Fritz, Tiafoe e Navarro: agli Us Open è l’anno della riscossa americana
di Claudio GiuaLa riscossa americana ha i volti di Emma Navarro, figlia di un aggressivo miliardario imprenditore e finanziere di origine italiana, di Taylor Fritz, erede della famiglia che possedeva i May Department Stores, precursori della grande distribuzione organizzata, e di Frances Tiafoe, i cui genitori sono immigrati, poverissimi, dalla Sierra Leone trent’anni fa. Saranno loro tre degli otto semifinalisti dei singolari maschile e femminile di Flushing Meadows. E tra poche ore, al termine della seconda giornata dei quarti di finale, potrebbe aggiungersi Jessica Pegula, che in ricchezza familiare rivaleggia con Emma.
Il tennis può essere il coronamento di vite privilegiate oppure l’ascensore sociale che ti strappa dalla prospettiva del ghetto. Ma la United States Tennis Association non si occupa di patrimoni né di sociologia: prepara i festeggiamenti, insieme agli appassionati, perché aspettava giorni così dal tempi dell’ultimo Pete Sampras, di Andy Roddick e delle giovani Williams.
Uragano Sabalenka sugli Us Open
Un altro protagonista dell’American dream, Andre Agassi, in Open sostiene che “perdere è un'altra forma di imparare”. Mi auguro che Priscilla Hon, Lucia Bronzetti, Ekaterina Aleksandrova, Elisa Mertens e Quinwen Zheng abbiano letto la celebrata autobiografia del campione americano, numero 1 Atp per 101 settimane tra il 1995 e il 2003: sarebbe per loro una consolazione e uno stimolo. Ma dovrebbe leggerlo, se ancora non l’ha fatto, anche Aryna Sabalenka che le ha abbattute come birilli nel corso degli Us Open 2024, perché non è affatto scontato, come ho sentito ripetere in questi giorni, che “stavolta lo Slam, più che vincerlo, lo può perdere solo lei, la bielorussa”. Due tenniste, a mio giudizio, hanno infatti chance non solo virtuali di battere l’imbattibile Aryna: Emma Navarro e, con tutta probabilità, la polacca Iga Swiatek, l’avversaria di domani di Pegula, alla ricerca del suo secondo titolo slam sul sintetico dopo quello ottenuto proprio a Flushing Meadows nel 2022.
Navarro batte Badosa, Sabalenka travolge Zheng
Emma rischia qualcosa ma ha alla fine ragione, nel primo pomeriggio, della spagnola Paula Badosa. Newyorkese, 23 anni, Wta 10 nel ranking live, possiede un servizio potente e preciso che le consente di guadagnare punti diretti e costruire felici trame offensive. Formidabile per la capacità di colpire la palla in anticipo, mantiene sempre un ritmo alto durante gli scambi. Ha una mobilità tale da permetterle di coprire tutte le aree del campo e di contrattaccare efficacemente. Badosa le oppone l’esperienza. Che sembra bastare a fare la differenza nel secondo set (il primo l’aveva dominato Navarro): la fidanzata di Stefanos Tsitsipas trova un break, accelera e ribalta la situazione. In pochi minuti si ritrova avanti 1-5. È da quel preciso istante che Navarro - lei e Jessica hanno ereditato dai genitori la determinazione dei businessmen d’assalto che non fanno prigionieri - spazza via qualsiasi remora o timore, si prende di forza sei game consecutivi e chiude la partita sul punteggio di 6-2 7-5. Nella notte italiana, Sabalenka fa poi polpette della cinese Zheng, testa di serie numero 7, alla quale ha lasciato la miseria di tre game (6-1 6-2). Giovedì dunque la piccola vincitrice di un unico titolo Wta, il 250 di Hobart in gennaio, sfiderà la titolatissima e gigantesca ragazza di Minsk.
Zverev eliminato
La - relativa - sorpresa di giornata è la sconfitta di Alexander Zverev per mano di Taylor Fritz. il californiano ha giocato una delle migliori partite dell’anno, approdando per la prima volta a una semifinale Slam. Il tedesco ha ceduto di misura il primo set, s'è ripreso benissimo nel secondo ma ha difettato in reattività nel terzo e nel quarto (7-6 3-6 6-4 7-6). L’avversario di Fritz venerdì sarà Tiafoe, che ha battuto Grigor Dimitrov pur senza la soddisfazione del punteggio tondo a causa del ritiro del bulgaro per dolori muscolari sul punteggio di 6-3 6-7 6-3 4-1. Dunque domenica un maschio americano tornerà sul rettangolo blu dell’Arthur Ashe Stadium per la finale: non accadeva dal 2006, quando Roddick si arrese a Roger Federer. Da allora, di fatto, solo le donne hanno tenuto alto l’onore del grande tennis a stelle strisce.
Errani-Vavassori in finale nel doppio misto
In attesa del big match tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev (in Italia si vedrà non prima delle 3 di notte), Sara Errani e Andrea Vavassori ci fanno fare le prove generali di tifo azzurro. La coppia romagnola-torinese conquista la finale di doppio misto tenendo costantemente a distanza Aleksandr Kovacevic e Tyra Grant (6-3 7-6). Sarà una prima assoluta, gli avversari saranno altri due americani, Taylor Townsend e l'esperto Donald Young. L’interesse per il match di Sara e Andrea era alto anche perché Tyra è la grande speranza del tennis americano formata alla scuola italiana. Nata a Roma il 12 marzo 2008, cresciuta a Vigevano, è figlia dell’ex cestista Tyrone e di Cinzia Giovinco, che oggi è la sua mamma-manager. Dopo anni di crescita sui campi dell'Accademia di Riccardo Piatti a Bordighera, dall’anno scorso vive e si allena a Orlando con la nidiata dei talenti dell’Usta. Vista in campo, Tyra dà la sensazione di essere assai matura seppure ancora con enormi margini di crescita. Presto darà il proprio contributo alla riscossa americana.