Sulla superiorità di genere non ho mai avuti dubbi: meglio le donne. Dallo Slam sull'erba viene la conferma, considerato che di nove azzurri in tabellone non ne approda alcuno alla seconda settimana del torneo, mentre l'unica italiana del main draw, Camila Giorgi, giocherà lunedì il suo ottavo di finale contro la russa Ekaterina Makarova. L'ultimo maschio a cedere il passo è stato Fabio Fognini, che non ha saputo sfruttare le tante occasioni, soprattutto nel primo e nel terzo set, per distaccare Jiri Vesely, che lo seguiva finora di un'ottantina posizioni nel ranking ATP. Il ceco, 25 anni, ha usato con notevole efficacia la sua arma migliore, il servizio, e approfittato di ogni chance gli si sia presentata, chiudendo con relativa scioltezza per 7-6 3-6 6-3 6-2 in 2 ore e 54 minuti. Resta alle cronache un dato positivo: il ligure si è comportato con l'aplomb di un membro emerito dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club sia oggi sul campo numero 3 sia nei due turni precedenti.
La sconfitta di Fognini non è comunque la sorpresa di giornata se paragonata con quelle di Simona Halep, testa di serie numero 1, umiliata in tre set dalla taiwanese Su-Wei Hsieh, 48 WTA, e di Alexander Zverev, testa di serie numero 4, eliminato in cinque set (6-0 l'ultimo!) dalla vecchia indecifrabile volpe lettone Ernests Gulbis, 138 ATP. Non ho avuto modo di seguire i due match, quindi non saprei dire quali sono state le chiavi di volta. Ho invece seguito con interesse la partita che ha aperto la giornata nello stadio principale. Anzitutto, ho scoperto che Rafael Nadal e Alex De Minaur dialogano in spagnolo e, talvolta, catalano. Perché di australiano il giovane Alex - nato il 17 febbraio 1999 - ha la nazionalità per ius soli e l'eccezionale somiglianza con Ken Rosewall - 2 novembre 1934 - quand'aveva la sua età. Per il resto, è tutta un'altra storia: qualche mese prima di iniziare le elementari, la sua famiglia - la madre Esther è spagnola e tifosissima del Real Madrid, il padre Anibal è uruguaiano e a Sydney gestiva un autolavaggio, più tre fratelli - si trasferì ad Alicante, a metà strada tra Valentia e Cartagena; a undici anni, il ritorno agli antipodi; due anni fa, la definitiva scelta di emisfero con il ri-trasloco in Spagna. Ma il ragazzo, che fa spesso la spola tra le due città di mare separate da diciassettemila chilometri, si sente australiano: "Anche quando giocavo per le squadre giovanili spagnole - ha detto a un giornalista del Sydney Morning Herald in occasione dell'esordio in Davis - pensavo che avrei voluto rappresentare l'Australia".
Non altissimo (180 centimetri) e leggero (69 chili), Alex è rapidissimo di braccio e gambe. Dotato di un servizio potente che piazza a piacimento, usa appena può il rovescio bimane che ricorda, per tecnica di esecuzione, quello di Denis Shapovalov. A Wimbledon ha eliminato in quattro set Marco Cecchinato al primo turno e poi il francese Pierre-Hugues Herbert prima di cedere oggi a Nadal davanti ai quindicimila della Centre Court (6-1 6-2 6-4), che si sono divertiti parecchio nonostante il match sia durato soltanto due ore e due minuti: gli scambi al fulmicotone, i preziosismi tecnici, le frequenti incursioni sotto rete di entrambi hanno mostrato l'ottimo stato di forma del maiorchino e le enormi potenzialità, in parte da testare e affinare, dell'ibero-australiano.
Ad Alex noi tennismaniaci italici siamo particolarmente interessati perché puntiamo a vederlo in campo a Rho Fiera in novembre. La classifica "Singles Race to Milan" serve a designare, contando i punti ATP ottenuti da ciascun giocatore da Capodanno in poi, i sette Under 21 che di diritto parteciperanno alle Next Gen Finals. L'ottavo finalista, come lo scorso anno, sarà il vincitore del torneo di qualificazione riservato agli italiani. Bene, gli attuali primi sei del ranking hanno tutti superato il primo turno a Wimbledon. Al secondo sono usciti di scena il canadese Shapovalov, 19 anni, attualmente numero 3 della Race, e l'americano Taylor Fritz, 20 anni, numero 6. Come De Minaur, numero 5, e Zverev, 21 anni, numero 1, anche l'americano Frances Tiafoe, 20 anni, numero 4, s'è fermato alla terza partita (ha perso oggi in cinque set per mano di Karen Khachanov). È invece ancora in gara il greco Stefanos Tsitsipas, 19 anni, numero 2, che negli ottavi affronterà John Isner. La performance collettiva conferma che, nel medio periodo (dal 2022, direi), il tennis avrà protagonisti all'altezza dei fantastici ultimi tre lustri, pur in assenza di Federer e forse di Nadal, Djokovic e Murray. Domani, per fortuna, si riposa.
Twitter@claudiogiua
La sconfitta di Fognini non è comunque la sorpresa di giornata se paragonata con quelle di Simona Halep, testa di serie numero 1, umiliata in tre set dalla taiwanese Su-Wei Hsieh, 48 WTA, e di Alexander Zverev, testa di serie numero 4, eliminato in cinque set (6-0 l'ultimo!) dalla vecchia indecifrabile volpe lettone Ernests Gulbis, 138 ATP. Non ho avuto modo di seguire i due match, quindi non saprei dire quali sono state le chiavi di volta. Ho invece seguito con interesse la partita che ha aperto la giornata nello stadio principale. Anzitutto, ho scoperto che Rafael Nadal e Alex De Minaur dialogano in spagnolo e, talvolta, catalano. Perché di australiano il giovane Alex - nato il 17 febbraio 1999 - ha la nazionalità per ius soli e l'eccezionale somiglianza con Ken Rosewall - 2 novembre 1934 - quand'aveva la sua età. Per il resto, è tutta un'altra storia: qualche mese prima di iniziare le elementari, la sua famiglia - la madre Esther è spagnola e tifosissima del Real Madrid, il padre Anibal è uruguaiano e a Sydney gestiva un autolavaggio, più tre fratelli - si trasferì ad Alicante, a metà strada tra Valentia e Cartagena; a undici anni, il ritorno agli antipodi; due anni fa, la definitiva scelta di emisfero con il ri-trasloco in Spagna. Ma il ragazzo, che fa spesso la spola tra le due città di mare separate da diciassettemila chilometri, si sente australiano: "Anche quando giocavo per le squadre giovanili spagnole - ha detto a un giornalista del Sydney Morning Herald in occasione dell'esordio in Davis - pensavo che avrei voluto rappresentare l'Australia".
Non altissimo (180 centimetri) e leggero (69 chili), Alex è rapidissimo di braccio e gambe. Dotato di un servizio potente che piazza a piacimento, usa appena può il rovescio bimane che ricorda, per tecnica di esecuzione, quello di Denis Shapovalov. A Wimbledon ha eliminato in quattro set Marco Cecchinato al primo turno e poi il francese Pierre-Hugues Herbert prima di cedere oggi a Nadal davanti ai quindicimila della Centre Court (6-1 6-2 6-4), che si sono divertiti parecchio nonostante il match sia durato soltanto due ore e due minuti: gli scambi al fulmicotone, i preziosismi tecnici, le frequenti incursioni sotto rete di entrambi hanno mostrato l'ottimo stato di forma del maiorchino e le enormi potenzialità, in parte da testare e affinare, dell'ibero-australiano.
Ad Alex noi tennismaniaci italici siamo particolarmente interessati perché puntiamo a vederlo in campo a Rho Fiera in novembre. La classifica "Singles Race to Milan" serve a designare, contando i punti ATP ottenuti da ciascun giocatore da Capodanno in poi, i sette Under 21 che di diritto parteciperanno alle Next Gen Finals. L'ottavo finalista, come lo scorso anno, sarà il vincitore del torneo di qualificazione riservato agli italiani. Bene, gli attuali primi sei del ranking hanno tutti superato il primo turno a Wimbledon. Al secondo sono usciti di scena il canadese Shapovalov, 19 anni, attualmente numero 3 della Race, e l'americano Taylor Fritz, 20 anni, numero 6. Come De Minaur, numero 5, e Zverev, 21 anni, numero 1, anche l'americano Frances Tiafoe, 20 anni, numero 4, s'è fermato alla terza partita (ha perso oggi in cinque set per mano di Karen Khachanov). È invece ancora in gara il greco Stefanos Tsitsipas, 19 anni, numero 2, che negli ottavi affronterà John Isner. La performance collettiva conferma che, nel medio periodo (dal 2022, direi), il tennis avrà protagonisti all'altezza dei fantastici ultimi tre lustri, pur in assenza di Federer e forse di Nadal, Djokovic e Murray. Domani, per fortuna, si riposa.
Twitter@claudiogiua