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Roland Garros, Swiatek contro Muchova la finale femminile che promette spettacolo

Iga Swiatek
Iga Swiatek (afp)
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Un tempo le regole erano chiare. Il cronista raccontava i fatti,  il commentatore azzardava - talvolta - quadri futuri. Il rifrullo al quale tv e siti hanno sottoposto la professione del giornalista ha cambiato tutto: adesso pochi resocontano di quant'è appena accaduto, molti s'esercitano in elucubrazioni su quanto forse accadrà. Controllate, se ne avete l'opportunità, sui giornali in edicola tra qualche ora: poche righe saranno dedicate alle semifinali femminili del Roland Garros, molte di più a Djokovic vs. Alcaraz e, forse, Ruud vs. Zverev, partite in programma ventiquattr'ore dopo.

Seppure con qualche cedimento, io sto alle vecchie abitudini. Dunque, vi dico che Aryna Sabalenka e Karolina Muchova (chiedo agli ultrasessantenni: un nome così non vi invita a canticchiare "tolon tolon tolon tolon, ehhh oh!"?) danno vita a un match più spettacolare della maggioranza dei confronti maschili visti quest'anno a Parigi. La bielorussa numero 1 e la ceca numero 19 del ranking live giocano entrambe un tennis potente e geometrico che teme solo gli eccessi a.k.a. errori. Ogni break - in tutto 6 nei set iniziali - viene immediatamente annullato da chi si trova in svantaggio. Occhio per occhio, dente per dente. Violento turno di servizio di Aryna dopo violento turno di servizio di Karolina, lungolinea sulla riga dopo lungolinea sulla riga, incrociato stretto dopo incrociato stretto (meno frequenti i drop shot), si va dritti ai tie break, nei quali le avversarie si spartiscono salomonicamente i bottini: il primo se lo prende (7-5) la ragazza di Olomouc in Moravia, 27 anni in agosto, il secondo (5-7) quella di  Minsk, 25 appena compiuti. 

Dopo quasi 140 minuti di battaglia sotto una cappa di caldo che sarebbe normale in occasione della finale degli Internazionali (28 gradi misurati al Bois de Boulogne alle 17.30), prende il via il terzo set di Aryna e Karolina, meno brillante ma altrettanto equilibrato. La bielorussa accelera nel sesto game grazie a un rovescio fuori misura della ceca, che cede il servizio e in un battibaleno si trova sotto 2-5. Il controbreak si concretizza solo nel nono gioco, durante il quale Sabalenka spreca anche un match point. L'epilogo entra nella storia dello slam sulla terra rossa. Al servizio, avanti 4-5 15-40, Aryna si fa raggiungere e superare da Karolina e infine cede di schianto (7-5). La vincitrice degli ultimi Australian Open deve quindi rinunciare al pass per la seconda finale della carriera.

Con Iga Swiatek, nell'altra semifinale, l'attendismo di Beatriz Haddad Maia, testa di serie 14 del singolare, funziona come nei turni precedenti. La brasiliana perde nettamente (6-2) il primo set. Nel secondo però non molla l'avversaria fino al tie break. Che si trasforma in una sfida tra chi sfoggia maggiore aggressività, con Beatriz che entra spesso in campo e Iga che cerca di tenere il gioco lungo. Alla biancovestita triplice vincitrice di slam servono due match ball per chiudere sul 9-7: il suo urlo lo sentono anche nei sotterranei del Philippe Chatrier. Iga era ufficiosamente scivolata sl secondo posto del ranking WTA nell'ultima settimana: i risultati di oggi la confermano invece ampiamente capofila.

Adesso possiamo concentrarci su Alcaraz, Djokovic, Zverev e Ruud. Lo spagnolo e il serbo sentono - dicono tutti - la tensione che i media esercitano descrivendo il loro match in ogni modo possibile. Per Carlitos è forse un'esperienza nuova, ma lui impara in fretta. Credo Nole tema che emozioni così si diraderanno, d'ora in poi, assai in fretta. Vedremo chi dei due risentirà di meno di questo clima persino eccessivo. Più defilati, Alexander e Casper cercano conferme dopo periodi problematici per entrambi. La loro potrebbe rivelarsi la semifinale più godibile.