Jannik Sinner, non per soldi ma per passione
di Claudio GiuaL’Olimpo del tennis è incappucciato dai soldi, tanti soldi. Il campione delle ATP Finals 2024 riceverà domenica prossima un assegno di 4,8 milioni di dollari, un po’ meno di 4,5 milioni di euro. È il premio più alto nella storia dell’Association of Tennis Professionals, ben oltre quanto incassato da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nel più ricco dei due slam stagionali vinti da ciascuno, gli US Open per l’italiano (3,6 milioni di dollari), i Championships per lo spagnolo (3,45 milioni). Il fenomeno dell’overprize non ha fatto bene al calcio professionistico, dunque si dovrebbe fare tesoro di quell’esperienza. Senza moralismi, credo che introdurre forme di solidarietà di categoria e anche rivolte alla società generale sarebbe, da parte dei Top 10, un segnale apprezzato.
I morigerati grandi del tennis
C’è però una differenza. Contrariamente a molti dei calciatori più pagati che conducono vite al limite della dissolutezza, tutti i grandi tennisti sono costretti a una morigeratezza quasi monacale. Chi sgarra, esce di scena. Sinner ha giocato quest’anno oltre settanta partite ufficiali in 315 giorni, una ogni 4,3 giorni. Ne ha perse soltanto sei perché è stato in campo e s’è allenato in palestra quotidianamente per otto, nove, dieci ore e ha dormito per altrettante.
De Minaur senza scampo
Stasera a Torino il numero 1 al mondo affronta per l’ottava volta Alex de Minaur, e lo tiene a distanza come nelle precedenti occasioni. Soltanto quando Jannik s’era ritirato negli ottavi a Bercy l’anno scorso, l’australiano con solide radici spagnole aveva superato il turno. Una caratteristica dell’italiano più vincente della storia del tennis è sopraffare gli avversari senza che ne abbiano la consapevolezza. Poiché li rispetta tutti, non dà mai l’impressione di dominarli. Li lascia giocare, accetta che talvolta abbiano la meglio senza prendersela con loro o l’arbitro, con i coach nell’angolo, la racchetta, la sfiga. Quando sbaglia qualcosa, come nel break subito oggi all’inizio del primo set, fa un reset, si corregge, rimette le cose a posto. Prendendosi quattro game consecutivi, va a chiudere sul 6-3. Nel secondo parziale, concede qualcosa ad Alex e allo spettacolo. Senza strafare, ottiene il break nel quinto gioco e poi lo difende in scioltezza (6-4).
Medvedev perde la partita e la testa
Nell’altro singolare di giornata, giocato nel pomeriggio, Taylor Fritz ha superato in due set Daniil Medvedev, in evidente difficoltà tanto da perdere la calma e anche la testa. Il russo numero 4 ATP si rende probabilmente conto che il divario con Jannik e Carlos si va ampliando e che anche Alexander Zverev non è più alla sua portata. Il californiano, che è il numero 5 della classifica mondiale, ha invece giocato in serenità, costantemente in vantaggio sull’avversario fino al definitivo 6-4 6-3.
I soldi arabi, la passione italiana
Reduce dagli Stati Uniti dove ho seguito da vicino le elezioni, leggo sui giornali italiani che Donald Trump non sarebbe tornato alla presidenza degli Stati Uniti se non fossero arrivati in suo soccorso i dollari di Elon Musk. Non credeteci, perché “follow the money” è una regola aurea per comprendere scelte e fenomeni, ma non sempre spiega tutto. Prendiamo le ATP Finals, che Torino ospita per la quarta volta consecutiva: sento dire che dal 2026 si trasferiranno a Riyadh, come già hanno fatto le Next Gen ATP Finals e le WTA Finals in forza del fatto che “i sauditi hanno capacità economiche infinite”. Non sembra debba per forza andare così. Di sicuro Mohammed bin Salman può mettere sul piatto più soldi di Giorgia Meloni, ma la passione mostrata dal pubblico dell’Inalpi (in passato Alpitour) Arena e le capacità organizzative italiane condizioneranno le decisioni del team del presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi, che potrebbe optare per una staffetta Torino-Milano di enorme valore simbolico ed economico. Dal 2027, infatti, gli impianti in via di realizzazione a Santa Giulia, che poi è Rogoredo, per le Olimpiadi invernali saranno disponibili per ospitare oltre sedicimila spettatori, un quarto in più degli attuali del capoluogo piemontese, stabilmente sold out. Fino almeno al 2030 resterebbe così in Italia l’unico torneo che contende agli slam l’attenzione dell’audience globale. I 12 milioni di euro annui di contributo extra chiesti dall’ATP, che opera in stretta collaborazione con la FITP e i governi locali, potrebbero ottenere una garanzia a rischio zero da parte del ministero dello Sport: anzi, il nostro paese ci guadagnerebbe assai, come spiega con dovizia di particolari il presidente della FITP, Angelo Binaghi, imbattibile in fatto di capacità e fantasia gestionali. Ai sauditi, come conpensazione della mancata assegnazione delle Finals, andrebbe il diritto di allestire a breve il decimo ATP 1000 della stagione.
Il forfait sospetto di Nole
La regola del “traccia il denaro” non serve nemmeno a spiegare la rinuncia alle Finals da parte del campione uscente Novak Djokovic. Giocando le tre partite del round robin, il campione olimpico 2024 avrebbe infatti intascato poco meno di un milione di dollari, ossia 335mila (309mila euro) per il match d’esordio, vinto o perso che fosse, e altri 350mila per ciascun successo nei due successivi turni. La motivazione del forfait - un risentimento al solito ginocchio - non ha convinto nessuno. Piuttosto, è evidente che Nole intende affrontare la prossima stagione, quella del trentottesimo compleanno, con prospettive da protagonista già a partire da Melbourne, dove ha trionfato dieci volte.
Non è per la gioia per il superpremio appena vinto- i 4,8 milioni di dollari delle WTA Finals, stessa cifra del torneo gemello maschile- che ieri al termine del vittorioso match contro la medaglia d'oro olimpica cinese Zheng Qinwen (3-6 6-4 7-6) Coco Gauff si è gettata per terra. Ha detto poi: “Non avrei mai voluto fare qualcosa del genere. Mi ero ripromessa che avrei riservato scene di giubilo così solo per i tornei del Grande Slam. Ma onestamente, per come è andata la partita, ho pensato ‘sono stanca, voglio sdraiarmi a terra’”. Dopo la crisi nel settimo gioco del terzo set, che l’aveva portata a rispondere sotto 5-4, l’americana aveva infatti reagito e ribaltato l’andamento del match: “Ho solo cercato di vivere il momento onestamente, sono davvero orgogliosa di me stessa”. Ai quattrini penserà il suo manager. Per adesso.