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Tutte le conseguenze di Jannik

Tutte le conseguenze di Jannik
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 Il Circolo della Stampa Sporting di corso Giovanni Agnelli è un impianto simbolo del tennis agonistico nazionale. Qui, e non al Foro Italico, nel 1961 furono organizzati gli Internazionali del centenario dell'unità d'Italia con la leggendaria finale di Nicola Pietrangeli che travolse Rod Laver per 6-8 6-1 6-1 6-2; qui ebbero luogo sei sfide di Coppa Davis, una finale di Fed Cup, una Universiade e molte edizioni dei campionati italiani assoluti; qui si è formato più recentemente Lorenzo Sonego, attuale numero 3 azzurro e 22 mondiale, icona del sport torinese. Rinnovato con i contributi di Intesa Sanpaolo, della omonima Compagnia e della Fondazione Crt, da quest'anno fino al 2025 lo Sporting sarà la sede ufficiale degli allenamenti degli otto qualificati di diritto e dei due alternate (che stavolta erano Jannik Sinner e Cameron Norrie, entrati in successione in tabellone come sostituti di Matteo Berrettini e Stefanos Tsitsipas) delle Nitto ATP Finals, i cui match si giocano dietro l'angolo, in via Filadelfia.

Alle 15, mentre Novak Djokovic prende a pallate l'incolpevole e sconcertato Andrey Rublev (6-3 6-2 in 68 minuti), molti degli spettatori assiepati nelle tribune del Pala Alpitour scambierebbero volentieri i propri biglietti con quelli che danno l'accesso ai contemporanei training pomeridiani di Alexander Zverev e di Sinner allo Sporting. Da privilegiato con accredito stampa, scelgo quest'ultima opzione e passo più di un'ora a godermi gli schemi che i numeri 3 e 11 al mondo provano e riprovano sui due campi foderati in Greenset come quello del palazzetto. Il sudtirolese si concentra su faccenduole del tipo: ripetere dieci volte in sequenza un rovescio incrociato in risposta al lungolinea di diritto dello sparring, il giovane Jerome Kym, poi cross da destra verso sinistra, infine diritto all'incrocio dell'angolo sinistro dello svizzero 829 ATP; eseguire in ininterrotta sequenza dozzine di smash da metà campo; tentare dieci vincenti lungolinea in risposta ai servizi a uscire. Tra uno schema e l'altro, scambi violenti e prolungati che in un paio di occasioni Zverev s'attarda a seguire con attenzione, interrompendo i propri esercizi. Per l'intera sessione, il coach Riccardo Piatti distribuisce le palle a Jannik o Jerome a seconda delle necessità.

 Nel campo a fianco di quello di Sinner, l'amburghese numero 3 ATP ha uno sparring di famiglia: Mischa, 34 anni, ex numero 24 al mondo, ora 341, che da tempo è nello staff del fratellino e, insieme, quando lo chiamano, si diverte come commentatore di Eurosport. La loro seduta è meno scientificamete cadenzata, ma altrettanto impegnativa. Ad esempio, Zverev Sr. si piazza un metro e mezzo dentro il campo per sparare servizi ai quali Jr. diligentemente risponde con impressionanti vincenti. Uno spettacolo.

 Come universalmente noto, domani alle 14 Zverev affronterà Hubert Hurkakz, ieri sconfitto da Sinner, il quale a propria volta in serata se la vedrà con Daniil Medvedev. Se al numero 9 ATP, sperabilmente animato da improvviso fervore antitedesco e antirusso (un mix che Zverev sintetizza nel Dna e nella formazione, ed è assai indigesto a ogni buon polacco), riuscisse il colpaccio di una vittoria storica, alle 21 il sudtirolese potrebbe lottare per qualificarsi per la semifinale pur avendo avuto a disposizione solo due match su tre. Per riuscirci, dovrebbe necessarimente battere il già qualificato numero 2 al mondo: vedremo.

 Intanto il successo di ieri del pupillo di Piatti innesca reazioni mediatico-pavloviane. Alcuni direttori di giornali, di testate televisive e persino di siti web - tutti incapaci di distinguere tra Roger Federer, Chris Eubanks o Bjorn Fratangelo - si sono affrettati a spedire a Torino le loro firme sportive migliori. Non hanno incontrato resistenze, anzi: da consuetudine ancora vivissima, quando c'è da pretendere una parte del bottino i vecchi arnesi del mestiere mettono il naso fuori dalle loro confortevoli camere di hotel nelle retrovie.

 Assente giustificato (per l'infortunio al braccio) Tsitsipas, il match serale tra il suo sostituto Norrie, reduce da una straordinaria stagione da comprimario, e la sorpresa Casper Ruud, testa di serie 8 del torneo, non abbacchia ulteriormente i tifosi del greco, amatissimo in Italia. È infatti una partita assai combattuta, con il britannico in gran spolvero nel primo set (1-6) e il norvegese più efficace nel secondo (6-3). Sulla lunga distanza, tuttavia, è il giovane campione di Oslo a mostrare maggiore resilienza, com'è di moda dire da un po' di tempo in qua (6-4). Sarà lui a giocarsi contro il russo Rublev, venerdì, l'accesso alla semifinale. Intanto, usando l'obiettivo della telecamera fa gli auguri in diretta tv  "a Matteo e Stefanos per un una guarigione rapidissima".