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Andreas e Carla, eroi non per caso

Carla Suarez Navarro  (ansa)
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Se ogni giorno deve avere il suo eroe, il nostro eroe di oggi è Andreas Seppi, che ha 37 anni, è nato a Caldaro sulla Strada del Vino (si chiama davvero così, in tedesco Kaltern an der Weinstraße) ai piedi delle Dolomiti ma con moglie e casa ai piedi delle Rocky Mountains, è alto 191 centimetri, s'allena perdipiù da remoto con Max Sartori. Ha un palmares lungo ma non lunghissimo: comunque ha già un posto nella storia del tennis italiano per essere stato il più costante e vincente italiano, dopo Fabio Fognini, del primo ventennio del ventunesimo secolo. Di certo il sudtirolese sarà anche segnalato come primo italiano ad avere collezionato successi non solo sulla terra rossa. Trionfatore sull'erba di Eastbourne nel 2011, ha poi alzato la coppa di tornei su tutte le superfici. Il tappeto verde resta comunque la sua specialità: lì sopra ha ottenuto 60 vittorie contro 46 sconfitte. E il suo vanto non è essere salito fino a quota della classifica mondiale nel 2013, bensì aver battuto sia Roger Federer (Melbourne 2015), sia Rafael Nadal (Rotterdam 2008).

Oggi, sul fortunato campo numero 13, l'ultimo dei dieci italiani entrati di diritto nel tabellone del Roland Garros (è però virtualmente numero 91 ATP,  avendo scavalcato Marco Cecchinato, 93, e Salvatore Caruso, 95) gioca un'altra delle sue partite perfette, che di norma hanno come scenario uno slam a piacere e batte in quattro set uno dei giovani destinati, pare, a dominare il circuito prossimo venturo, il nemmeno ventunenne canadese Felix Auger-Aliassime.

Dato per sicuro sconfitto dai quotisti delle maggiori agenzie di scommesse (la media era 10, 4, a significare che per ogni euro puntato sulla sua vittoria ne sarebbero tornati indietro più di dieci), Andreas non concede nulla al numero 20 del ranking in tempo reale, colpendolo duro ogni volta che gli apre la guardia. Dopo essersi preso di forza il primo set (6-4) e d'esperienza il secondo (7-6, con il tie break finito 10-8), ha un calo di rendimento nella terza frazione (4-6) che non lo demoralizza affatto: anzi, il passo falso gli serve per trovare le motivazioni per rimettere subito le cose a posto nel set finale (6-4). È un conforto vederlo giocare  a questi livelli, confermando - come Novak Djokovic ha voluto ribadire a Roma - che, al momento, la Next Gen è ancora quella che s'allunga fino agli anni Ottanta.

Ogni giorno deve avere anche la sua eroina. Stavolta non è la brava azzurra Jasmine Paolini, 25 anni, WTA 100, che riesce per la seconda volta in carriera ad approdare al secondo turno di uno slam, ripetendosi dopo solo sette mesi a Parigi grazie alla vittoria per 7-5 6-1 sulla svizzera Stefanie Voegel, 31 anni, WTA 131. La super-eroina del primo di giugno è Carla Suarez Navarro, 32 anni, ora 139 WTA dopo essere stata la numero 6 nel 2016. Raro esempio di donna con il rovescio a una mano, la spagnola di Las Palmas de Gran Canaria affronta nello stadio Simonne Mathieu l'americana Sloane Stephens, campionessa a Flushing Meadows quattro anni fa e finalista proprio qui nel 2018. Dov'è l'eccezionalità? In una storia che sta già ispirando e aiutando molte persone.

Otto mesi fa, all'ex numero 1 iberica diagnosticano il linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico. "La prima cosa che pensai - racconta adesso - fu: non posso andare in pensione così. E mi convinsi che nel 2021 sarei tornata a fare tutti i grandi tornei". Intanto, però, c'è da affrontare la malattia, con un primo ciclo di chemio: "Un po' di dolore allo stomaco, sì, ma dopo quattro giorni mi sentivo già bene", dirà poi. Perde i capelli e non ne fa una tragedia: li ha sempre portati corti. Alla fine del quarto ciclo le analisi mostrano che le cellule tumorali sono quasi scomparse, tanto che i medici le riducono il piano terapeutico. Si mette a riposo per un mese: non deve più andare in ospedale, non può ancora allenarsi. Usa quei giorni per pensare e per caricarsi. Alla fine di marzo inizia la radioterapia e, in contemporanea, la preparazione per il rientro. Durante il Mutua Open di Madrid, meno di un mese fa, va a salutare amiche e amici. Intanto ci dà sotto per arrivare in condizioni accettabili al Roland Garros: "Volevo essere pronta. Amo questo torneo e questa città", dice prima di scendere in campo contro Sloane. L'entusiasmo è quello di sempre o persino di più. perché  "ho già vinto la partita più importante della mia vita", ripete a tutti.

Per sette volte nei quarti di finale dei major, Carla ha adesso l'obiettivo di approdare almeno una volta a una semifinale. Non potrà provarci qui: l'ostacolo Stephens è di quelli che, per chi viene da una prova così dura, può solo far sudare un po', ma per ora basta a fermarla. Si prende il primo set con il minimo sforzo (6-3) e nel secondo ha le chanche per chiudere la partita: non le sfrutta più per sfortuna che per demerito (6-7). Nel terzo è evidentemente stanca, e l'americana ne approfitta (4-6). Poco male, l'importante è che la storia di Carla abbia tante altre puntate.

Per merito di Andreas e Carla, mi tocca trascurare gli altri italiani e anche i risultati a sorpresa della terza giornata degli Open di Francia. Poche note, quindi. Mi è piaciuto Matteo Berrettini, concentrato e concreto, che ha lasciato un solo set (6-0 6-4 4-6 6-4) a Taro Daniel, giapponese di New York, 28 anni, ATP 113. Mi aspettavo invece più efficacia da Marco Cecchinato, reduce dalla finale nel 250 di Parma, opposto a un altro giapponese, Yasutaka Uchiyama, 28 anni come il semifinalista parigino 2018, 115 ATP. Schierato sul campo numero 13, il palermitano ha passato il turno (3-6 7-6 4-6 6-4) dando tuttavia l'impressione di dover mettere a punto qualcosa in quanto a convinzione se vuole avere chance contro Alex De Minaur. Proprio l'australiano tennisticamente cresciuto in Spagna ha eliminato in tre set (6-2 6-4 7-6) Stefano Travaglia, stranamente autocondannatosi per l'inedita, per lui, propensione a sbagliare (61 errori non forzati contro i 31 dell'avversario). Senza voto Salvatore Caruso, senz'altro più competitivo, sulla carta, del giramondo aussie James Duckworth, 29 anni, 101 ATP. Il catanese ha smesso di giocare dopo il tie break, perso, del terzo set: 6-4 3-6 7-6 6-2 il punteggio finale. Non so se gli si ripresenterà un turno altrettanto facile in uno slam.

A sorpresa, intanto, esce di scena il giocatore più in forma della prima parte della stagione, il moscovita Andrey Rublev, che deve cedere alla potenza del tedesco Jan-Lennard Struff in cinque set: 6-3 7-6 4-6 3-6 6-4. La moria tennistica dei Next Gen continua.