Il Media Center (altro che “sala stampa”, ché odora di vecchi giornali ritrovati in soffitta) ha una vetrata di cinquanta metri. Dà su St Mark’s Walk, il largo camminamento che dal campo 1 conduce ai popolari campi dal 2 al 12, costeggiando il 14, il 18 e la Centre Court. Di mattina, le migliaia di persone che vedo passare lì fuori sembrano tutte in ritardo, quasi fossero sul punto di perdere appuntamenti dai quali dipendono le loro vite. Corrono, si sbracciano, s’affannano. Appagata l’ansia collettiva da match, a metà pomeriggio la frenesia s’attenua. All’imbrunire i passanti sembrano impegnati nel lento struscio lungo il corso principale di qualsiasi città del nostro sud, avanti e indietro, avanti e indietro. Wimbledon come Taranto o Lecce.
Nonostante giochi all’ora del tè sul campo 2, Thomas Fabbiano da San Giorgio Jonico in provincia di Taranto, 30 anni, numero 89 ATP, ha persino più fretta degli spettatori mattinieri. Semifinalista sull’erba di Eastbourne la scorsa settimana dopo essere approdato al tabellone principale dalle qualificazioni e aver eliminato nell’ordine Kenny De Schepper, Juan Ignacio Londero, James Ward, Laslo Djere e Gilles Simon, adora il manto verde - a Wimbledon al secondo turno lo scorso anno eliminò Stan Wawrinka - e sa che per mettere in difficoltà il numero 6 al mondo Stefanos Tsitsipas, il greco classe 1998 considerato il più dotato della sua generazione, bisogna anticiparlo, prenderlo in contropiede, sbagliare pochissimo, sfruttare il dritto e non dargli la possibilità di imporre i suoi ritmi.
Lo conosce bene avendo subito per sua mano una sonora sconfitta proprio qui un anno fa al terzo turno (6-2 6-1 6-4) e forse anche perché l’ateniese nel 2016 contribuì a portare il Circolo Tennis Galatina, in provincia di Lecce, dalla serie B alla A2. Nel confronto che l’allievo di Massimo Sartori e Federico Placidilli dà sempre l’impressione di poter condurre da padrone, come confermano i due match point nel quarto set e il percorso quasi netto nel quinto (6-4 2-6 6-4 6-7 6-3 in 3 ore e 23 minuti), Tsitsipas mostra invece, e di nuovo, qualche fragilità nervosa. Alla conferenza stampa postpartita si presenta affranto, seppure in grado di analizzare lucidamente le ragioni della sconfitta: “Thomas ha giocato meglio di me. Punto. Non avrei davvero meritato la vittoria. Poteva persino superarmi in tre set, non so come ho portato il match al quinto, forse solo grazie al mio spirito combattivo. Direi che il suo dritto non è lo stesso dell’anno scorso, lo ha molto migliorato. È difficile adesso intuirne le traiettorie, devi solo tentare d’indovinarle. Allora mi sembrò il match più facile del mio torneo, oggi è stato ingiocabile”. Il ragazzo ha un futuro da commentatore. Raggiante Thomas: “Non potevo cedergli nemmeno un centimetro, e ci sono riuscito. Ho fatto una grande partita. Sono pronto ad affrontare Ivo Karlovic (che oggi ha eliminato Andrea Arnaboldi in tre set ndr) anche se so che in alcuni suoi game di servizio farò la comparsa, come in semifinale l’altro giorno con Sam Querrey”. E ride.
Ha tanta fretta quanta Fabbiano il ceco Jiri Vesely, 26 anni, ATP 129, fanatico dell’erba e protagonista sul Campo 1 dell’altra clamorosa eliminazione della giornata tra gli uomini: la sua vittima è Alexander Zverev (4-6 6-3 6-2 7-5 in due ore e 31 minuti), l'unico in competizione con Tsitsipas per la leadership dei ventenni e per il primato di giovani cuori femminili spezzati. Anche qui, il russo-tedesco ATP 5, non è mai in grado, nemmeno nel primo set, d’avere il braccio, le gambe e la testa che servono da queste parti.
Non ha invece mai fretta, dunque nemmeno oggi, Andreas Seppi, che senza strafare tiene a distanza uno dei migliori giovani del circuito, il cileno Nicolas Jarry, 23 anni, ATP 53, che ha un sussulto nel secondo set ma per il resto si deve limitare a subire le linee geometriche tracciate dal sudtirolese in via di forzata americanizzazione (6-3 6-7 6-1 6-2 in 2 ore e 23 minuti).
Non ha fretta - è troppo stanco per averne - nemmeno Lorenzo Sonego che 48 ore fa a 2900 chilometri di distanza, sulla costa turca mediterrane, ha vinto sull’erba il suo primo torneo ATP. Gravato dal viaggio, dalla tensione e dai festeggiamenti, il torinese, 24 anni, da oggi ufficialmente tra i Top 50 ATP, non è in grado di tenere testa all’espertissimo spagnolo Marcel Granollers, 33 anni, in passato stabilmente piazzato intorno alla trentesima posizione del ranking mondiale ma ormai oltre quota 100. Impreciso e lento, Lorenzo estrae da chissà dove le residue energie e riesce ad annullare quattro match point prima di cedere per 7-6 6-4 6-4 in 2 ore e 36 minuti.
Non so se alle 11 di mattina sul campo 8 abbia fretta o meno Camila Giorgi, ma poco importa: qualsiasi siano le condizioni d’orario, meteo, di temperatura o d’umore, il suo gioco non cambia. Reduce da una lunga sosta e dunque a corto di adrenalina da competizione, la numero 1 d’Italia spreca molto e ragiona poco, lasciando che l’avversaria ucraina Dayana Yastremska, classe 2000, WTA 35, impieghi poco più di un’ora per ottenere il successo netto (6-3 6-3) che per la prima volta le consente di arrivare al secondo turno dei Championships. Tra le donne, tuttavia, le vere mattatrici di giornata sono sul campo 1 le americane di colore Venus Williams, 39 anni, e Cori Gauff, che ne ha compiuti 15 in marzo. Fisicamente sono talmente simili che si potrebbe legittimamente scambiarle per madre e figlia. A prevalere è stata la ragazzina (6-4 6-4 in un’ora e 19 minuti), che ha una fretta da matti: vuole essere lei a raccogliere il testimone delle due sorelle di Palm Beach Gardens. Prima di chiunque altra.
Nonostante giochi all’ora del tè sul campo 2, Thomas Fabbiano da San Giorgio Jonico in provincia di Taranto, 30 anni, numero 89 ATP, ha persino più fretta degli spettatori mattinieri. Semifinalista sull’erba di Eastbourne la scorsa settimana dopo essere approdato al tabellone principale dalle qualificazioni e aver eliminato nell’ordine Kenny De Schepper, Juan Ignacio Londero, James Ward, Laslo Djere e Gilles Simon, adora il manto verde - a Wimbledon al secondo turno lo scorso anno eliminò Stan Wawrinka - e sa che per mettere in difficoltà il numero 6 al mondo Stefanos Tsitsipas, il greco classe 1998 considerato il più dotato della sua generazione, bisogna anticiparlo, prenderlo in contropiede, sbagliare pochissimo, sfruttare il dritto e non dargli la possibilità di imporre i suoi ritmi.
Lo conosce bene avendo subito per sua mano una sonora sconfitta proprio qui un anno fa al terzo turno (6-2 6-1 6-4) e forse anche perché l’ateniese nel 2016 contribuì a portare il Circolo Tennis Galatina, in provincia di Lecce, dalla serie B alla A2. Nel confronto che l’allievo di Massimo Sartori e Federico Placidilli dà sempre l’impressione di poter condurre da padrone, come confermano i due match point nel quarto set e il percorso quasi netto nel quinto (6-4 2-6 6-4 6-7 6-3 in 3 ore e 23 minuti), Tsitsipas mostra invece, e di nuovo, qualche fragilità nervosa. Alla conferenza stampa postpartita si presenta affranto, seppure in grado di analizzare lucidamente le ragioni della sconfitta: “Thomas ha giocato meglio di me. Punto. Non avrei davvero meritato la vittoria. Poteva persino superarmi in tre set, non so come ho portato il match al quinto, forse solo grazie al mio spirito combattivo. Direi che il suo dritto non è lo stesso dell’anno scorso, lo ha molto migliorato. È difficile adesso intuirne le traiettorie, devi solo tentare d’indovinarle. Allora mi sembrò il match più facile del mio torneo, oggi è stato ingiocabile”. Il ragazzo ha un futuro da commentatore. Raggiante Thomas: “Non potevo cedergli nemmeno un centimetro, e ci sono riuscito. Ho fatto una grande partita. Sono pronto ad affrontare Ivo Karlovic (che oggi ha eliminato Andrea Arnaboldi in tre set ndr) anche se so che in alcuni suoi game di servizio farò la comparsa, come in semifinale l’altro giorno con Sam Querrey”. E ride.
Ha tanta fretta quanta Fabbiano il ceco Jiri Vesely, 26 anni, ATP 129, fanatico dell’erba e protagonista sul Campo 1 dell’altra clamorosa eliminazione della giornata tra gli uomini: la sua vittima è Alexander Zverev (4-6 6-3 6-2 7-5 in due ore e 31 minuti), l'unico in competizione con Tsitsipas per la leadership dei ventenni e per il primato di giovani cuori femminili spezzati. Anche qui, il russo-tedesco ATP 5, non è mai in grado, nemmeno nel primo set, d’avere il braccio, le gambe e la testa che servono da queste parti.
Non ha invece mai fretta, dunque nemmeno oggi, Andreas Seppi, che senza strafare tiene a distanza uno dei migliori giovani del circuito, il cileno Nicolas Jarry, 23 anni, ATP 53, che ha un sussulto nel secondo set ma per il resto si deve limitare a subire le linee geometriche tracciate dal sudtirolese in via di forzata americanizzazione (6-3 6-7 6-1 6-2 in 2 ore e 23 minuti).
Non ha fretta - è troppo stanco per averne - nemmeno Lorenzo Sonego che 48 ore fa a 2900 chilometri di distanza, sulla costa turca mediterrane, ha vinto sull’erba il suo primo torneo ATP. Gravato dal viaggio, dalla tensione e dai festeggiamenti, il torinese, 24 anni, da oggi ufficialmente tra i Top 50 ATP, non è in grado di tenere testa all’espertissimo spagnolo Marcel Granollers, 33 anni, in passato stabilmente piazzato intorno alla trentesima posizione del ranking mondiale ma ormai oltre quota 100. Impreciso e lento, Lorenzo estrae da chissà dove le residue energie e riesce ad annullare quattro match point prima di cedere per 7-6 6-4 6-4 in 2 ore e 36 minuti.
Non so se alle 11 di mattina sul campo 8 abbia fretta o meno Camila Giorgi, ma poco importa: qualsiasi siano le condizioni d’orario, meteo, di temperatura o d’umore, il suo gioco non cambia. Reduce da una lunga sosta e dunque a corto di adrenalina da competizione, la numero 1 d’Italia spreca molto e ragiona poco, lasciando che l’avversaria ucraina Dayana Yastremska, classe 2000, WTA 35, impieghi poco più di un’ora per ottenere il successo netto (6-3 6-3) che per la prima volta le consente di arrivare al secondo turno dei Championships. Tra le donne, tuttavia, le vere mattatrici di giornata sono sul campo 1 le americane di colore Venus Williams, 39 anni, e Cori Gauff, che ne ha compiuti 15 in marzo. Fisicamente sono talmente simili che si potrebbe legittimamente scambiarle per madre e figlia. A prevalere è stata la ragazzina (6-4 6-4 in un’ora e 19 minuti), che ha una fretta da matti: vuole essere lei a raccogliere il testimone delle due sorelle di Palm Beach Gardens. Prima di chiunque altra.