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Chiedete a Passaro come si gestisce lo stress

Francesco Passaro (reuters)
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Mentre sul Centrale Lorenzo Musetti approfitta dell’esordio contro Otto Virtanen per rifinire la preparazione (il punteggio finale vedrà il carrarino prevalere per 6-3 6-2), per associazione di nazionalità mi torna in mente Emil “Empuu” Ruusuvuori, di Helsinki, classe 1999, quattro milioni di dollari di premi in carriera, due anni fa di questi tempi numero 37 del mondo, oggi confinato nella terra di nessuno oltre quota 200 del ranking ATP. Sapevo dei suoi problemi di tenuta nervosa, ma nulla di più. Ne avevo perso le tracce. Allora, faccio qualche ricerca in rete e parlo con un coach che lo conosce bene. Scopro così che, dopo la finale all’Hong Kong Open nel gennaio 2024 persa contro Andrey Rublev, ha sofferto attacchi di panico sempre più ravvicinati, che lo hanno costretto a prendersi una pausa dopo aver chiuso la collaborazione con l’ex direttore della Jarkko Nieminen Tennis Academy, Federico Ricci, al suo fianco da quando aveva 14 anni.

Lorenzo Musetti (afp)

Intervistato da MTV Uutiset, Empuu ha rivelato quanto gli accadde durante l’ATP 1000 di Miami nel 2021, quando non riusciva a respirare, il cuore gli batteva a mille e sentiva l’incontenibile impulso a piangere. In campo, il solo pensiero di essere costretto alla seconda di servizio gli causava un’ansia paralizzante. Fu la prima volta. Di recente ha avuto anche problemi di memoria, tanto da non ricordare alcunché dell’ultima partita a Wimbledon, il luglio scorso, persa contro Giovanni Mpetshi Perricard dopo che due giorni prima aveva eliminato Stefanos Tsitsipas. S’è curato e, a partire da febbraio, ha tentato il ritorno nel circuito Challenger, che significa saltabeccare da Tenerife a Lugano, da Tionville a Cherbourg, da Busan a Gwangju. Ha raggranellato qualche ottavo e un solo quarto di finale. Durante il torneo in Corea del Sud, a fine aprile, ha però sperimentato un altro pesante attacco di panico. A 26 anni compiuti da poco, non sa immaginare se tornerà a competere ai massimi livelli.

Non pochi giocatori potrebbero raccontare storie come quella di Ruusuvuori. Quasi tutti ammettono di avere vissuto situazioni di tensione eccessiva, poi superate. Si è parlato di attacchi di panico di Jannik Sinner durante i match con Daniil Medvedev a Wimbledon e con Holger Rune a New York, la scorsa stagione, ma non ci sono conferme. Il punto, per tutti, è come trovare l’equilibrio e poi mantenerlo quando non si ha una casa dove tornare la sera, i ritmi di allenamento e competizione diventano asfissianti, fare progetti di vita risulta impossibile, i quasi unici interlocutori quotidiani sono il coach e il massaggiatore. Ne hanno scritto in tanti, ma a descrivere meglio l’angoscia del tennista sotto stress sono stati, in anni recenti, Mardy Fish e Naomi Osaka.

(reuters)

Un giovane italiano determinato e combattivo come Francesco Passaro deve molto all’aiuto della mental coach e dello psicologo: “Sì, la testa è fondamentale, a volte mi frena un po’ l’emozione, poi subentra la paura. Per fortuna il lavoro che insieme stiamo svolgendo sta funzionando bene”. Così bene che oggi il perugino ha saputo regolare in due set, 7-5 6-3, la testa di serie numero 14 del Foro Italico, Grigor Dimitrov, che già aveva eliminato agli Australian Open in gennaio. Grazie a percentuali da Top Ten al servizio sia con la prima, sia con la seconda, e in forza di un tasso minimo di errori, l’allievo di Roberto Tarpani sta facendo persino meglio dell’exploit del 2024, quando agli Internazionali d’Italia eliminò Tallon Griekspoor e fece impazzire Nuno Borges. Tra un paio di giorni se la vedrà con il russo Karen Khachanov.

Luciano Darderi (afp)

Luciano Darderi sembra per ora autosufficiente sul piano psicologico. Opposto in chiusura di giornata a Jack Draper, forse il giocatore più in forma di questo scorcio di stagione, l’argentino che ha scelto l’Italia dei nonni prova subito a battersi ad armi pari, ribattendo colpo su colpo. Il ritmo è infernale, con il mancino britannico che s’impone con un mix di potenza e precisione (6-1). Per niente impressionato, nel secondo set Luciano sbaglia meno e costringe l’avversario a errori per lui assai rari di questi tempi. Ha molte occasioni di break che si fa sfuggire. Mentre Jack ha le sue chance nel decimo gioco e le sfrutta per chiudere sul 6-4. Comunque, per mezz’ora il pubblico della Grandstand si scalda mani e voci in previsione della superserata di domani, con il ritorno di Sinner sul campo del Centrale

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