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Australian Open: la conferma di Jannik Sinner, la sorpresa di Flavio Cobolli

Jannik Sinner, 22 anni

 
Il numero uno azzurro velocemente al terzo turno dello Slam di Melbourne, il romano continua a stupire
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Sul Melbourne Park piove come spesso accade a Wimbledon in luglio. Negli anni scorsi, qui, si sospendevano i match per caldo eccessivo: adesso spuntano ombrelli e golfini come al Bois de Boulogne durante il Roland Garros, in maggio. Dunque all’ora di pranzo si gioca solo sui tre campi coperti. Il centrale, la Rod Laver Arena, è il teatro dell’esibizione muscolare di Mirra Andreeva, la russa classe 2007 (è di aprile), WTA 47, che, in attesa di diventare a breve la numero 1 al mondo, umilia con il punteggio di 6-0 6-2 Ons Jabeur, testa di serie numero 6 del torneo, tre finali di slam raggiunte nelle ultime due stagioni. Subito dopo comincia la sfida tra il numero 1 di casa, Alex de Minaur, quasi 25 anni, e il nostro numero 3, Matteo Arnaldi, quasi 23. Forse intimorito dal monumentale stadio e dal vivace tifo aussie, il sanremese va in confusione dopo i buoni game iniziali, si demoralizza e rientra in partita solo nel terzo set mostrando sprazzi delle qualità di cui dispone. Finisce 6-3 6-0 6-3, un punteggio troppo severo rispetto a quanto visto in campo. Al suo primo slam in Australia dopo la stagione che l’ha rivelato al mondo, l’allievo di Alessandro Petrone è consapevole di dover trovare il modo di mantenere alto il livello del proprio gioco sia nel tempo breve, ossia la partita, sia in quello lungo, il torneo, chiunque sia l’avversario. L’importante è non farsi condizionare da chi c’è dall’altra parte del campo, nemmeno se si chiama de Minaur ed è un Top 10. Bisogna dargli tempo.

Intanto nella John Cain Arena un’altra ventenne moscovita, Marija Timofeeva, accetta grata una breve lezione di tennis da parte di Caroline Wozniacki, poi mette in pratica quanto ha appena imparato. Alla mamma danese, 33 anni, campionessa degli Australian Open 2018, 35 milioni di dollari in premi vinti in carriera, non resta che accettare la superiorità atletica (sancita dal punteggio 1-6 6-4 6-1) espressa dalla russa, che s’avvicina sempre più a quota 100 della classifica WTA.

Nella Margaret Court Arena il mattatore è Sinner. Bastano pochi minuti all’olandese proveniente dalle qualificazioni Jasper de Jong per rendersi conto di quanto l’avversario - un anno meno di lui, che è del 2020! - sia fuori dalla sua portata. Con Simone Vagnozzi e Darren Cahill apparentemente impassibili nell’angolo, Jannik fa in fretta a chiudere la pratica: 6-2 6-2 6-2 in un’ora e 44 minuti. Match così servono al numero 4 al mondo per il fine tuning fisico, tecnico e mentale che si rivelerà - credo - decisivo più avanti nel torneo. In conferenza stampa, spiega di “aver sentito bene la palla, soprattutto di rovescio. Ho anche maggiore sensibilità nel tocco, ci stiamo lavorando tanto. Potevo fare di meglio, ma va bene così”: l’understatement come regola di vita.

Da cronista, comincio solo ora ad abituarmi a raccontare di un italiano che, nei turni iniziali di uno slam, farebbe notizia solo in caso di sconfitta, come accadeva con Federer, Nadal e Murray, come succede ora con Djokovic e Alcaraz.

Flavio Cobolli, 21 anni

 

Sono le 2 e un quarto del pomeriggio quando finalmente si riprende a giocare all’aperto. Sul campo 6 Flavio Cobolli, appena approdato tra i Top 100 (da oggi è ufficiosamente 75), affronta l’ennesimo moscovita, Pavel Kotov, 25 anni, numero 59 del ranking live. È un match ad armi pari dove in alcune fasi fa la differenza l’esperienza del massiccio russo, il quale viene però spesso sorpreso dalla velocità di gambe e dalla sensibilità di braccio del romano. In evidente crescita in termini di aggressività positiva accompagnata alla precisione d’esecuzione e nonostante qualche eccesso d’entusiasmo agonistico, Flavio difende i break a favore nei primi due set (7-5 6-3). Nel terzo parziale Kotov approfitta di tre errori dell’italiano sul 5-6 per rientrare in gara senza nemmeno passare dal tie break. È un comprensibile e peraltro unico passaggio a vuoto. Nel quarto set l’allievo di papà Sergio dilaga (6-2) grazie al profluvio di vincenti da ogni punto del campo (saranno in tutto 45), con prevalenza dei rovesci lungolinea e qualche pregevole drop shot. É lui la sorpresa più interessante degli AO 2024 che parlano italiano.

Lorenzo Musetti, 21 anni

 (reuters)

Sembra intanto destinata a non risolversi rapidamente la crisi tecnica e personale di Lorenzo Musetti, ancora lontano dallo smalto della stagione 2022 e dei primi sei mesi dell’ultima. Forse non gli stanno fornendo i giusti stimoli il coach Simone Tartarini e il consulente Corrado Barazzutti, forse soffre la lontananza dalla compagna Veronica Confalonieri, al settimo mese di gravidanza. Opposto sul campo 7 alla speranza francese Luca van Assche - classe 2004, ATP 79, fisico alla Gasquet con baricentro basso - il carrarino appare all’avvio nervoso e falloso. Tutto cambia nel secondo set, con un break ottenuto fortunosamente da Lorenzo nel sesto gioco al termine di un infinito scambio di bordate da fondocampo. Nel terzo set insegue e raggiunge Luca, in fuga, serve meglio e porta il set al tie break: 7-5. La reazione di van Assche caratterizza i due parziali successivi, con Musetti incapace di contromosse adeguate e di soluzioni efficaci nelle frequenti occasioni di riscossa. Pessimo per lui il finale di partita: 6-3 3-6 6-7 6-3 6-0. Un giocatore da riprogrammare.

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