IN TEMPI di sdoganamenti tutt’altro che commendevoli, citare i futuristi marinettiani che urlavano “Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!” è quasi un atto di moderazione. Che si può azzardare perché la domenica d’apertura degli Internazionali BNL d’Italia, per tradizione dedicata ai giocatori casalinghi che sognano e fanno sognare, si scopre giovane, violenta (in senso buono) e temeraria. Due i protagonisti. Il primo, Jannik Sinner, 17 anni compiuti in agosto, è uno che fino a tre mesi fa frequentava soprattutto i tornei Future, la scuola media del grande tennis. Entrato in febbraio a Bergamo nella storia minore del tennis nostrano per essere il primo giocatore al mondo classe 2001 a vincere un Challenger (che corrisponde al liceo, per restare nella metafora scolastica), il sudtirolese è da ieri il più giovane italiano di sempre ad aver superato il primo turno di un Masters 1000, ossia la laurea triennale. Il secondo, Matteo Berrettini, classe 1996, ha già avuto modo di mostrare, anche di recente con il trionfo nel Masters 250 di Budapest e la finale persa sette giorni dopo in quello di Monaco di Baviera, quali sono le qualità che l’hanno fatto arrampicare fino al gradino numero 31 del ranking ATP. Ieri ha passato il suo turno di forza, davanti ai parenti - genitori, fratello, zii, cugini - e agli amici della Canottieri Aniene che hanno pazientemente atteso che la fine di un prolungato acquazzone rendesse di nuovo agibile il rinnovato stadio Grand Stand.
Match dagli andamenti totalmente diversi. Sul Centrale, che finora aveva visto solo in tv, Sinner, ATP 262, soffre una prima volta per pareggiare il set d’apertura malamente lasciato (1-6) all’americano Steve Johnson, ATP 59, e una seconda nel terzo set per recuperare il terreno perso, tanto da rischiare di uscire definitivamente di scena sul 2-5. In mezzo, uno spettacolare secondo set (6-1) che tramortisce psicologicamente l’esperto californiano, 29 anni, assolutamente incapace di contenere le accelerazioni dell’avversario. La rimonta finale è di quelle che non si dimenticano: annullato un match point, il ragazzo di Sesto Pusteria si prende i cinque game successivi grazie a un gioco tanto potente quando controllato. È disarmante quando, un’ora dopo, racconta ai giornalisti la sua domenica giovane e temeraria: “All’inizio ho sentito la tensione che c’era nel Centrale. Poi sono andato in bagno, mi sono preso un po’ di tempo ed è cambiato tutto, anche perché sentivo che il pubblico era con me”. Gli chiedono com’è che sembra sempre tranquillo anche quando le cose gli vanno storte: “Sono così, non so. Eppure dentro sento l’emozione, anche se non lo mostro. Sono sorpreso di quanto sta accadendomi, però il mio obiettivo non è vincere un match, ma fare bene a lungo nel mondo del tennis. Tra qualche anno. M’hanno detto che qui il mio prossimo avversario sarà Stefanos (Tsitsipas): sarà durissima ma voglio giocarmela”.
Berrettini non lascia invece alcuna chance di entrare in partita a Lucas Pouille, nel 2017 artefice del ritorno della Coppa Davis in Francia, un anno fa numero 10 al mondo, cinque mesi fa semifinalista agli ultimi Australian Open. Il romano mette in sicurezza entrambi i set (6-2 6-4) grazie ai turni di servizio segnati da botte spesso sopra i 220 chilometri orari e ai break ottenuti alla prima occasione utile. I suoi serve-and-volley e drop shot sorprendono quasi sempre il ragazzo di Grande-Synthe, 25 anni, da inizio stagione allenato da Amelie Mauresmo. Al secondo turno il sorteggio gli ha assegnato Alexander Zverev, numero 4 ATP, non al massimo della forma. Per Matteo sarà l’occasione per verificare se le ambizioni corrispondono ai reali rapporti di forza.
In ogni caso, sia Berrettini sia Sinner sono da comprendere, con Fabio Fognini e Marco Cecchinato (entrambi in campo oggi al Foro), nella pattuglia di testa del tennis azzurro. Andreas Seppi sta invece lentamente uscendo di scena: ieri ha perso in tre set da Roberto Bautista Agut, pur senza sfigurare. Ora gli Internazionali entrano nel vivo, in attesa che da Madrid arrivino i protagonisti del torneo sulla terra rossa che si è concluso ieri con la vittoria numero 33 di Novak Djokovic in un Masters 1000. Il numero 1 ATP ha regolato in due set Tsitsipas, che comunque conferma di essere ormai una solida realtà del circuito maggiore.
Match dagli andamenti totalmente diversi. Sul Centrale, che finora aveva visto solo in tv, Sinner, ATP 262, soffre una prima volta per pareggiare il set d’apertura malamente lasciato (1-6) all’americano Steve Johnson, ATP 59, e una seconda nel terzo set per recuperare il terreno perso, tanto da rischiare di uscire definitivamente di scena sul 2-5. In mezzo, uno spettacolare secondo set (6-1) che tramortisce psicologicamente l’esperto californiano, 29 anni, assolutamente incapace di contenere le accelerazioni dell’avversario. La rimonta finale è di quelle che non si dimenticano: annullato un match point, il ragazzo di Sesto Pusteria si prende i cinque game successivi grazie a un gioco tanto potente quando controllato. È disarmante quando, un’ora dopo, racconta ai giornalisti la sua domenica giovane e temeraria: “All’inizio ho sentito la tensione che c’era nel Centrale. Poi sono andato in bagno, mi sono preso un po’ di tempo ed è cambiato tutto, anche perché sentivo che il pubblico era con me”. Gli chiedono com’è che sembra sempre tranquillo anche quando le cose gli vanno storte: “Sono così, non so. Eppure dentro sento l’emozione, anche se non lo mostro. Sono sorpreso di quanto sta accadendomi, però il mio obiettivo non è vincere un match, ma fare bene a lungo nel mondo del tennis. Tra qualche anno. M’hanno detto che qui il mio prossimo avversario sarà Stefanos (Tsitsipas): sarà durissima ma voglio giocarmela”.
Berrettini non lascia invece alcuna chance di entrare in partita a Lucas Pouille, nel 2017 artefice del ritorno della Coppa Davis in Francia, un anno fa numero 10 al mondo, cinque mesi fa semifinalista agli ultimi Australian Open. Il romano mette in sicurezza entrambi i set (6-2 6-4) grazie ai turni di servizio segnati da botte spesso sopra i 220 chilometri orari e ai break ottenuti alla prima occasione utile. I suoi serve-and-volley e drop shot sorprendono quasi sempre il ragazzo di Grande-Synthe, 25 anni, da inizio stagione allenato da Amelie Mauresmo. Al secondo turno il sorteggio gli ha assegnato Alexander Zverev, numero 4 ATP, non al massimo della forma. Per Matteo sarà l’occasione per verificare se le ambizioni corrispondono ai reali rapporti di forza.
In ogni caso, sia Berrettini sia Sinner sono da comprendere, con Fabio Fognini e Marco Cecchinato (entrambi in campo oggi al Foro), nella pattuglia di testa del tennis azzurro. Andreas Seppi sta invece lentamente uscendo di scena: ieri ha perso in tre set da Roberto Bautista Agut, pur senza sfigurare. Ora gli Internazionali entrano nel vivo, in attesa che da Madrid arrivino i protagonisti del torneo sulla terra rossa che si è concluso ieri con la vittoria numero 33 di Novak Djokovic in un Masters 1000. Il numero 1 ATP ha regolato in due set Tsitsipas, che comunque conferma di essere ormai una solida realtà del circuito maggiore.