Donne, cavalieri e bollenti tornei
Il Daily Mail l'aveva scritto domenica: "Prepariamoci a un torneo con giornate bollenti come mai prima". Anziché sfiancarlo, il caldo ringalluzzisce e quasi elettrizza il popolo mobile di Wimbledon, i quarantamila che ogni giorno entrano nel recinto del legittimo erede dei tornei medievali descritti da Alfred Tennyson nel popolare ciclo di poemi "Idylls of the King". Come ai tempi di Re Artù, i duelli vengono seguiti da una minoranza di quanti affollano l'area verde e viola dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club: gli altri si godono la fiera (i bar, i negozi, le aree di riposo) e si ritrovano rabdomanticamente laddove intuiscono si sta svolgendo un evento speciale. Come accade oggi nei dintorni del campo 12, dove s'affrontano due giocatori ancora poco noti al pubblico, StefanosTsitsipas e Thomas Fabbiano. I più accorti hanno infatti capito che questo è potenzialmente uno dei passaggi-chiave dei Championsh…
Il Daily Mail l'aveva scritto domenica: "Prepariamoci a un torneo con giornate bollenti come mai prima". Anziché sfiancarlo, il caldo ringalluzzisce e quasi elettrizza il popolo mobile di Wimbledon, i quarantamila che ogni giorno entrano nel recinto del legittimo erede dei tornei medievali descritti da Alfred Tennyson nel popolare ciclo di poemi "Idylls of the King". Come ai tempi di Re Artù, i duelli vengono seguiti da una minoranza di quanti affollano l'area verde e viola dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club: gli altri si godono la fiera (i bar, i negozi, le aree di riposo) e si ritrovano rabdomanticamente laddove intuiscono si sta svolgendo un evento speciale. Come accade oggi nei dintorni del campo 12, dove s'affrontano due giocatori ancora poco noti al pubblico, StefanosTsitsipas e Thomas Fabbiano. I più accorti hanno infatti capito che questo è potenzialmente uno dei passaggi-chiave dei Championships, dal quale potrebbe uscire confermato il nome di uno dei protagonisti del futuro. Perché se la costanza del rendimento nel lungo periodo caratterizza i grandi di qualsiasi sport, a 20 anni ancora da compiere Tsitsipas è già un gigante. L'ateniese in gennaio era appena entrato tra i Top 100 quando a Doha raggiunse i quarti di finale. Ad aprile a Montecarlo aveva già raggiunto il 71° posto ATP. Con la finale a Barcellona persa contro Rafael Nadal s'era arrampicato fino a quota 63. Il mese scorso al Roland Garros si piazzava tra i primi 40 al mondo e adesso è a ridosso dei 30. Dopo aver eliminato il francese Gregoire Barrere in quattro set lunedì e l'americano Jared Donaldson in cinque set tra mercoledì e giovedì, oggi il greco di madre tedesca domina (6-2 6-1 6-4 in un'ora e mezza) il match con Fabbiano, reduce dalla vittoria con Stan Wawrinka. Il pugliese (ricordate, a proposito di Medioevo e cavalieri, la disfida di Barletta?) non sa invece riproporre la felicità di gioco e la determinazione dimostrate contro l'ex numero 3 al mondo. Deve ancora abituarsi all'idea che battere i mostri sacri non è di per sé un obiettivo appagante: nei tornei che contano bisogna arrivare i più avanti possibile. Come nel 1885 in "Lancelot and Elaine" Tennyson raccontò che il suo eroe fece.
Nella finzione letteraria dell'Ottocento le donne erano raramente dirette protagoniste degli antichi tornei nelle terre oltre la Manica. Nella realtà di oggi sì, per fortuna. Alle 13.10 sul campo 18 il sole picchia forte: 27 gradi reali, 28 percepiti a causa dell'umidità. Anche Katerina Siniakova picchia forte, più di quanto faccia di solito Camila Giorgi: nel primo set e mezzo (quando la ceca conduce per 6-3 4-3) la differenza tra le due non si misura in gradi Celsius ma in palle break trasformate, che a questo punto del match sono soltanto 2 su 7 per l'italiana contro le 4 su 8 dell'avversaria. Negativi anche altri indicatori: il 53 per cento di prime di servizio messe nel rettangolo di destinazione contro il 73 per cento, 7 doppi falli contro 4. Con queste performance, per l'azzurra ci sarebbe ben poco da fare.
Da lì a poco, al decimo gioco, la ragazza originaria di Hradec Kralove, 22 anni, 42 WTA, doppista spesso vincente in coppia con Barbora Krejcikova (6 WTA), ottiene il suo match point. Non lo trasforma perché Camila rischia il tutto per tutto costringendola a sbagliare di rovescio. È la svolta. Anche se poi, al servizio per il set, non riesce a sfruttare la ghiotta occasione, nel successivo tie break la numero 1 d'Italia recupera da 1-4 sotto e riesce a prendersi il parziale. Si va al terzo set.
Alle 14 il caldo è quasi insopportabile, non c'è un refolo di vento. Come ogni volta in questo torneo Giorgi fatica a carburare all'inizio della frazione di gioco e cede il turno di servizio d'apertura. Si rifà subito con un break di forza e, approfittando del vistoso calo fisico di Siniakova, va lesta a chiudere la partita per 3-6 7-6 6-2 dopo due ore e 38 minuti massacranti. Per la seconda volta in carriera Camila, 26 anni, da oggi virtuale 48 WTA, raggiunge gli ottavi di finale a Londra. Le riuscì nel 2012, quando venne fermata da Agnieszka Radwanska (l'anno successivo ripetè l'exploit agli Us Open). Lunedì troverà Ekaterina Makarova, trentenne mancina russa, numero 30 al mondo, anche lei doppista espertissima sebbene in singolare possa vantare le semifinali a New York (2014) e Melbourne (2015). Superasse l'ostacolo, la maceratese salirebbe intorno alle trentaduesima posizione nel ranking WTA, a due passi dal suo record personale (trentesima nel 2015). Per il gioco e la determinazione che sta mostrando a Wimbledon, se lo merita.
Twitter @claudiogiua
Nella finzione letteraria dell'Ottocento le donne erano raramente dirette protagoniste degli antichi tornei nelle terre oltre la Manica. Nella realtà di oggi sì, per fortuna. Alle 13.10 sul campo 18 il sole picchia forte: 27 gradi reali, 28 percepiti a causa dell'umidità. Anche Katerina Siniakova picchia forte, più di quanto faccia di solito Camila Giorgi: nel primo set e mezzo (quando la ceca conduce per 6-3 4-3) la differenza tra le due non si misura in gradi Celsius ma in palle break trasformate, che a questo punto del match sono soltanto 2 su 7 per l'italiana contro le 4 su 8 dell'avversaria. Negativi anche altri indicatori: il 53 per cento di prime di servizio messe nel rettangolo di destinazione contro il 73 per cento, 7 doppi falli contro 4. Con queste performance, per l'azzurra ci sarebbe ben poco da fare.
Da lì a poco, al decimo gioco, la ragazza originaria di Hradec Kralove, 22 anni, 42 WTA, doppista spesso vincente in coppia con Barbora Krejcikova (6 WTA), ottiene il suo match point. Non lo trasforma perché Camila rischia il tutto per tutto costringendola a sbagliare di rovescio. È la svolta. Anche se poi, al servizio per il set, non riesce a sfruttare la ghiotta occasione, nel successivo tie break la numero 1 d'Italia recupera da 1-4 sotto e riesce a prendersi il parziale. Si va al terzo set.
Alle 14 il caldo è quasi insopportabile, non c'è un refolo di vento. Come ogni volta in questo torneo Giorgi fatica a carburare all'inizio della frazione di gioco e cede il turno di servizio d'apertura. Si rifà subito con un break di forza e, approfittando del vistoso calo fisico di Siniakova, va lesta a chiudere la partita per 3-6 7-6 6-2 dopo due ore e 38 minuti massacranti. Per la seconda volta in carriera Camila, 26 anni, da oggi virtuale 48 WTA, raggiunge gli ottavi di finale a Londra. Le riuscì nel 2012, quando venne fermata da Agnieszka Radwanska (l'anno successivo ripetè l'exploit agli Us Open). Lunedì troverà Ekaterina Makarova, trentenne mancina russa, numero 30 al mondo, anche lei doppista espertissima sebbene in singolare possa vantare le semifinali a New York (2014) e Melbourne (2015). Superasse l'ostacolo, la maceratese salirebbe intorno alle trentaduesima posizione nel ranking WTA, a due passi dal suo record personale (trentesima nel 2015). Per il gioco e la determinazione che sta mostrando a Wimbledon, se lo merita.
Twitter @claudiogiua