In auto ci vuole poco più di un'ora da Poznan a Znin, le città polacche dove sono nati Magda Linette e Karol Linetty, lei semifinalista domani a Melbourne, lui giocatore del Torino e della nazionale del suo paese. I due si conoscono, a distanza, proprio grazie ai loro cognomi che, senza k, s, w e z, suonano strani alle orecchie locali e differiscono solo per le vocali finali. La mamma di Roger Federer si chiama Lynette (Durand), ma questa è un'altra storia. Così com'è un'altra storia quella della brillantina Linetti e del Carosello con Cesare Polacco (nomina sunt omina).
Il cognome è di chiara origine francese: i Linette e i Linetty sono parecchi nelle Ardenne e in Louisiana, dove vivono i pronipoti dei primi colonizzatori spediti oltreatlantico nel Seicento e nel Settecento dai vari re Luigi, dal tredicesimo al sedicesimo. Si trovano dei Linette e dei Linetty anche in Canada, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Irlanda, in Sudafrica, in Italia nella variante Linetti. E, appunto, in Polonia, forse discendenti di un soldato francese fermatosi lì dopo la campagna napoleonica del 1806. Nel 2018, prima del mondiale di calcio in Russia, Magda aveva postato su Instagram un video di auguri al quasi omonimo calciatore e, poco dopo, Karol fece altrettanto con lei alla vigilia di Wimbledon. Il centrocampista torinista non attraversa un periodo felice a causa dei postumi di un infortunio mentre Magda, che in carriera ha alzato le coppe in un WTA 125 e in due 250, vive una fase straordinaria della propria carriera quindicennale. Il suo miglior piazzamento nella classifica mondiale era stato al numero 33 tre anni fa e a livello di slam era finora approdata al massimo ai terzi turni: ora nel ranking WTA è virtualmente la numero 22 e sta per giocarsi l'accesso alla finale sfidando la bielorussa Aryna Sabalenka, testa di serie 5 degli Australian Open, nel suo quarto facilmente vittoriosa su Donna Vekic (6-3 6-2) ma del tutto imprevedibile in quanto a prestazioni in campo.
Il match odierno tra Magda e Karolina Pliskova è stato condizionato dalla nota propensione dell'ex numero 1 WTA a perdere il senno quando il gioco si fa duro. La ceca ha servito male (7 i doppi falli), compiuto addirittura 36 errori non forzati, trasformato un'unica delle quattro occasione di break ottenute. Linette si è limitata a proporre il proprio gioco solido e concreto, come si conviene a una buona doppista, e il punteggio 6-3 7-5 descrive la sua netta prevalenza. La Polonia conta dunque di nuovo su una propria giocatrice nelle fasi finali di uno slam, e stavolta non è l'attesa Iga Swiatek. E c'è da segnalare anche un quasi-record: con 30 anni, 11 mesi e 13 giorni Magda è, dopo Tatjana Maria (34 anni, la scorsa estate a Wimbledon), la tennista più anziana approdata a una semifinale di slam senza mai esserci riuscita in precedenza.
Dei due quarti di finale maschili solo quello all-american Paul vs. Shelton ha offerto spunti interessanti. Nell'altro, nemmeno in un match al meglio dei nove set Andrey Rublev, 25 anni, avrebbe avuto la possibilità di mettere in difficolta Novak Djokovic, 35 anni (6-1 6-2 6-4 in 2 ore e 3 minuti). Per il serbo quella contro Tommy Paul sarà la decima semifinale a Melbourne e la quarantaquattresima - avete letto bene - in uno slam. Se giocherà come oggi venerdì e, probabilmente, domenica, prevedo che si prenderà il suo ventiduesimo slam, il decimo downunder. La folta comunita serba della capitale dello stato di Victoria ha già comimciato a festeggiare rumorosamente.
L'immagine più bella della giornata e forse degli Australian Open 2023 è il sorriso senza fine stampato sul viso di Ben Shelton alla fine del match con Paul, che pure ha perso (7-6 6-3 7-5 6-4 in 3 ore e 6 minuti). Il ragazzo di Atlanta, che non era mai uscito negli Stati Uniti prima di quattro settimane fa, ha dato un saggio dei propri colpi migliori, a cominciare dal servizio, e della propria versalità. Lasciati i due set iniziali all'esperto connazionale classe 1997, è riuscito a prendere le redini del gioco nella fase finale del terzo, recuperando all'ultimo momento il break subito e infliggendone uno all'avversario. Stanco dopo la cavalcata che l'ha visto superare a Melbourne il cinese Zhang Zhizhen, il cileno Nicolas Jarry, l'australiano Alexei Popyrin e l'americano J.J. Wolf, ha poi lasciato che Tommy si gustasse la soddisfazione di festeggiare con lo staff e la famiglia l'approdo alla prima semifinale di un major in carriera.
Paul, originario del New Jersey e cresciuto nel North Carolina, conosce bene il padre di Ben, Bryan, classe 1965, numero 55 ATP nel 1992. Shelton Sr. è infatti uno dei più stimati allenatori del tennis universitario USA, da dieci anni guida la squadra dei Florida Gators dopo essere stato coach di MaliVai Washington e capo del team del Georgia Institute od Technology. Il suo allievo di maggior successo è, ovviamente, Ben, nato nel 2002, che secondo John McEnroe sarà un Top Five entro due anni. Condivido, anche se sono parecchi i nati dopo il 2000 che cercheranno di impedirgli d'arrivare tanto in alto, da Alcaraz a Rune, da Sinner a Musetti, da Lehecka a Draper, da Nakashima a Stricker.