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Flavio Cobolli, prima vittoria agli Australian Open: benvenuto tra i golden boys azzurri

Cobolli abbracciato dal suo team dopo la vittoria contro Jarry

 (afp)
Proveniente dalle qualificazioni, il 21enne romano supera il primo turno agli Australian Open battendo in cinque set il cileno Jarry
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I campi 13 e 14 del Melbourne Park confinano per il lato corto. Per mera crudeltà mentale, credo, i match di primo turno di Lorenzo Musetti contro Benjamin Bonzi e di Flavio Cobolli contro Nicolas Jarry sono entrambi programmati lì, nell’angolo nordoccidentale del complesso tennistico sul fiume Yarra, alla stessa ora, le 11. Ad abundantiam, in contemporanea nella Kia Arena Sara Errani affronta la local hero Storm Sanders (la romagnola, quasi 37 anni, ne uscirà sconfitta per 6-4 6-3).

È per questa anomalia di programmazione che, sparsi sulle tribune di tre campi, sembrano meno del solito gli italiani della folta comunità di Melbourne venuti a sostenere i connazionali? Di certo, i cori cileni a sostegno di Jarry sul campo 14 sovrastano quelli per il romano. Vorrei chiedere lumi su queste scelte bizzarre al direttore del torneo e al suo team, che forse considerano decisivi fattori quali le esigenze di chi ha comprato i diritti tv, non coincidenti con i nostri. Per fortuna la tecnologia ci consente ormai l’ubiquità.

Lorenzo ha vita durissima contro il coriaceo francese, 27 anni, 106 ATP, che ha affrontato tre volte tra il 2019 e il 2021 quando erano entrambi frequentatori assidui dei Challenger, battendolo in due occasioni. Il carrarino appare abulico in alcuni tratti di ciascuno dei primi tre set ma poi mette a frutto la superiore qualità del proprio tennis, mostrando una capacità di ri-concentrazione che ultimamente gli faceva difetto. Acciuffato il primo set al tie break (7-3), nel secondo si ritrova presto sotto 2-4, recupera e prevale di nuovo nel tie break (7-4). Non ripete però l’impresa nel terzo set, che cede rapidamente dopo il break in apertura (4-6).

Lorenzo Musetti, 21 anni

 (reuters)

Intanto, oltre il muro, Cobolli, opposto alla testa di serie numero 18, sta producendosi in una delle migliori partite della sua breve carriera nel circuito maggiore (è un classe 2002 come Musetti, ma è maturato più tardi). Dopo l’esordio nel main draw dell’ultimo Roland Garros e rodato dai vittoriosi tre match delle qualificazioni, Flavio controlla agevolmente il primo (6-4) e il terzo set (6-3), rifiata nel secondo (3-6) e nel quarto (2-6), infine affronta il quinto con buone vibrazioni.

Lorenzo, che gioca di rimessa due metri e mezzo dietro la linea di fondo e raramente si spinge più avanti, parte male anche nel quarto parziale. Con un fenomenale lungolinea di rovescio riesce tuttavia a ottenere il controbreak che gli ridà fiato e coraggio.

Negli stessi minuti Flavio tiene testa a Jarry, che è al momento l’unico giocatore sudamericano tra i Top 20. La torcida cilena è però incontenibile e fornisce al nipote di Jaime Fillol il boost emotivo del quale ha bisogno. Sul campo 13 Musetti, numero 2 d’Italia e 28 al mondo, ha uno scatto d’orgoglio, strappa il servizio a Bonzi, a zero, e poi si porta sul 4-1, ipotecando il passaggio di turno. Che arriva, senza più ribaltamenti di predominio, con il definitivo 6-2. È un risultato che infonde fiducia all’allievo di Simone Tartarini. Tuttavia, per fare altri passi avanti nel torneo - cominciando dal prossimo ostacolo di nuovo francese, il giovane Luca Von Assche - il ragazzo ha bisogno di mostrarsi più aggressivo e convinto dei propri mezzi, che sono davvero non comuni.

Jasmine Paolini, 28 anni

 (afp)

A pochi metri di distanza, dieci minuti più tardi Cobolli fa il miracolo di riagganciare sul 5 pari Jarry all’ultima occasione utile, grazie a un game alla risposta di notevole intensità. Avanti 6-5, ha un’occasione di prendersi il match e non la fallisce, seppure su un errore banale del più esperto e titolato avversario. Un altro under 23 italiano - come Sinner, come Musetti, come Arnaldi - irrompe dunque tra i Top 100 (è ora 81) e nell’élite del tennis mondiale. Se lo merita per il grande lavoro fatto sotto la guida di papà Stefano, 236 ATP vent’anni fa. E potrebbe non fermarsi qui, considerando che il suo prossimo avversario sarà il moscovita Pavel Kotov, 25 anni, ATP 64, che è alla sua portata.

Alle due italiane in campo non si poteva chiedere di piú. Sara Errani era la più anziana del tabellone femminile, dunque, a prescindere dal risultato negativo registrato oggi, un esempio di tenacia e passione. Come peraltro è anche Jasmine Paolini, 28 anni appena compiuti, testa di serie 26, che ha avuto facilmente ragione (6-3 6-4) della russa Diana Shnaider, 19 anni, vaticinata superstar del futuro da Martina Navratilova

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