In Russia non ci sono ex presidenti, ché sono tutti morti con gran sollievo e forse complicità di Vladimir Putin. Negli Stati Uniti, sì: i past POTUS (President of the United States) in vita sono Jimmy Carter, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama. Almeno tre avrebbero potuto incontrare Cori “Coco” Gauff lunedì al termine della sua partita di esordio nell’Arthur Ashe Stadium (vittoria 3-6, 6-2, 6-4 ai danni di Laura Siegemund), visto che il quarto, Carter, ha quasi 99 anni. C’era un gran movimento nei pressi della tribuna presidenziale, con parecchi giganti palestrati, nerovestiti e auricolarizzati che facevano scudo a qualcuno. C’è chi aveva pensato arrivasse Joe Biden. Invece la sorpresa l’ha fatta Obama accompagnato dalla moglie Michelle, che a circostanze date - sono cinquant’anni da quando le tenniste hanno messo sulla loro associazione, la WTA, e a New York le celebrazioni sono quotidiane - s’è presa tutta la scena. Ha raccontato Coco, 19 anni compiuti in marzo: “Non mi avevano avvertito, anche se avevo capito qualcosa dal trambusto. C’era anche il signor Obama. La signora mi ha detto che è bello che io sappia difendermi a parole”, riferendosi evidentemente al suo diverbio con il giudice di sedia che aveva consentito alla tedesca di sforare le pause tra un servizio e il successivo.
Non sappiamo se Mirra Andreeva, 16 anni festeggiati il 29 aprile, abbia ricevuto almeno una telefonata d’incoraggiamento dal Cremlino o dal bunker dove si dice si nascondano il presidente russo e il suo braccio destro, il feroce Dmitrij Medvedev, nessuna parentela con Daniil. Hanno questioni più urgenti delle quali occuparsi. Così, la ragazzina di Krasnoyarsk, che molti giudicano la più forte dell’ultima generazione e tra le candidate a guidare il movimento professionistico femminile nei prossimi lustri, scende in campo, in apertura di giornata, senza il plus degli auguri presidenziali. Coco e Mirra si erano sfidate tre mesi fa al terzo turno del Roland Garros. Prevalse l’americana in tre set dopo aver ceduto il primo al tie-break (6-7 6-1 6-1). Oggi nel secondo turno degli Us Open la russa conferma le proprie qualità ma Coco appare sempre più completa e matura, controlla gli scambi con autorevolezza senza rischiare eccessivamente, mentre Mirra deve forzare per racimolare punti. I tre anni di differenza d’età pesano, Dopo 76 minuti Gauff chiude i conti sul 6-3 6-2.
L’incoraggiamento in loco degli ex POTUS e FLOTUS (First Lady etc.) hanno forse condizionato a distanza la prova positiva di un’altra americana di colore, Taylor Townsend, che ogni volta che scende in campo vale come una promozione vivente dei principi enunciati da Billie Jean King, Rosie Casals, Nancy Richey, Kerry Melville, Peaches Bartkowicz, Kristy Pigeon, Judy Dalton, Valerie Ziegenfuss e Julie Heldman quando nel 1973 diedero vita alla WTA: uguali opportunità per le donne e gli uomini del tennis, senza alcuna discriminazione di genere o altro. La ragazza nata a Chicago e cresciuta in Georgia ha eliminato con il punteggio di 7-6 7-5 la testa di serie 19 Beatriz Haddad Maia, brasiliana in grande spolvero negli ultimi mesi.
Intanto sul campo incastonato nel tondo perfetto del Grandstand si prendono a pallate due giocatori che niente hanno in comune se non le recriminazioni su quello che sarebbe dovuto essere e ancora non è. Stefanos Tsitsipas, 25 anni, ha nel palmares il titolo alle Atp Finals nel 2019, i successi nei Masters 1000 di Monte Carlo nel 2020 e nel 2021, le finali negli slam di Parigi nel 2021 e di Melbourne lo scorso gennaio, entrambe perse contro Novak Djokovic, più frattaglie varie a livello ATP 250 tra cui l’unico torneo conquistato in stagione, a Los Cabos in Messico un mese fa. Al momento è il numero 7 al mondo. Tanta roba, ma non abbastanza per uno che appariva un predestinato alla leadership. Dominic Stricker, 21 anni, ATP 128, è stato uno dei dominatori del circuito junior fino al 2020, poi da professionista ha fatto bene in pochi Challenger e ITF. Nel circuito ATP ha alzato la coppa in un paio di doppi a Gstaad, che è sotto casa, in coppia con i connazionali Marc Andrea Huesler e Stan Wawrinka. Poca roba, per mutuare il giudizio qualitativo usato con Tsitsi, per uno che proclamava di voler diventare un Top 10 in quattro e quattr’otto. Insomma, fatte le debite proporzioni, sia Stefanos, sia Dominic hanno motivazioni forti per chiudere la stagione in crescendo. L’effetto è un match equilibrato, con conseguente sorpresa dell’angolo dell’ateniese, presidiato dal babbo Apostolos e dalla fidanzata Paula Badosa. In queste condizioni, il divertimento è assicurato. Stricker è potentissimo, serve bene, spinge di diritto, dispone di un discreto tocco sotto rete, si muove con ottimo senso del campo. Stefanos mostra i limiti caratteriali e, talvolta, anche tattici che gli hanno impedito di insidiare prima le oligarchie di Djokovic, Nadal e Federer, adesso di Djokovic, Alcaraz e Medvedev. Dovrebbe sistemare la questione nel quarto set, ma non se ne procura mai l’opportunità. Poi perde il tie-break e nel quinto parziale si fa travolgere. Il 7-5 6-7 6-7 7-6 6-3 ufficializzato dopo 4 ore e 4 minuti si rivelerá forse il punto di svolta della carriera del giovane svizzero.
Tra poche ore i sei italiani che hanno superato il primo turno saranno di nuovo in scena. Le partite che li vedono protagonisti sono però cinque, perché una è il derby Sinner-Sonego. Se preferite il bicchiere mezzo pieno, consolatevi al pensiero che, comunque vada, almeno un azzurro approderà al terzo turno degli Us Open 2023.