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Una giornata che gli italiani di Melbourne ricorderanno a lungo

Lorenzo Sonego

 
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In esclusiva per gli italiani in campo e sugli spalti dello slam down under il sole di Melbourne brilla più a lungo. Per la precisione, per loro tramonta alle 22.56 locali, quando Lorenzo (a.k.a. Lollo a.k.a. Sonny) Sonego fa un sorriso grande così al coach Gipo e alla fidanzata Alice. Ha appena eliminato Daniel Evans in quattro set. È il quarto azzurro, su cinque in gara oggi, a guadagnarsi il diritto a un secondo match del tabellone principale degli Australian Open 2024, che vedono complessivamente passare il primo turno nove nostri giocatrici e giocatori: a mia memoria, un record. L’unica a non farcela in questa giornata particolare è Camila Giorgi, che pure fa penare Vika Azarenka (6-1 4-6 6-3).

Anche Sonego ce la mette tutta e, alla fine, ha ragione del numero 2 britannico e 38 del mondo per 4-6 7-6 6-2 7–6. La prima svolta a suo favore arriva nel tesissimo tie break del secondo parziale, strappato per 10-8. Capace di più variazioni, il torinese smonta una alla volta le certezze balistiche dell’avversario, il quale s’infuria sempre più spesso con sé stesso e talvolta con il pubblico, perdendo concentrazione. Sonego potrebbe già approfittarne nel lunghissimo nono game del quarto set, quand’è alla risposta, ma Evans rintuzza sette palle di break. Si va al tie break, che il numero 4 d’Italia si prende (7-5) sebbene pressato dalla trance rimontistica del trentatreenne di Birmingham.

Evidentemente quelli di Tennis Australia, cioè la FITP antipodale, non leggono Monday’s Net - I’m joking, bro! - ché altrimenti non avrebbero messo in campo contemporaneamente, alle 11, tre dei cinque italiani. Così dopo soltanto ventiquattr’ore è stato bissato lo sgarbo che avevo stigmatizzato ieri vedendo Musetti, Cobolli ed Errani doversi spartire per un paio d’ore i connazionali accorsi a fare il tifo al Melbourne Park. Oggi lo stesso trattamento viene riservato a Giulio Zeppieri (campo 5), Martina Trevisan (6) ed Elisabetta Cocciaretto (8), che di fatto giocano l’uno a ridosso delle altre con tanto di coretti asincroni da Olimpico o Artemio Franchi, distintamente udibili da tutti: l’effetto è di una diretta video - dipende da quale match si è scelto - con tre dirette audio ricche di esortazioni e imprecazioni in vari dialetti o accenti italici. Però funziona, a quanto pare.

Cocciaretto, 23 anni tra pochi giorni, WTA 66, si libera in fretta della qualificata - nel senso di proveniente dalle qualificazioni - mancina Lulu Sun, anche lei classe 2001, WTA 190, svizzera di famiglia neozelandese, tennisticamente maturata nei campionati universitari USA. Dopo aver passeggiato neil primo set, la marchigiana rischia di cedere il secondo. Con un colpo di reni, riesce invece a evitare il tie break e a passare il turno (6-1 7-5).

Martina Trevisan gode dello stesso tifo diretto e indiretto di Elisabetta, contrastato però dalla folta e chiassosa claque messicana a sostegno della piccola Renata Zarazua, 26 anni, WTA 97, che il fratello Patricio allena a Tampa in Florida. La mancina toscana, ora numero 56 del ranking live, è sfortunata quando non annulla l’ultimo dei tre set point che l’avversaria riesce fortunosamente a procurarsi nel primo parziale. Riesce però a recuperare i due break rimediati in apertura del secondo set; poi domina il resto del match (4-6 6-4 6-2). A 30 anni, Martina raggiunge di nuovo, dopo il 2022, il secondo turno a Melbourne, con buone chance di approdare al terzo considerando che giovedì dovrà affrontare la francese Oceane Dodin, 27 anni, WTA 95.

Anche sul campo 5 i cori pro-azzurre che s’alzano dal 6 e dall’8 bilanciano quelli dei tanti serbi venuti a incoraggiare Dusan Lajovic, 33 anni, due ATP 250 vinti in carriera, il cui stile di gioco si basa sul solido servizio e su colpi da fondocampo precisi. Nonostante non sia tra i giocatori più potenti, di solito compensa con la costanza e l’intelligenza tattica. Giulio Zeppieri, al quale le qualificazioni hanno fatto assai bene, lo affronta senza timori, consapevole co’è che è questo il momento di far decollare la propria carriera dopo tanta gavetta. Sereno nonostante un secondo set un po’ confuso, il ragazzo di Latina, 22 anni, è perfetto nella gestione del tie break che chiude il match: 6-3 3-6 6-3 7-6. Se tra un paio di giorni riuscisse a ripetersi contro Cameron Norris, britannico di nascita sudafricana, testa di serie numero 19, raggiungerebbe gli amici e coetanei Sinner, Musetti, Sonego, Arnaldi e Cobolli nel club dei Top 100 ATP. Mica facile.

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