità si fa palpabile. È la stagione della riproduzione di questi insetti, che non pungono né ronzano ma infastidiscono non poco. Camila Giorgi sembra, invece, non rendersi conto dell'invasione degli insetti. Il campo 17 è strategicamente piazzato tra il centrale di Wimbledon, dove alle 15 Federer sta affrontando Lucas Lacko, e la No.1 Court, che invece non ospita match. Stretto e silenzioso, tribunette per trecento spettatori malcontati, il piccolo impianto ha contesto e dimensioni che favoriscono la concentrazione. Camila Giorgi ne ha bisogno. Dopo l'uscita di scena, per ritiro o per ragioni di forza, di Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Francesca Schiavone e Sara Errani, sulla maceratese d'origine argentina è calata tutt'intera la responsabilità di tenere vitale il tennis femminile di prima fascia. Da qui l'accordo recente con la Federazione Italiana Tennis dopo un periodo di gelo reciproco. Sempre da qui, forse, la scelta di emanciparsi almeno un po' dal papà Sergio, che in questo Slam non incombe come suo solito. Per non deludere quanti le stanno dando fiducia, Camila deve tornare ai livelli di cinque o sei anni fa, quando raggiunse il quarto turno a Wimbledon (2012) e a Flushing Meadows (2013), o del 2015, quando ottenne il suo best ranking WTA (30) grazie anche alla vittoria sull'erba a 's-Hertogenbosch e alla finale a Katowice. Opposta oggi a Madison Brengle, 28 anni, numero 108 al mondo, ha due brevi momenti di totale black out all'inizio dei due set quando si ritrova indietro per 1-3 e 0-3.  Appena si riprende, riesce facilmente a imporre il proprio gioco, decisamente più efficace e potente, e a recuperare. Ha bisogno tuttavia di quattro match point per riuscire a chiudere i conti sul 6-3 6-4.

La nostra numero 1 (e da oggi potenziale numero 51 WTA) sta crescendo ma dà ancora la sensazione di non avere un piano B. Se capita che il suo gioco aggressivo non metta in gravi difficolta l'avversaria, per lei è difficile architettare una strategia alternativa. È un limite che a 26 anni e mezzo le preclude, come invece meriterebbe, la scalata ai piani alti del ranking mondiale. Intanto, comunque, si goda il terzo turno, venerdì, che sarà alla sua portata.

Dovendo scegliere, data la contemporaneità dei rispettivi incontri, tra Andreas Seppi (vs. Kevin Anderson) e Thomas Fabbiano (vs. Stan Wawrinka), opto per il pugliese: subisco il fascino degli underdog. Il tentativo dello svizzero di rientrare pienamente tra i protagonisti del tennis è messo a dura prova da Thomas (avanti per 7-6 6-3 5-6 al momento dello stop per pioggia), che è stato 70 al mondo nel settembre scorso e adesso è appena oltre quota 100. Nella prima frazione s'intuisce che l'azzurro è in giornata felice perché è lui a far vedere i colpi più entusiasmanti e, addirittura, ad annullare tre set point a Stan the Man nel tie break (9-7). Nel secondo set Fabbiano prende il largo con due break nel sesto e nel nono game. Perfetto. Nel terzo set, la sospensione per pioggia arriva sul 5-6 40 pari, con annullamento di bravura dei due match point avuto dallo svizzero. Si va avanti domani. Sono convinto che Thomas non avrà incubi notturni. Lo stesso vale per Andreas Seppi, che tornerà in campo per raddrizzare il match con il bombardiere sudafricano Kevin Anderson (soccombe per 6-3 5-7 6-3 1-1) e per Paolo Lorenzi, che è stato eliminato da Gael Monfils con onore e parecchia sfortuna nei due tie break decisivi (3-6 6-3 7-6 7-6).

Ho appena il tempo, prima della lunga sosta per la pioggia, per seguire sul campo 18 un set e mezzo del più interessante dei match odierni tra i futuri dominatori del circuito: Stefanos Tsitsipas, greco di madre russa, 20 anni da compiere in agosto, e Jared Donaldson, americano, 21 anni e otto mesi, sfoggiano un tennis di forza e intelligenza che conferma quanto su di loro hanno scritto autorevoli commentatori. Nonostante il risultato prima della sospensione non gli sia favorevole (6-3 6-2 3-6 3-4), mi ha impressionato il ragazzo del Rhode Islands che più volte in passato aveva deluso, come nella grigia apparizione alle Next Gen Finals milanesi dello scorso novembre. Determinato e attento, oggi ha saputo contenere il fenomenale ateniese, che a parer mio vedremo entro la fine della stagione tra i Top 20. Domani, alla ripresa del confronto, il verdetto.

Twitter @claudiogiua