Se la sorpresa è l’inizio della saggezza - parola di Socrate - allora oggi siamo sorpresissimi e, dunque, pozzi di saggezza. Infatti, della giornata inaugurale dello slam sull’erba sono da resocontare parecchi fatti rilevanti oltre alla pioggia che impedisce i match sui campi scoperti fino a metà pomeriggio. Nell’ordine, a mio insindacabile giudizio i fatti sono (1) l’uscita di scena di Stefanos Tsitsipas, considerato alla vigilia il principale antagonista di Novak Djokovic, (2) la sconfitta netta di Jannik Sinner che non sfrutta nessuna delle ghiotte occasioni messe a disposizione cammin facendo dall’ungherese Marton Fucsovics, (3) l’emozionante vittoria di Andy Murray, numero 118, che ha fatto pulsare di passione fino a tarda sera il centrale di Wimbledon, più (4) altre vicende delle quali farò succintamente un recap, come si usa dire nelle conf call soprattutto di kick-off (perché in rete si usino questi termini resta un mistero - come dire? - provinciale).
È Frances Tiafoe a mandare a casa il greco numero 2 della classifica Race e 4 in quella assoluta. Gli bastano tre set: 6-4 6-4 6-3 in due ore e 3 minuti. L’errore dell’ateniese è con tutta evidenza l’aver scelto, dopo la finale di Parigi persa contro Djokovic, di non andare a carburarsi in uno dei tornei “green” che precedono Wimbledon, come il Queen’s, Halle ed Eastbourne. L’americano di origini sierraleonesi, numero 57 nell’ultimo ranking ufficiale ATP, ora allenato dallo specialista di superfici veloci Wayne Ferreira, è mobile, fantasioso, capace di variare continuamente il ritmo, eccellente al servizio e stratosferico nella risposta. Esattamente il contrario del suo avversario, che è lento, prevedibile, nervoso e falloso. Di fatto, Tiafoe, che ha 23 anni ed era stato messo sotto dal greco nella finale Next Gen 2018 a Milano, gioca con la felicità in tasca, mentre Tsitsi, che ha un anno in meno, si presenta all’appuntamento sul Campo 1 avendo in saccoccia soltanto la paura. Il connazionale Socrate gli direbbe che bisogna agire “nella felicità: sentitevi felici, senza alcuna ragione particolare”.
Sinner non ripete il miracolo del Roland Garros, quando nel primo turno era riuscito a superare al quinto set in rimonta il francese Pierre-Hugues Herbert. Il gioco del sudtirolese non è ancora adeguato alle impredibilità dell’erba e il coriaceo Fucsovics, che va per i 30, ne trae immediato giovamento. Conquistato il primo set, il numero 2 d’Italia non trova più motivazioni né, soprattutto, tattiche che gli consentano di capitalizzare i pur frequenti brevi black out del numero 48 ATP. I due break ottenuti nel quarto parziale vengono facilmente recuperati dell’ungherese, che si evita perfino il fastidio del quinto set (5-7 6-3 7-5 6-3). A vent’anni ancora da compiere, per Jannik le delusioni post-Roland Garros rappresentano soste forzate nel percorso di avvicinamento ai Top Ten, finora improntato a un crescendo costante. Poco male, il tempo gioca a suo favore. Dagli italiani non passano il turno, peraltro, nemmeno Marco Cecchinato (le busca malamente, 6-3 6-4 6-0, dalla wild card britannica Liam Broady) e Stefano Travaglia (6-3 2-6 6-4 6-4 dallo spagnolo Pedro Martinez). Dei due grandi vecchi del tennis azzurro oggi in calendario, Andreas Seppi sfoggia i colpi migliori messi a punto in decenni di esperienza e rispedisce a casa il portoghese Joao Sousa in quattro set (4-6 6-4 7-5 6-3); Fognini, positivo e dunque positivo, è in vantaggio per due set a zero (7-6 6-2) nei confronti dello spagnolo Albert Ramos-Vinolas: si continuerà domani, alla ripresa dopo lo stop per scarsa visibità.
Un dramma shakespeariano ma con finale felice va in scena in serata nella Centre Court, con il ritorno nel torneo di singolare di Andy Murray: l'ultima colta era stata quattro anni fa. Lo scozzese sembra totalmente recuperato. Controlla il match nei due primi set (6-4 -6-3) e si ritrova con un abissale vantaggio nel terzo (5-0 e servizio a favore). Nikoloz Basilashvili, georgiano di 29 anni, già capace in passato di imprese notevoli, ventottesimo del ranking mondiale, sembra però riuscire a rovinare la festa al pubblico, che attende spasmodicamente il successo di Murray: con sette game consecutivi e due match point annullati va a prendersi il terzo parziale (5-7). Il gelo scende sugli tribune dove gli assembramenti si preoccupano, più che del coronavirus, del probabile crollo del massimo campione british del dopoguerra, plurioperato alle anche eppure in grado di tornare protagonista. È invece lui a trarre giovamento della lunga sosta decisa dagli organizzatori per consentire la chiusura del tetto mobile. Con un ottimo quarto set, l’idolo di Wimbledon torna a vincere (6-3) sul campo sul quale ha alzato due coppe dello slam e s’è visto appuntare la medaglia d’oro olimpica. Welcome back, Andy.
Giorni fa in una chat su WhatsApp m’ero imbattuto in questo auspicio: “Speriamo che Draper faccia la sorpresa dell'anno al primo turno buttando fuori Mr. Simpatia con tre bei tie break”. Seguiva emoticon adeguato al tono acido. Nel dialogo settimanale tra Gianni Clerici e Dario Cresto-Dina nella newsletter di Repubblica “Cambio campo”, vivamente consigliata, leggo invece quanto dice il massimo cronista di tennis europeo e forse mondiale: “Il serbo supererà non solo nel numero di tornei vinti Federer e Nadal, ma mi costringerà a riconoscere che è stato il più grande”. Non serve, credo, alcuna sottolineatura per percepire la differenza tra chi vive nel sottoscala di piccoli rancori e chi da sempre guarda il mondo dall’alto della propria enciclopedica sapienza tennistica, che il talento da narratore esalta.
Nole, che a me tra l’altro sta parecchio simpatico, riprende oggi la rincorsa al Grande Slam - ossia prendersi tutti e quattro i maggiori tornei in una stagione - affrontando Jack Draper, numero 253 al mondo e 7 britannico, ventunenne, finalista ai Championships Junior 2018, che due settimane fa ha eliminato Jannik Sinner con un significativo 7-6 7-6 nel primo turno del Queen’s e 48 ore più tardi s’è ripetuto - stesso punteggio - contro Aleksandr Bublik (da qui la speranza del chattatore di cui non rivelerò l’identità). Capita che nel match di apertura di torneo sul rettangolo della Centre Court, Draper faccia sì vedere i propri effetti speciali nel primo set, durante il quale serve bene, sbaglia poco e neutralizza le sette occasioni di break che Djokovic costruisce: la stoffa del ragazzo è talmente buona da scaldare a puntino l’avversario fino a metterlo in palla. Lasciato il primo set, nei successivi tre il campione in carica impartisce ex cathedra al giovane mancino londinese originario di Sutton una lezione che gli tornerà utile in futuro: 4-6 6-1 6-2 6-2 in due ore spaccate.
Poiché ogni grande impresa sportiva merita rispetto, ritengo che tutti debbano guardare con attenzione al tentativo del numero 1 al mondo di raggiungere un traguardo che lo collocherebbe al di sopra dei propri avversari storici Roger Federer, presente a Wimbledon ma con la dichiarata consapevolezza di poter puntare, al massimo, alla seconda settimana di torneo, e Rafael Nadal, che non si è presentato all’appuntamento sull’erba di Londra con l’intento di “evitare al mio corpo ogni tipo di eccesso, fattore cruciale in questo momento della carriera per continuare a giocare ad alto livello”. Di Djokovic e di tutti gli altri eroi del Grande Tennis potremo seguire quasi ogni partita in diretta o in differita grazie alla scelta di Sky (che sta puntando forte sul nostro sport) e di SuperTennis di potenziare la copertura televisiva e web dei tornei ATP e WTA. L’emittente satellitare ha raso operativo il nuovo canale dedicato, collocato al numero 205 del bouquet, mentre in occasione dei Championships la rete della Federazione propone in chiaro, tutte le sere alle 21, la principale partita del giorno sul canale 64 del digitale terrestre e sul nuovo canale 212 di Sky. Grazie di cuore.